Le Firme

Non si può condannare chi è già stato assolto
Carlo Nordio (Ansa)
Il Guardasigilli interviene sul trattamento riservato a Stasi: «Paradossale». Un sistema che dà 16 anni a un uomo, dopo 5 pronunciamenti, e poi riparte da zero è folle. Ma le toghe non vogliono cambiare.

A distanza di quasi 20 anni il delitto di Chiara Poggi fa discutere non soltanto nelle aule di giustizia, e di conseguenza sui giornali e in tv, ma anche nei convegni, come un caso di scuola da cui, in negativo, prendere esempio. Ne ha parlato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che - intervenuto a un dibattito - si è chiesto come si possa condannare una persona quando è già stata assolta due volte da una Corte d’assise e da una d’Appello. «È una situazione paradossale, dovuta a una legislazione che andrebbe cambiata, ma è molto difficile», ha spiegato il Guardasigilli. «Certo, oggi un comune cittadino si domanda perplesso come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole, mentre un’altra è attualmente indagata sulla base di prove per le quali l’autore del delitto sarebbe completamente diverso dal primo». A certificare il cortocircuito della giustizia, ribadisco, è il ministro della Giustizia. Il quale ammette l’anomalia, ma addirittura riconosce che quello di Garlasco è un esempio di legislazione sbagliata.

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Contro Sempio tanti indizi ma manca «la» prova
Andrea Sempio (Ansa)

Sono d’accordo con i legali di Andrea Sempio: contro il loro cliente non c’è alcuna pistola fumante. Le 310 pagine che sintetizzano le indagini svolte dai carabinieri di Milano contro il commesso accusato dell’omicidio di Chiara Poggi contengono diversi indizi, ma nessuna prova.

Non c’è un’evidenza scientifica che dimostri come l’amico del fratello della giovane assassinata fosse sulla scena del delitto, né vi è un riscontro che consenta di stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, la sua colpevolezza. Hanno detto bene gli avvocati del presunto assassino: quelle elencate dagli inquirenti sono suggestioni, ma per condannare qualcuno a molti anni di carcere (ad Alberto Stasi ne hanno appioppati 16) serve altro. O, per lo meno, dovrebbe servire visto che a distanza di quasi vent’anni dal delitto si scopre che di ragionevoli dubbi sulla colpevolezza dell’ex fidanzato di Chiara ce n’erano molti.

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Libro dell’orrore sull’utero in affitto. I bimbi comprati? «Storia d’amore»
iStock
Chiara Tagliaferri, moglie dello scrittore Nicola Lagioia, celebra sua figlia nata negli Stati Uniti da una donna pagata per la gravidanza. Una sfida (letteraria) al governo Meloni che ha reso la pratica un reato universale.

Ho comprato mia figlia e ne vado fiera. Leggerò con avidità il libro Arkansas in cui Chiara Tagliaferri, scrittrice moglie di scrittore, compagna nella vita di Nicola Lagioia, già coautrice di Michela Murgia, racconta senza pudore come due anni fa ha avuto la sua Lula: andando negli Stati Uniti, pagando un’altra donna, affittando il suo utero per nove mesi, impiantandole l’ovulo di un’altra donna ancora, e poi portandole via la neonata. Leggerò quel libro perché, da quel che ho capito nell’intervista d’anticipazione pubblicata dalla Stampa, è il manifesto dell’orrore cui siamo destinati in un mondo dove ormai appare normale che un bimbo abbia non solo il genitore uno e il genitore due, ma anche il genitore tre, come ha appena sentenziato la Corte d’appello di Bari. E magari anche il quattro, il cinque, il sei, perché no? Avanti così. Tutto si può fare. Basta avere i soldi. E poi chiamarla «storia d’amore».

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Escort e  Minetti, altro fango. Cipriani: «Falso, lo dimostrerò»
Nicole Minetti (Getty Images)
Il quotidiano rilancia, intervistando una ex collaboratrice di Cipriani che racconta di feste e escort: «Nicole non è cambiata». I legali della coppia: «Ricostruzioni inveritiere e facilmente smentibili». Si pensa a una richiesta di danni per 250 milioni.

Il copione, secondo la difesa, è sempre lo stesso. Prima arrivano le accuse. Poi parte il clamore mediatico. Infine c’è la verifica degli atti. E, quando si passa dalle suggestioni ai documenti, la ricostruzione crolla. È questa la linea dei legali di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani, il professor Emanuele Fisicaro e l’avvocato Antonella Calcaterra, dopo la nuova intervista pubblicata dal Fatto quotidiano a una ex collaboratrice della tenuta di Punta del Este.

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Ior, fumata d’oro: il Papa incassa 24 milioni
Leone XIV (Imagoeconomica)
La banca del Vaticano ha approvato il bilancio 2025: utile netto a 51 milioni (+55%), è il miglior risultato degli ultimi dieci anni. Maxi dividendo per Leone XIV. Più trasparenza ed etica dopo gli scandali, con divieto di investire in armi e società pro aborto.

C’è stato un tempo in cui bastava pronunciare tre lettere - Ior - perché nei corridoi romani partisse il solito rosario laico di sospiri, allusioni, sopracciglia alzate e racconti mezzi veri e mezzi inventati.

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