I nostri soldi

Approvato il decreto Lavoro. Confermati i bonus per chi assume donne e giovani, con particolare attenzione al Sud. Salta la misura per l’adeguamento delle retribuzioni. Stretta sul caporalato digitale. Meloni: «Incentivi soltanto in presenza di paghe adeguate».

Basta salari inadeguati e contratti pirata. Il governo accelera sul decreto Primo maggio con nuove misure contro lo sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita tramite piattaforme digitali.

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Nel braccio di ferro con l’Unione il nostro punto debole è il Superbonus
Giuseppe Conte (Ansa)
Per uno 0,1% il rapporto deficit/Pil non è in regola (3,1%) con l’Europa. Ed è stato il cavallo di battaglia di Conte ad affossarci. A certificarlo ci pensano l’Istat, i giudici contabili e l’Ufficio parlamentare di bilancio.

Il Superbonus torna in scena. Non che se ne fosse mai andato davvero. Entra fra i protagonisti scomodi. Entra nel pieno del dibattito sul Documento di finanza pubblica. Cioè l’anticamera della prossima legge di Bilancio. L’ultima prima delle elezioni. Quella che il governo non può permettersi di sbagliare.

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Scostamento, Meloni si tiene le mani libere e taglia di nuovo le accise sul gasolio
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier non esclude «alcuna opzione». Dombrovskis precisa: «L’Italia non ha chiesto deroghe». Domani il Dfp arriva in aula.

«Se non c’è più una nazione non c’è neanche bisogno che la difendo»: la svolta nel dibattito all’interno della maggioranza su come evitare nuovo debito andando incontro alle esigenze di famiglie e imprese, arriva direttamente da Giorgia Meloni, che in conferenza stampa, ieri, tira fuori il classico coniglio dal cilindro.

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Parti sociali buone solo a criticare
Maurizio Landini
Confindustria e sindacati incolpano l’esecutivo per le basse paghe. Ma la Meloni ha aumentato l’occupazione e incrementato gli stipendi nella Pa. Loro cos’hanno fatto?

Il decreto Lavoro sarà oggetto di confronto e di decisione nel Consiglio dei ministri. Secondo le prime indicazioni tra le priorità previste dal governo ci sarebbe la proroga degli incentivi dedicati a giovani, alle donne e alle Zone economiche speciali. Poi ci sarà un altro appuntamento importante, fissato per il giorno precedente al Primo Maggio, giovedì 30 aprile, che coincide anche con la scadenza del taglio delle accise sui carburanti. Questa data potrebbe essere il momento cruciale per prendere alcune decisioni chiave: la proroga delle misure fiscali, il tanto atteso via libera al «Piano casa», la messa in atto di iniziative tese a contrastare il fenomeno dello sfruttamento e del caporalato, oltre che rafforzare le garanzie per i cosiddetti «rider», attraverso l’istituzione di un sistema di identificazione univoco di riconoscimento del lavoratore.

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Oggi il Parlamento di Strasburgo discuterà l’introduzione di cinque nuovi balzelli destinati a incrementare il bilancio Ue: Ets, carbonio, rifiuti elettronici, prelievo sulle grandi imprese e accise sul tabacco. Per l’Italia si tratta di 8 miliardi di imposte in più.

Siamo alla commedia dell’assurdo: Bruxelles non solo non vuole che si sfori il patto del 3%, ma punta addirittura a introdurre tasse europee dell’ordine di 60 miliardi l’anno. Se un uomo venisse dalla Luna e gli spiegassimo cosa sta accadendo nella Ue, ci prenderebbe per matti. Purtroppo è tutto vero. Che poi 60 miliardi l’anno di cosiddette «entrate proprie» fanno a spanne circa 8 miliardi di balzelli per il nostro Paese, a spanne 300 euro a famiglia. Aggiuntivi ovviamente a quelli tricolore. E gli effetti della guerra? E la crisi energetica? E il Pil dell’eurozona che cresce un quarto rispetto a quello americano? E l’invasione cinese?

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