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Accordo tra Coni e Link Campus: borse di studio per gli atleti migliori

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Accordo tra Coni e Link Campus: borse di studio per gli atleti migliori

L'obiettivo è quello di favorire la formazione universitaria tramite l'organizzazione e la promozione di programmi dedicati in maniera specifica allo sport. Tra i docenti Franco Frattini, Elisabetta Trenta, Giampiero Massolo, Paola Giannetakis, Mario Pescante e Francesco Paolo Tronca

Favorire la formazione universitaria di atleti, tecnici e dirigenti, tramite l'organizzazione e la promozione di programmi dedicati in maniera specifica allo sport: è l'obiettivo del protocollo d'intesa da poco rinnovato tra il Coni e la Link Campus University. In base all'accordo, di durata quadriennale, l'ateneo garantisce alcune borse di studio in favore di atleti di alto livello, tecnici e dirigenti per ogni anno accademico, mentre da parte sua il Comitato olimpico assicura lo svolgimento di alcuni tirocini curriculari.

Quella con il Coni è solo una delle molte attività avviate dalla Link Campus University, un ateneo italiano con forte vocazione internazionale, che permette ai suoi studenti di specializzarsi in campi professionali all'avanguardia, insegnando ad applicare le conoscenze teoriche per risolvere problemi concreti nel mondo delle imprese e delle istituzioni pubbliche. Link Campus, che ha sede a Roma nel complesso storico del Casale di San Pio V e ha aperto una seconda sede a Napoli, propone percorsi formativi competitivi, per preparare gli studenti a ricoprire anche i ruoli professionali emergenti.

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«Steal - La Rapina» e il confine sottile tra furto e giustizia
«Steal - La Rapina» (Amazon Prime Video)
Miniserie in sei episodi, Steal – La Rapina racconta l’assalto a una società di gestione dei fondi pensione e le conseguenze sui protagonisti. Tra indagine, fragilità personali e ambiguità morale, la serie riflette sul confine tra crimine e presunta giustizia sociale.

Il tono è quello, sensazionalistico e pirotecnico, di ogni film che racconti una rapina. Non condannandola, ma perdendosi nel limbo sottile che separa l'oggettività dalla particolarità dei casi singoli, le regole dalle loro eccezioni. Steal - La Rapina, miniserie televisiva al debutto su Amazon Prime Video mercoledì 21 gennaio, è il prodotto perfetto del genere «heist»: sei episodi capaci di raccontare l'irruenza di un gruppo di ladri per aprire, poi, alle sfumature di una violenza che, quasi, sembra avere a che fare con la ricerca e l'affermazione di una giustizia sociale.

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Una sentenza ripristina il buonsenso: no ai trans negli spogliatoi femminili
(IStock)
La decisione di un tribunale britannico mette fine a un incubo per sette infermiere.

«La dignità delle ricorrenti è stata violata, creando un ambiente ostile, umiliante e degradante». Più che parole sono pietre, quelle di un tribunale britannico che ha definito «illegale» la presenza di uomini trans negli spogliatoi delle infermiere di un ospedale. Per capire meglio come si è giunti a tale sentenza - da alcuni già definita «storica» -, occorre riavvolgere il nastro degli eventi, riepilogandoli dal principio. La vicenda risale al 2023, quando alcune infermiere del Darlington Memorial Hospital hanno iniziato a manifestare disagio poché il loro spogliatoio era utilizzato anche da Rose Henderson, un uomo transgender. Decine di dipendenti hanno sollevato lamentele, segnalando come Henderson - per sua stessa ammissione - avesse una fidanzata e come, con lei, progettasse di concepire un figlio, a riprova del fatto che si tratta di «un maschio biologico sessualmente attivo».

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Nel nuovo episodio di Segreti torniamo sul delitto di Garlasco e sul presunto movente legato ai file p*rnografici del PC di Alberto Stasi. Le ricostruzioni della parte civile vengono messe a confronto con i dati tecnici: cosa ha davvero visto Chiara Poggi, per quanto tempo e con quale contesto?

Arrestato ancora l’insegnante anti gender
Enoch Burke (Getty Images)
Enoch Burke prosegue la sua «crociata» per difendere la libertà di espressione contro la dittatura delle parole dei gruppi Lgbt. I giudici lo avevano già condannato a 560 giorni di carcere, ufficialmente per oltraggio alla Corte. In realtà per provare a piegarlo.

Si chiama Enoch Burke, è un insegnante irlandese di storia e lingua tedesca, ed è un evangelico. Ma soprattutto Burke è per tantissimi il «crociato» contro l’ideologia transgender e ieri, per l’ennesima volta, si è ritrovato in stato di arresto per le vecchie questioni che egli ha aperto.

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