Le Firme

Sul Superbonus Conte racconta Superballe
Giuseppe Conte (Ansa)
Per far perdere le staffe all’avvocato pugliese è bastato che il presidente del Consiglio ricordasse il buco lasciato dal governo giallorosso grazie al famigerato 110%. «Basta lagne», ha frignato. Ma i numeri lo inchiodano: 120 miliardi tolti a scuola e salute.

A Giuseppe Conte non piace che si ricordi il buco creato dal suo governo con il Superbonus. Ieri, dopo che Giorgia Meloni ha ricordato quanto ancora pesi sulle casse pubbliche la misura del 110 per cento voluta dal governo giallorosso, il capo dei 5 stelle ha reagito in malo modo, accusando il presidente del Consiglio di suonare come un disco rotto. «Questa lagna la sentiamo da quattro anni. Basta con le balle: dopo quattro anni e zero riforme il tempo delle Superscuse è scaduto».

Continua a leggereRiduci
Ecco come il Duce traviò l’opinione pubblica
Getty Images
In «Fascistissima», Giovanni Mari ricostruisce la stretta di Mussolini alla stampa libera, trasformata in organo di propaganda. Il colpo di grazia nel 1926 quando, con la complicità del re, fu promulgata la legge che bandiva l’informazione non allineata.

Questa storia sul fascismo e la libertà di stampa può cominciare da Alberto Sordi, sì, il comico nazionalpopolare, l’italiano medio amato dagli italiani. Sordi era in piazza Venezia il 10 giugno del 1940, quando Benito Mussolini annunciò di aver scaraventato il Paese in guerra.

Continua a leggereRiduci
Presidente Meloni, vada a Porzûs per ricordare una scomoda verità
Ansa
Lì i partigiani cattolici della brigata Osoppo furono trucidati dai comunisti che volevano imporre la loro ideologia di morte.

Gentilissima Giorgia Meloni, vi è un giorno tra le pieghe della nostra storia che non può essere trattato come una ricorrenza qualsiasi, né consumato nella ritualità svuotata di senso: il 25 aprile. Non un semplice anniversario, ma un crocevia della coscienza nazionale.

Continua a leggereRiduci
L’imbarazzante segreto della Repubblica. Un «fascista» alla Corte costituzionale
Al centro Giuseppe Azzariti (Archivio Storico Camera dei Deputati)
Per i 70 anni si farà luce su Giuseppe Azzariti, presidente ed ex capo del tribunale della razza?

Il 23 aprile 1956 si riuniva per la prima volta in seduta pubblica la Corte Costituzionale, supremo organo di garanzia dell’ordinamento italiano che domani compie quindi settant’anni. La sua istituzione, prevista dalla Costituzione approvata il primo gennaio del 1948, rimase nel limbo per oltre otto anni senza che il sistema ne subisse alcun contraccolpo, anzi furono gli anni in cui l’Italia pose velocemente le fondamenta su cui costruire il proprio futuro.

Continua a leggereRiduci
Temo il peggio per il 25 aprile: antiamericano e anti-Israele
Ansa
Spesso ci si dimentica che a combattere per il nostro Paese furono soprattutto gli angloamericani, che pagarono un caro prezzo, lasciando sul campo migliaia di vittime. Ogni anno poi la Brigata ebraica viene insultata. E gli italiani, più che unirsi, si dividono.

Sabato prossimo si celebra la Liberazione dell’Italia, avvenuta nel 1945, dal nazifascismo, premessa per il ritorno al regime democratico.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy