Le Firme

Ora incolpano la Brexit pur di non affrontare i veri problemi
Ansa
Il referendum di dieci anni fa, che vide la vittoria del «Leave», fu il più grande esperimento democratico fatto nell’Ue. La domanda di sicurezza però è rimasta inascoltata e i partiti ora pagano il conto.

Esattamente dieci anni dopo il referendum della Brexit, Keir Starmer saluta tutti dal numero 10 di Downing Street e lascia il posto al prossimo sciagurato della lista, Andy Burnham, il quale da quel 23 giugno 2016 sarà il settimo a premier a provarci. Nei trentasette precedenti i premier erano stati sei nel totale.

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Caro sindaco di Venezia, forse 50 euro di ticket sono un po’ troppi
Il presidente Sergio Mattarella e il sindaco di Venezia Simone Venturini sull'Isola di San Giorgio Maggiore, a Venezia, per il XIX Simposio (Ansa)

Caro Simone Venturini, le scrivo questa cartolina perché ho visto la sua prima mossa importante da sindaco di Venezia: vuole far pagare un biglietto da 50 euro a chiunque entri in città.

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Molliamo i politici pro eutanasia
iStock
La deriva canadese, dove ormai il 5% dei decessi è «assistito», mostra dove porta l’idea che alcune vite siano di «serie B». I partiti non possono restare ambigui sul tema.

Partendo dall’affermazione che la difesa della vita non è un valore religioso, perché appartiene all’essenza stessa dell’umanità e, quindi, della legge naturale, il documento esplicita una fortissima preoccupazione per ciò che sta accadendo in Canada, numeri alla mano.

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Torre Milano, replica e controreplica: «Verità qualunquista». Belpietro: «Chi paga?»
Il grattacielo Torre Milano di via Stresa (Ansa)
Una delle persone finite nell’inchiesta sull’urbanistica a Milano e poi assolte scrive: «“Verità” qualunquista, non ho mai commesso reati». Il direttore Maurizio Belpietro replica: «Non c’è stata condanna ma un proscioglimento per buona fede. Il punto resta il rispetto delle regole urbanistiche e degli oneri dovuti».
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Cadono tutti i maestri venerati dalla sinistra
Michela Murgia (Ansa)
Dopo le epurazioni di Francesco De Gregori ed Erri De Luca, la cultura progressista arrossisce al premio Strega. Il favoritissimo Michele Mari avrebbe detto: «La Murgia era aggressiva perché brutta». Lui smentisce. Ora vincerà una donna per evitare accuse di sessismo?

È un anno davvero strabiliante per la cultura italiana, specialmente quella di marca progressista che da tempo immemore domina sui festival, i premi letterari, le rassegne artistico-librarie di ogni ordine e grado.

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