Le Firme

L’ordinanza che poteva far slittare le urne ha due date: 6 febbraio e 6 novembre. Era pronta da mesi? Alcuni membri del Palazzaccio, d’altronde, sono apertamente schierati. Spetta ai cittadini pretendere imparzialità.

Su queste pagine Alessandro Sallusti ha già scritto della sorprendente ordinanza con cui, a un mese e mezzo dal voto, la Cassazione ha deciso di riscrivere il quesito referendario sulla riforma della giustizia. Da portavoce del comitato del Sì, l’ex direttore del Giornale ha descritto la curiosa anomalia, ma forse sarebbe meglio parlare di inquietante anormalità, per cui un’ex deputata del Pd ritornata nei ranghi della magistratura decida come giudice il merito di un plebiscito che il Pd avversa. Tuttavia, oltre a quelle segnalate da Alessandro, tra cui i messaggi che la suddetta toga scambiava con l’ex capo dell’Anm Luca Palamara cercando di influenzare le nomine di alcuni uffici giudiziari, di aspetti a dir poco incredibili ce ne sono altri che ci sembra giusto segnalare.

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Il Quirinale ammette le due telefonate che hanno fatto silurare il giornalista della Rai
Sergio Mattarella (Ansa)
Dal Colle arriva la conferma: «Sentiti il Cio e la Rai». L’escluso Bulbarelli: «Messo alla gogna per avere detto il vero». Ma nessuno s’è indignato per l’ingerenza: la libertà di stampa non vale quando c’è Mattarella.

Ha fatto il suo ingresso a San Siro alle 20.22, indossando un paltò grigio scuro, una camicia bianca e una cravatta bluette. Quindi, sorridente, il presidente Sergio Mattarella ha salutato il pubblico in piedi per lui. Ma a tributargli il caloroso omaggio non c’era il vicedirettore di Rai Sport, Auro Burbarelli, sino a mercoledì telecronista in pectore dell’evento.

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L’ordinaria follia che non ci permette di cacciare via il picchiatore tunisino
iStock
Un clandestino aggredisce donne a caso a Roma, ma la polizia è impotente. Cos’altro serve per capire che il sistema è sbagliato?

Quella che vi sto per raccontare è una storia di ordinaria follia, ma anche una vicenda di assoluta incapacità dello Stato di reagire di fronte alla criminalità e al degrado. La faccenda ha per teatro San Lorenzo, storico quartiere popolare di Roma. Lunedì pomeriggio una mamma, mentre stava accompagnando il figlio di 10 anni dall’oculista, è stata colpita con un pugno al volto da un uomo. Era in bicicletta, non conosceva il suo aggressore e con lui non solo non ha avuto alcun diverbio, ma non ha scambiato neppure una parola. Eppure, quando lo ha incrociato, quello l’ha colpita a tradimento, facendola cadere e rompendole il setto nasale. Ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni, è stata dimessa dopo sette ore con una prognosi di 30 giorni, oltre che per la frattura al naso anche per quella a uno zigomo e all’orbita dell’occhio destro.

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Se Vannacci spezzerà il centrodestra farà il gioco di sinistra e Quirinale
Roberto Vannacci (Ansa)
Il militare ha tutto il diritto di fare un suo partito. Ma senza uno schieramento comune, il rischio è di sottrarre voti all’attuale maggioranza. Ridando ai compagni il Paese e l’occasione di scegliersi l’inquilino del Colle.
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Approvato il decreto Sicurezza: ci sono «scudo» e fermo preventivo
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi con il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri sul pacchetto sicurezza (Ansa)
Via libera dal Consiglio dei ministri. Forze dell’ordine non indagabili se la legittima difesa è «evidente». Il pm potrà annullare il trattenimento dei manifestanti. Carcere per chi gira con un coltello senza un motivo.

Il consiglio dei ministri ieri ha varato il «pacchetto sicurezza» messo a punto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, e limato fino a poche ore prima attraverso il dialogo con il Quirinale. Rimandato alla prossima settimana il provvedimento sull’immigrazione, compreso quello che possiamo chiamare «blocco navale». Le norme più attese ci sono tutte, seppure con qualche lieve differenza rispetto al piano originario. «Chi sbaglia paga, chi lavora onestamente va protetto. A qualcuno lasciamo le chiacchiere: noi preferiamo agire», commenta il vicepremier Matteo Salvini.

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