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Le sparate dei signor No rompono l’unità fra toghe e il muro dell’omertà
Nicola Gratteri (Imagoeconomica)
Quale che sia l’esito finale, questo referendum ha comunque avuto almeno un merito: la cappa di piombo che per anni ha impedito il dibattito interno si è finalmente rotta.

Non so quale sarà il risultato del referendum. Secondo alcuni sondaggi il Sì è in vantaggio di diversi punti, secondo altri ci sarebbe un testa a testa fra i due fronti e addirittura il No alla riforma della giustizia potrebbe all’ultimo averla vinta. Tuttavia, a prescindere da quale sarà il responso delle urne, la campagna per il plebiscito dal mio punto di vista ha già sortito un risultato positivo: ha rotto la cappa di piombo che per anni ha impedito il dibattito interno alla magistratura.

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Dai Giochi a Sanremo: Mattarella è ubiquo
Sergio Mattarella con Federica Brignone dopo la vittoria in SuperG (Ansa)
Il capo dello Stato salta con disinvoltura dalle Olimpiadi, in cui si intrattiene amabilmente con gli atleti, al Festival, passando per le foibe e i ricevimenti con gli statisti stranieri. E i media spandono saliva: «Porta fortuna ed è pure super competente».

Oggi tocca a Carlo Conti e Laura Pausini. L’agenda di re Sergio è fittissima. Un impegno gravoso dopo l’altro e chissà come farà «il Matta» per altri quattro anni, fino al termine del secondo mandato. Comunque. Dopo gli auspici per Sofia Goggia, ieri, in trasferta sulle nevi di Cortina, si è complimentato con Federica Brignone per la medaglia in SuperG. «Ci contavo!», le ha detto, precipitandosi dalla tribuna sull’atleta a fine gara.

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L’accoglienza fa solo danni. L’hanno capito tutti tranne i vescovi italiani
Cardinale Matteo Zuppi (Ansa)
Jim Ratcliffe, patron del Manchester United, tuona contro l’immigrazione. E persino i rider stranieri dicono: «Siamo troppi». Ma la Cei non ci sente.

Talvolta è davvero deprimente notare come le sorti dell’Europa e dell’Occidente stiano a cuore a chiunque tranne che alla Chiesa cattolica. Sembra che se ne interessi ad esempio uno come Sir Jim Ratcliffe, ricchissimo proprietario della azienda chimica britannica Ineos e azionista del Manchester United, il quale ha sollevato un vespaio nel Regno Unito per alcune dichiarazioni in materia di immigrazione.

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I baroni insidiati all’attacco delle università online
(iStock)

I baroni universitari sono sul piede di guerra. Da un po’ di tempo a questa parte vedono infatti il loro regno assediato. Non dai concorsi che impediscono di trasmettere la cattedra di padre in figlio, o da «maestro» a «discepolo».

così da poter perpetrare una gestione nepotistica dove tra professori ci si scambia favori e clientele (molte Procure hanno aperto inchieste per corruzione e turbativa d’asta, con decine di docenti coinvolti). No, a minacciare la baronia sono le università telematiche, che nel giro di un decennio hanno conquistato centinaia di migliaia di iscritti (in cinque anni sono più che raddoppiati, raggiungendo e superando la soglia dei 300 mila studenti), mettendo a repentaglio potere, visibilità e consulenze dei docenti delle università tradizionali.

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L’ammucchiata del No ha perso ogni freno. Non solo dicono balle: si contraddicono pure
Nicola Gratteri (Imagoeconomica)
Per Nicola Gratteri solo i ricchi potranno difendersi. La figlia di Walter Tobagi tira in ballo la P2. Mentre Luciano Violante si inventa la «Casta dei pm».

Più si avvicina la data del voto e più chi si oppone alla riforma della giustizia le spara grosse. Infatti, non passa giorno senza che dal fronte del No non si minaccino conseguenze catastrofiche se gli italiani il 22 e 23 marzo decideranno di dire Sì alle modifiche costituzionali volute dal ministro Carlo Nordio.

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