Le Firme

Giudici forti col capo staff di Nordio. Il vero obiettivo è sfidare il governo
Carlo Nordio (Ansa)
L’indagine sul caso Almasri a carico della Bartolozzi, che non gode dell’immunità, sembra una strategia per portare in aula anche il ministro della Giustizia e Piantedosi come testimoni. La memoria va a Enzo Carra.

L’avviso di conclusione indagini, preludio di un processo, a carico di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Nordio, mi ha riportato alla memoria un episodio di tanti anni fa. Era il 4 marzo del 1993 quando il pool di Mani pulite dispose l’arresto di Enzo Carra, portavoce dell’allora segretario della Dc, Arnaldo Forlani. A San Vittore, carcere milanese dove stazionavano perennemente i cronisti, fu portato in manette e la foto del giornalista con gli schiavettoni (prima di diventare capo ufficio stampa della Democrazia cristiana era stato a lungo redattore ed editorialista del quotidiano romano Il Tempo) fece il giro delle redazioni.

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Legittimo licenziare in nome dell’Ia
(IStock)
Un’azienda ha sostituito una disegnatrice grafica con un algoritmo: una sentenza ora dice che si può fare. Un precedente che penalizzerà i giovani senza esperienza.

Magari Maurizio Landini, il leader maximo della Cgil, tra un corteo pro Pal e un party per il No al referendum con Elly Schlein trova il tempo di occuparsi dei lavoratori. Ieri lo hanno preso in contropiede. Già lo hanno beccato con i rider in bocca - da anni manca un contratto che riconosca la dignità del lavoro ai coscritti del pedale al servizio soprattutto delle Ztl dove s’impigrisce la gauche caviar - e ora lo inchiodano all’algoritmo che tra i tanti vantaggi ha pure quello di non avere rappresentanza sindacale.

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Cedole miliardarie e maxi bonus ai capi di Stellantis. Zero premi agli operai
(Getty Images)
Il disastro causato dalla corsa all’auto a batteria non lo pagano né i manager, né gli Agnelli. Landini non ha niente da dire?

Stellantis quest’anno non pagherà ai propri dipendenti il premio annuale. Lo ha annunciato l’amministratore delegato Antonio Filosa, precisando che nel 2025 il gruppo ha conseguito «risultati negativi sul fronte delle consegne, del fatturato, della redditività e del cash flow». In una parola, un disastro. Del resto, il numero uno del gruppo, subentrato a Carlos Tavares nel maggio dello scorso anno, non ha fatto che confermare quanto si sapeva e cioè che il colosso automobilistico nato dalla fusione fra Peugeot e Fiat va malissimo.

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Questa riforma non è contro noi giudici. Al contrario...
Enrico De Nicola alla firma della Costituzione il 27 dicembre 1947. Nel riquadro, Giovanni Genovese (Ansa)
Alla base della natura elettiva del Csm ci fu un fraintendimento terminologico. Ma i padri della Carta Costituzionale sapevano che il voto avrebbe generato le correnti.

Capita spesso in questi giorni di sentirsi chiedere: «Ma come, sei favorevole al controllo politico della magistratura?». Se davvero molti credono che la partita si giochi fra chi ha a cuore i valori della Costituzione, da una parte, e chi cura i biechi interessi della politica dall’altra, è perché da sempre la campagna elettorale può essere fatta parlando alla testa, oppure alla pancia della gente. In questa campagna elettorale, l’elettore medio ha la testa piena di slogan e un gran mal di pancia.

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Inciuci e rivolte alla Scuola dei magistrati
Silvana Sciarra e Sergio Mattarella (Ansa)
Direttivo spaccato dopo l’insediamento «forzato» di Mario Palazzi, il procuratore di Viterbo «calato» dalle correnti progressiste. Il suo arrivo blinda la presidente Sciarra, d’area Pd. Cinque laici abbandonano la seduta nel giorno della «passerella» di re Sergio.

Lo scontro tra correnti all’interno della magistratura regala ogni giorno un nuovo «sanguinoso» capitolo. L’ultimo riguarda la Scuola superiore delle toghe. Il 18 febbraio il presidente Sergio Mattarella si è presentato a Palazzo Bachelet per richiamare tutti alla responsabilità, consiglieri, magistrati, politici. Ma appena il capo dello Stato ha lasciato lo scranno presidenziale, le correnti hanno ricominciato a farsi la guerra e si sono spaccate su quattro nomine discusse.

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