L’arma spuntata contro la Meloni sono i magheggi statistici sui salari
Calano le retribuzioni «reali», ma i parametri davvero significativi sono migliorati.
Calano le retribuzioni «reali», ma i parametri davvero significativi sono migliorati.
Il board della Banca centrale si riunisce il 10 settembre. Dato per scontato il ritocco del costo del denaro al 2,5% (mutui più cari) in risposta alla corsa dell’inflazione, che però dipende da fattori esterni all’Unione. Trump all’opposto con la Fed: «Abbassateli».
Le ultime trimestrali confermano numeri impressionanti, eppure sui mercati cresce la prudenza: l’incognita riguarda la sostenibilità delle enormi spese. Vince chi riuscirà a trasformare l’innovazione in profitti stabili.
Ttf al top dal 2023, Goldman lo vede a 100 euro/Mwh: bolletta +6,9% per i vulnerabili. Cina in campo per liberare Hormuz.
Il calo dell’offerta di prodotti raffinati sta diventando cronico. Anche se le guerre finissero domani, ci vorranno mesi o anche un anno per portare i flussi ai livelli precedenti.
Dal 2023 al 2025, potenza installata +10,5% ma produzione di elettricità -7,2%. In 15 anni spesi 170 miliardi di euro in incentivi: eppure nel 2° trimestre 2026 sole e vento hanno coperto appena il 6% del fabbisogno nazionale, riducendo dello 0,04% le emissioni globali.
Gli Usa liberalizzano le stablecoin, ancorate al biglietto verde, ma le obbligano a comprare debito americano a breve termine.
Le banche centrali sono diventate pragmatiche: provano ad adattarsi alle turbolenze geopolitiche. L’ipotesi che i Paesi del Golfo trovino alternative a Hormuz per il greggio e che i flussi dal Venezuela aumentino suggerisce prudenza nelle politiche monetarie.
Bessent annuncia altri riacquisti di Treasury. Parte il derby con il nuovo capo della Fed.
Il capo di Assoprevidenza: «Più che un fondo, un salvadanaio dedicato ai bambini».
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