Le Firme

Meglio farci annettere agli Usa che morire di Ue
Ursula von der Leyen (Ansa)

Per il ministro della Difesa Guido Crosetto l’idea di mandare qualche decina di soldati a difendere la Groenlandia è una barzelletta. Difficile dargli torto: che potrebbero fare 100 o 200 militari dei Paesi europei in un territorio grande quasi 2,2 milioni di chilometri quadrati, cioè circa sette volte l’Italia? Il corpo di spedizione della Ue probabilmente non riuscirebbe neppure a proteggere Nuuk, la capitale dell’isola. Tuttavia, è bastato l’annuncio della missione per scatenare la reazione di Donald Trump, che da tempo insiste per comprare la Groenlandia, con la minaccia di usare le maniere forti nel caso Copenaghen si mettesse di traverso.

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Schillaci si accorge delle liste d’attesa truccate e ammette di essere inutile
Orazio Schillaci (Ansa)
Il ministro prova ad assolversi sul «Corriere», ma conferma che senza «certa stampa» dormirebbe ancora: «Io non ho poteri».

Caro Orazio Schillaci, caro ministro della Salute, sono felice che si sia accorto che «chi trucca le liste d’attesa è indegno». Ci ha messo un po’ di tempo, ma evidentemente, con la dovuta calma, ci è arrivato anche lei. E sono contento pure che l’abbia fatto sapere tramite un’intervista al Corriere della Sera, riferendosi genericamente a «inchieste giornalistiche» e a «certa stampa». Quando parliamo con qualcuno noi, in genere, siamo abituati a guardarlo in faccia, e magari anche a chiamarlo per nome. Ma evidentemente quando si diventa ministri si preferiscono i messaggi trasversali. Detti anche pizzini.

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«Repubblica» cancella Pansa dalla sua storia
Giampaolo Pansa (Imagoeconomica)
La testata celebra i 50 anni dalla fondazione ma, con metodi sovietici, elimina dagli archivi il giornalista che le ha dato lustro. La colpa? Aver tradito i compagni svelando il lato oscuro della Resistenza. Persino alla sua morte fu trattato da lontano parente.

C’è stato un tempo in cui Eugenio Scalfari era un sincero ammiratore dell’Unione Sovietica, al punto da convincersi che Mosca avrebbe vinto la sfida con l’Occidente. Prima di pentirsi, come in precedenza si era pentito di aver scritto su una rivista che si chiamava Roma fascista, coltivò infatti una sincera infatuazione per il sistema russo e di questo innamoramento, a quanto pare, è rimasta traccia nel Dna di Repubblica, il giornale da lui fondato. Il quotidiano, che, come racconta in queste pagine Marcello Veneziani, è stato croce e delizia della sinistra italiana, negli anni ha acquisito i peggiori vizi sovietici, come quella puntigliosa abitudine di sbianchettare dall’album di famiglia chi è caduto in disgrazia. Ai tempi di Stalin era la regola, al punto che i comunisti accusati di essere nemici del popolo non soltanto venivano mandati nei gulag o fucilati, ma la loro immagine era rimossa dalle foto ufficiali.

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Oggi è l’ultimo giorno per aderire alla sottoscrizione aperta dalla Verità. I contributi a sostegno del vicebrigadiere Emanuele Marroccella sono stati continui, una generosità davvero grande quella dimostrata dai tantissimi lettori che hanno fatto versamenti sul conto corrente dedicato, e di cui ancora vedrete l’Iban per l’intera giornata di sabato 17 gennaio. Vi terremo informati sulla consegna dei vostri aiuti.
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Non c’è l’obbligo dell’azione penale?
(IStock)
Questa truffa sulle liste di attesa serve solo per far raggiungere alle Asl gli obiettivi previsti e ai manager i relativi bonus. C’è materiale perché i pm indaghino: come mai non lo fanno?

Come se non bastassero le liste di attesa, ci sono anche le truffe sulle liste di attesa. Di che si tratta? In molte Asl si fissano esami, che sono molto urgenti, a distanza di mesi o anni, ma sulla prenotazione, per pararsi le terga, si scrive che il paziente ha rifiutato una data precedente. Ebbene, con questo escamotage i manager incassano i premi ma il paziente, in realtà, quella proposta non l’ha mai ricevuta. È qui che i manager incassano perché in questo modo si aggira la legge da una parte e dall’altra si taroccano le statistiche. In altri termini funziona così: «Io ti avevo proposto una data precedente ma, avendola tu rifiutata, ho dovuto dartene una molto più lontana».

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