Le Firme

Ecco come il Duce traviò l’opinione pubblica
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In «Fascistissima», Giovanni Mari ricostruisce la stretta di Mussolini alla stampa libera, trasformata in organo di propaganda. Il colpo di grazia nel 1926 quando, con la complicità del re, fu promulgata la legge che bandiva l’informazione non allineata.

Questa storia sul fascismo e la libertà di stampa può cominciare da Alberto Sordi, sì, il comico nazionalpopolare, l’italiano medio amato dagli italiani. Sordi era in piazza Venezia il 10 giugno del 1940, quando Benito Mussolini annunciò di aver scaraventato il Paese in guerra.

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L’imbarazzante segreto della Repubblica. Un «fascista» alla Corte costituzionale
Al centro Giuseppe Azzariti (Archivio Storico Camera dei Deputati)
Per i 70 anni si farà luce su Giuseppe Azzariti, presidente ed ex capo del tribunale della razza?

Il 23 aprile 1956 si riuniva per la prima volta in seduta pubblica la Corte Costituzionale, supremo organo di garanzia dell’ordinamento italiano che domani compie quindi settant’anni. La sua istituzione, prevista dalla Costituzione approvata il primo gennaio del 1948, rimase nel limbo per oltre otto anni senza che il sistema ne subisse alcun contraccolpo, anzi furono gli anni in cui l’Italia pose velocemente le fondamenta su cui costruire il proprio futuro.

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Temo il peggio per il 25 aprile: antiamericano e anti-Israele
Ansa
Spesso ci si dimentica che a combattere per il nostro Paese furono soprattutto gli angloamericani, che pagarono un caro prezzo, lasciando sul campo migliaia di vittime. Ogni anno poi la Brigata ebraica viene insultata. E gli italiani, più che unirsi, si dividono.

Sabato prossimo si celebra la Liberazione dell’Italia, avvenuta nel 1945, dal nazifascismo, premessa per il ritorno al regime democratico.

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Transfemministe contro gli alpini: «Molestatori e maschi tossici»
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«Non una di meno» attacca il raduno delle penne nere a Genova. E persino la Cgil si accoda, criticando la chiusura delle scuole.

Attenti, affilate le armi perché la sinistra italiana ha dei nuovi nemici che vanno combattuti con ogni forza, fino all’ultima stilla di sangue. Oddio, a dirla tutta questi nemici non sono poi così nuovi, fanno parte da molto tempo dell’apparato psicotico-onirico del mondo antagonista.

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Il nucleare iraniano è un problema. Nostro
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Trump sarà anche un barbaro maleducato, ma l’uranio arricchito in mano ai pasdaran, potenziale preludio all’arma atomica, non rende insicuro soltanto Israele ma anche l’Europa e il mondo. È fondamentale unire su questo anche i sunniti.

La guerra in Iran è una guerra sporca, ibrida, asimmetrica. Forse è una guerra «in ritardo», che poteva scoppiare nel 1979, quando la Persia, grazie all’imbecillità dei comunisti e alla cecità vigliacca dei Paesi occidentali, è diventata l’asse del male.

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