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Siamo al bivio: salvare famiglie e imprenditori o il 3% suicida
Ursula von der Leyen (Ansa)
Quel valore nacque per meri scopi comunicativi: l’esecutivo pensi a famiglie e imprese.

Ha senso impiccarsi per delle regole che non hanno alcun fondamento? Per quanto riformato più volte, il «mito del 3 per cento» resiste ed è divenuto un dogma dell’euro fanatismo. Vale la pensa ricordare che lo stesso «inventore» del parametro lo ammise senza troppi giri di parole: non ha alcun valore matematico. L’economista si chiama Guy Abeille ed era in forza al ministero francese delle Finanze del governo Mitterand.

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«Attenzione agli uomini di Gravina che vogliono conservare il sistema»
Michele Criscitiello (Getty Images)
Il direttore di Sportitalia e presidente della Folgore Caratese Michele Criscitiello resta scettico sull’elezione di un presidente di rottura: «Dovevano dimettersi anche le componenti federali, ma è difficile lasciare se guadagni più della Meloni. Malagò può essere una svolta».

Il disastro della Nazionale e il conseguente terremoto in Figc che ha portato alle dimissioni del presidente Gabriele Gravina, del capo delegazione Gianluigi Buffon e del ct Gennaro Gattuso aprono ora due mesi e mezzo di transizione tanto delicata quanto decisiva per il futuro del calcio italiano. Un vuoto di potere che imporrebbe scelte rapide, ma soprattutto credibili, costruite più sulle idee e sui programmi che sui nomi, in vista delle elezioni federali del 22 giugno.

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Il campionato oggi riparte: non deve essere la scusa per chiudere il dossier Italia
Gennaro Gattuso (Ansa)
Anche Gattuso si dimette «con il dolore nel cuore». Torna in campo la Serie A, un diversivo che rischia ancora una volta di farci dimenticare il fallimento azzurro.

Loro tornano a casa lessi e noi abbiamo cattiva memoria. Le tempeste perfette cominciano così e continuano per anni, di sicuro 12. È il cattivo pensiero che arriva subdolo nel giorno di passaggio fra la disfatta Nazionale e il campionato che riappare dietro il sipario di velluto con una giornata ultra sexy: Inter-Roma (domani ore 20.45 su Dazn) e Napoli-Milan (a Pasquetta, idem). Lo scenario ideale per gettarsi alle spalle le amarezze azzurre e far finta che non sia successo niente, anche se pure Gennaro Gattuso nel frattempo si è dimesso. Sarebbe il miglior modo per perdere altri quattro anni.

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Il calcio deve fiorire lungo le strade. Salviamo i bambini dall’Anazionale
(IStock)
Una volta era un rito, di comitiva e non di branco: si stava insieme in cortile con una palla. Tutti, poi alcuni fortunati lo facevano di mestiere. Adesso fra smartphone e isolamento i ragazzi non si sentono parte del gioco.

L’Anazionale. Se vogliamo capire cosa è successo e cosa succede ormai da tanti anni all’Italia degli Azzurri, partiamo dal ridefinire il nome. Il nome più consono è Anazionale, non nel senso romanesco né con grevi allusioni anali, ma Anazionale con l’alfa privativo davanti, per indicare qualcosa che manca, come si dice apolitico chi non ha una posizione politica, anonimo o afono chi è senza un nome o senza voce.

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Il modello Sala ha fallito. Il centrodestra che propone?
Giuseppe Sala (Imagoeconomica)
Dalla sicurezza alla fuga del ceto medio: c’è una città da rimettere in carreggiata.

Non so come andranno a finire le inchieste che riguardano il sindaco di Milano, Giuseppe Sala e, per quanto delicate visto che riguardano l’urbanistica e la vendita di San Siro, non intendo anticipare verdetti di natura giudiziaria. La questione di cui vorrei discutere è squisitamente politica e non è meno importante di quella che passa dal tribunale. Il modello Beppe Sala, dopo due mandati, è un modello che deve restare a galla oppure no?

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