Le Firme

La nostra iniziativa termina con una valanga di generosità. Adesso, però, bisogna fermare certe follie e cambiare le leggi.

Grazie! Nel corso degli anni mi è capitato più volte di chiedere aiuto ai lettori per far fronte a gravi emergenze. E nei casi di alluvioni e terremoti ogni volta ho avuto la prova della solidarietà di chi quotidianamente ci segue. Così come ho toccato con mano il sentimento di umanità di chi ci legge quando un carabiniere, vittima di uno squilibrato, fu ridotto su una sedia a rotelle. Tuttavia, nonostante i risultati assolutamente eccezionali del passato, temevo che questa volta, per la raccolta fondi in favore del brigadiere Emanuele Marroccella, sarebbe stato difficile. Un po’ per via della crisi dell’editoria, che ha ridotto di molto il numero di lettori, e un po’ perché anche l’inflazione, che si mangia stipendi e pensioni, ci mette del suo, dimezzando le disponibilità delle famiglie.

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Pure il Papa invoca ordine e sicurezza
Papa Leone XIV (Ansa)
Leone XIV ringrazia gli agenti per il loro sacrificio a favore del bene comune. Tutto il contrario della sinistra che, dagli immigrati agli antagonisti, tifa per chi delinque. E, come Scuderi di Avs, si illude di poter fare a meno della repressione, in nome dell’inclusione.

Perfino il Papa si è accorto che «ordine e sicurezza sono doni che costano sacrificio a chi li garantisce», cioè a poliziotti e carabinieri. Leone XIV, parlando a dirigenti e funzionari dell’ispettorato di pubblica sicurezza in Vaticano, ha ringraziato gli agenti, riconoscendo che con la loro attività contribuiscono «notevolmente al bene di tutti». Tuttavia, ciò che è evidente per il Pontefice non lo è per la sinistra, che ogni volta si divide tra la necessità di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e la diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine. La parte più radicale dei compagni non perde mai occasione per criticare la polizia. Le forze dell’ordine inseguono due tizi che non si sono fermati all’alt di una pattuglia schiantandosi contro il palo di un semaforo? Invece di schierarsi dalla parte dei carabinieri, a sinistra stanno con chi ha violato la legge. E infatti per settimane hanno fatto il tifo per i fuggiaschi contro i militari dell’Arma, plaudendo all’iscrizione nel registro degli indagati di quei servitori dello Stato che invece di girarsi dall’altra parte hanno fatto il loro mestiere. E quando gli agenti intervengono a Torino per sgomberare un covo di antagonisti, liberando la città da un presidio di illegalità, i compagni si schierano con gli sgomberati invece che con chi ha ripristinato l’ordine.

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Non bisogna cedere sul sorteggio. È ciò che le correnti temono davvero
Giuseppe Bianco (Imagoeconomica)
Il piano dei vecchi apparati della magistratura è quello di accettare la riforma per smontarla successivamente.

Un sondaggio BiDiMedia di questo mese mostra un Sì in vantaggio sul No di circa venti punti (48,6% contro il 28,1%). Tendenza stabile rispetto allo scorso agosto (49% contro il 29%). Altri sondaggi riferiti allo stesso periodo segnalano distacchi inferiori ma comunque robusti e costanti. Soltanto uno registra sei punti di distacco. Se così è, i proclami correntizi di «grande recupero» valgono esattamente quanto certe interviste farlocche di Giovanni Falcone in prima serata Tv. Dunque il Sì vince? Forse. Ma niente paura: fa sempre in tempo a perdere dopo aver vinto. E il modo migliore di perdere vincendo è quello di andare appresso a certe posizioni interne al fronte del Sì, favorevoli alla separazione, ma indifferenti al sorteggio (l’ex vicepresidente Csm Michele Vietti sul Giornale del 15 novembre). Se ricordiamo bene, il sorteggio è stato sempre una specie di snobbatissimo clandestino negli annosi dibattiti sulla giustizia. Ma non per tutti: con ddl 1727 del luglio 2009 l’allora senatore Valentino lanciò per primo l’idea del sorteggio nella speranza «di un reale autogoverno […] affidato a tutti […] e non solo a quanti abbiano intrapreso carriere politiche all’interno della magistratura». Lo stesso Valentino, con ddl costituzionale del luglio 2008, aveva lanciato per primo anche l’idea di una Corte di giustizia disciplinare esterna al Csm.

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Caro Stanzione, ci inviti a cena. Tanto paghiamo noi
Pasquale Stanzione (Ansa)

Caro Pasquale Stanzione, caro garante della privacy, le scrivo questa cartolina (ovviamente riservata) per chiederle se mi invita (riservatamente) alla sua prossima grigliata.

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Meglio farci annettere agli Usa che morire di Ue
Ursula von der Leyen (Ansa)

Per il ministro della Difesa Guido Crosetto l’idea di mandare qualche decina di soldati a difendere la Groenlandia è una barzelletta. Difficile dargli torto: che potrebbero fare 100 o 200 militari dei Paesi europei in un territorio grande quasi 2,2 milioni di chilometri quadrati, cioè circa sette volte l’Italia? Il corpo di spedizione della Ue probabilmente non riuscirebbe neppure a proteggere Nuuk, la capitale dell’isola. Tuttavia, è bastato l’annuncio della missione per scatenare la reazione di Donald Trump, che da tempo insiste per comprare la Groenlandia, con la minaccia di usare le maniere forti nel caso Copenaghen si mettesse di traverso.

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