Le Firme

Il vicebrigadiere Marroccella si dice commosso per la solidarietà «in un momento così difficile». E sui social gli utenti stanno dalla sua parte: «Meritava promozione e medaglia».

Per aderire alla sottoscrizione de La Verità:

Conto corrente intestato a Sei SpA

Iban: IT 60 R 02008 01628 000107393460

Causale: AIUTIAMO IL CARABINIERE

Per chi vuole donare dall'estero: Unicredit

Iban: IT 86 S 02008 11200 000104451828

Bic/swift: UNCRITM1090

Continua a leggereRiduci
Il segretario Caforio: «“GoFundMe” ci ha bloccati, ora diamo una mano assieme».

«Abbiamo organizzato una raccolta fondi tramite il sito GoFundMe. In poche ore abbiamo raggiunto circa 10.000 euro, ma ieri mattina la raccolta è stata bloccata e le somme dei donatori sono state restituite». È sconcertato Carmine Caforio, in servizio attivo presso il Nucleo Radiomobile carabinieri di Roma, per lo stop di un’iniziativa a favore del collega vicebrigadiere Emanuele Marroccella, costretto a pagare nel giro di pochi giorni una provvisionale di 125.000 euro ai parenti del pregiudicato siriano Jamal Badawi, con quattro fogli di espulsione in tasca, ucciso dopo che aveva ferito un militare nel corso di un furto. Marroccella, originario di Napoli, è stato condannato dal tribunale di Roma a tre anni (malgrado la richiesta del pm di due anni e sei mesi), per «eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi», senza attenuanti generiche.

Continua a leggereRiduci
Quella di Crans è stata una strage dell’avidità
I coniugi Moretti, titolari del locale di Crans-Montana (Ansa)

Che cosa si può comprare con 33.000 euro? Probabilmente una Maserati usata, ma anche dei pannelli ignifughi e un impianto antincendio. Forse nella cifra ci sta anche un corso di sicurezza riservato ai dipendenti, affinché sappiano che cosa fare in caso di emergenza. Sì, più l’inchiesta sulla strage di Crans-Montana va avanti e più i dettagli dell’indagine - a dire il vero prevalentemente giornalistica e poco giudiziaria - ci fanno capire che siamo di fronte a una storia di ordinaria avidità. Durante il Covid, i coniugi Moretti ottennero un finanziamento di 75.000 euro. Ma quei soldi, invece di investirli nel loro locale per metterlo a norma con pannelli che non bruciassero alla prima scintilla e installando un impianto antincendio, li hanno usati per comprarsi una Maserati, intestandola alla società che gestiva Le Constellation.

Continua a leggereRiduci

Al vicebrigadiere negate anche le attenuanti generiche. In sede penale, oltre ai 36 mesi di carcere per aver ucciso l’aggressore, gli è stato inflitto pure l’obbligo di risarcire 125.000 euro. Ma il processo civile potrebbe aumentare ancora la cifra fino a 1 milione.

La Verità apre una sottoscrizione in favore del militare ingiustamente condannato e offre a tutti i lettori la possibilità di far sentire la propria vicinanza concreta a Emanuele Marroccella.

Conto corrente intestato a Sei SpA

Iban: IT 60 R 02008 01628 000107393460

Causale: AIUTIAMO IL CARABINIERE

Iran, le donne si fumano l’ayatollah. Dove sono le nostre femministe?
Sui social stanno spopolando le immagini delle giovani ragazze, iraniane e non, che stanno bruciando la foto dell’ayatollah Khamenei con una sigaretta
Sempre pronte a denunciare il patriarcato di casa nostra (che non c’è), spariscono se si parla di Teheran. Sarebbe bello che si unissero a chi si «fuma» la foto di Khamenei.

Circola la foto di una donna iraniana che, con la foto di Khamenei che brucia, si accende una sigaretta. Questa foto sta trovando supporto e diffusione sui social e sta circolando con una certa velocità. Ma non solo: varie ragazze (in Francia per esempio) si fanno un selfie mentre si accendono la sigaretta con la foto dell’ayatollah. È un segnale di supporto morale e politico alle donne iraniane che stanno lottando per la caduta di un regime che, per la verità, non gode - con grande soddisfazione per tutti gli amanti della democrazie e della libertà - di grande salute. Anzi.

Le donne in Iran vivono obbligate in una serie di gabbie che non permettono loro di esercitare i diritti che dovrebbero essere rispettati dai pubblici poteri. È bene ricordarli per comprendere meglio le loro lotte e le loro proteste, spesso più coraggiose di quelle degli stessi uomini iraniani.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy