L’accoglienza del Pd: i migranti nei porti altrui

L’accoglienza del Pd: i migranti nei porti altrui
Enrico Letta (Imagoeconomica)

«Migranti dirottati sul Pd». Ieri mattina ho guardato allarmato la prima pagina di Repubblica e, temendo di aver preso un «buco» (nel gergo giornalistico significa non avere una notizia bomba che altri giornali hanno), mi sono chiesto che cosa potesse essere sfuggito alla mia attenzione. Ho immaginato una catastrofe abbattutasi a mia insaputa sul quartier generale di Enrico Letta, a largo del Nazareno, magari per condizionare il congresso che dovrà decidere il prossimo segretario. Poi ho pensato che la sede del Partito democratico potesse essere stata assaltata da gruppi di extracomunitari in cerca di un alloggio in cui trascorrere la notte. Infine, dopo aver letto il sommario del titolo di apertura del quotidiano romano, mi sono rasserenato: le navi umanitarie sono state dirottate verso il porto di Ancona, città amministrata dal centrosinistra.

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Ipocrita rabbia per i maniaci online: il punto non è solo il consenso delle partner, bensì il mercimonio dei corpi che alimenta Onlyfans quanto Phica. E poi, perché certe politiche non s’indignano per gli stupri dei migranti?
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Pazzia Ue: droni di guerra guidati dai bimbi
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Verdone firma il manifesto pro Gaza, poi fa marcia indietro: «Non sapevo che volessero escludere due attori». Ma è la solita storia: Mieli si è pentito della fatwa contro Calabresi. E a Nordio rimproverano vecchie adesioni.
Le Firme

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