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Caro Zaia, non è che si sta veltronizzando?
Luca Zaia (Imagoeconomica)

Caro Luca Zaia, caro presidente del Consiglio regionale veneto, nonché ex governatore, nonché colonnello della Lega e «risorsa del centrodestra», candidato a tutto ciò cui può essere candidato, le scrivo questa cartolina perché ho sentito che è diventato anche romanziere e infatti ha già pronta un’opera. È stato lei stesso a dire che ne ha parlato anche con Marina Berlusconi, ed è una buona idea perché per un romanzo la Mondadori è un editore ideale.

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Sgarbi insiste: «Il padiglione della Russia sia riaperto»
Elisabetta e Vittorio Sgarbi (Ansa)
Il critico, arrivato a Venezia, non ha dubbi sulla polemica che ha investito il padiglione di Mosca: «Deve riaprire, la creatività non va vincolata al potere e agli Stati». Intanto, nello spazio giapponese spuntano delle bambole per celebrare la pratica dell’utero in affitto.

Vittorio Sgarbi, fresco di compleanno, arriva in un elegante hotel veneziano per incontrare Le Hu Hieu, artista del Vietnam tra i più importanti dell’Asia, sbarcato a sua volta in Laguna per la Biennale. Sgarbi ne celebra il legame con la tradizione, l’uso del legno e delle lacche. Il vietnamita, con sorriso timido, si fa fotografare a fianco al critico. È una occasione rara, dopo tutto. Sgarbi si sta riprendendo dai fin troppo noti problemi di salute. La sua voce talvolta è incerta, ma il guizzo sgarbiano, quello c’è sempre. Talvolta si manifesta sulle sue labbra persino un sorriso innocente e feroce, mentre commenta l’ultima polemica. Del resto che polemica sarebbe, senza Sgarbi a entrarci dentro?

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La sindaca influencer politicamente scontata
Silvia Salis (Ansa)
«Predestinata» o «miracolata», o forse entrambe le cose, l’ex olimpionica moltiplica i follower su Instagram mentre sogna la scalata al centrosinistra. Alle spalle ha due sponsor ingombranti come Malagò e Renzi. «Ma è lei a usare loro», insinua chi la conosce bene.

Cognome e nome: Salis Silvia. Dal 29 maggio 2025 sindaca di Genova, città dove è nata il 17 settembre 1985.

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Garlasco, carabinieri «infedeli» fotografavano gli atti
Ansa
Nello smartphone dell’ex luogotenente Maurizio Pappalardo trovate tre immagini «rubate» dal fascicolo su Sempio del 2016. Il neo accusato del delitto, tempestato di telefonate da Silvio Sapone (ex Arma), intercettato: «C’era un sistema, “se mi dai i soldi ti aiuto”».

Vigilia di Natale del 2016. A Pavia la temperatura è fresca, tra i 5 e i 7 gradi, e il cielo terso. Il fascicolo che vede indagato Andrea Sempio è stato aperto appena il giorno prima. Ma c’è già chi, pare senza averne titolo, ronza intorno a quelle carte: entra nell’ufficio dell’allora procuratore aggiunto Mario Venditti e scatta almeno tre foto ai documenti del fascicolo.

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Garlasco, quanti errori. L’unico colpevole certo è la giustizia
Da sinistra: Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi (Ansa)

Io non so se Andrea Sempio sia colpevole dell’assassinio di Chiara Poggi: al momento contro di lui vedo tanti indizi, ma poche prove. Tuttavia, una cosa non mi sfugge: Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere nonostante ci fossero meno indizi di quanti ora ne sono stati raccolti a carico di Sempio. Se si legge la sentenza che 11 anni fa ha spalancato le porte del carcere al «biondino dagli occhi di ghiaccio», infatti, ci si rende conto che a trasformarlo nel killer della fidanzata è stato solo il fatto di avere avuto una relazione con Chiara.

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