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«A Bargnani ho insegnato tutto tranne che a diventare un uomo»

«A Bargnani ho insegnato tutto tranne che a diventare un uomo»
L'ex guardia del Banco Roma campione d'Italia 1982-1983, Roberto Castellano: «Sono ancora sui campi di basket ad allenare. Ho tirato su una generazione di stelle. Peccato che Andrea Bargnani, appena arrivato in Nba, sia sparito nel nulla».
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FoodTalk | Caso Redzepi: capire per cambiare, non per sciacallare

Sulla vicenda del noto chef costretto alle dimissioni è necessaria una riflessione più seria di quella condotta finora sui media.

Caramanna e Malagò in pole position per il Turismo
Gianluca Caramanna e Giovanni Malagò (Imagoeconomica)
L’uomo di Fdi garantirebbe continuità al dicastero del Turismo. Il vincitore dei Giochi dovrebbe far pace con Giorgetti. Alla finestra restano pure Malan e il leghista Zaia.

Sul ponte sventola un foulard (di Hermès) bianco. Daniela Santanchè si è arresa dopo un giorno di pressioni da caccia F-16 in decollo e un anno di stillicidio più o meno sotterraneo di Giorgia Meloni, che a ogni avviso di garanzia ricevuto dal ministro del Turismo aveva un mancamento.

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Resa al veleno della Santanchè. Il ministro molla dopo 24 ore: «Saldo io i conti degli altri»
Daniela Santanchè (Ansa)
L'ormai ex ministro del Turismo prima resiste, ma poi cede: «Obbedisco, anche se sono immacolata penalmente». Sul referendum: «Non farò da capro espiatorio per questa sconfitta».

Un passo indietro che ormai era divenuto inevitabile. La «Santa» si è dimessa. «Non ho difficoltà a dire “obbedisco” e a fare quello che mi chiedi», scrive il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, al premier, Giorgia Meloni.

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SETTIMANA SANTA
Daniela Santanchè (Imagoeconomica)

Che Via Crucis: la Meloni chiede le dimissioni della Santanchè da ministro. Lei resiste ma poi, rimasta sola, lascia in polemica: «Il mio certificato penale è pulito, non voglio essere il capro espiatorio però dico: “Obbedisco”». La sfida del governo adesso è risorgere dopo giornate di passione...

«Chi sbaglia, paga». Avrebbe dovuto essere lo slogan della campagna referendaria, per spiegare che anche i magistrati che commettono errori devono risponderne. Ma dopo il No alla riforma della giustizia «chi sbaglia, paga» è la nuova parola d’ordine di Giorgia Meloni, la quale si sarebbe sfogata con i principali collaboratori, dicendo di non essere più disposta a coprire nessuno. Succede spesso all’interno di un gruppo che il capo si assuma le responsabilità dei sottoposti, difendendoli a spada tratta. Ma dopo la sconfitta del 22 e 23 marzo, il presidente del Consiglio ha capito che serve maggiore rigore, perché nei prossimi mesi la maggioranza si giocherà tutto, in particolare la possibilità di rivincere le elezioni.

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