Milano-Cortina 2026 si è presentata come un’operazione industriale e territoriale «diffusa» più che come un evento concentrato: tre Regioni coinvolte (Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto) su 22.000 chilometri quadrati, con 3.565 atleti, 92 Paesi e 16 discipline olimpiche. Il perimetro dei cantieri è stato altrettanto indicativo: 98 opere complessive, di cui 51 infrastrutture e 47 impianti sportivi.
Numeri che si sono tradotti in buoni risultati commerciali: 55 sponsor e un obiettivo di 500 milioni di euro di ricavi per centrare il break-even, quando un’azienda, cioè, inizia a guadagnare.
La stima di impatto economico complessivo è di circa 5,3 miliardi di euro, con una scomposizione piuttosto chiara: circa 1,1 miliardi di spesa immediata sul territorio, 1,2 miliardi di spesa differita e 3 miliardi legati alle infrastrutture (che, si spera, continueranno ad essere utilizzate anche dopo i giochi). La domanda turistica attesa è stata quantificata in 2,5 milioni di partecipanti/visitatori, permanenza media 3,05 notti e gruppi medi da 2,5 persone, segnali di «vacanza» più che di una semplice presenza giornaliera.
Nel caso di Milano, le elaborazioni Confcommercio hanno stimato un indotto cittadino di 319 milioni di euro con 725.000 spettatori/visitatori e una spesa media pro capite di 440 euro. La saturazione ricettiva, su un raggio di 4,5 chilometri dal centro, è stata vicina all’81% (80,9%) per gli hotel 3-5 stelle (circa 500 strutture) e tra il 65% e il 70% nell’extralberghiero su quasi 18.000 appartamenti; il prezzo medio giornaliero rilevato è 221 euro, non poco, a onor del vero.
Secondo lo studio realizzato da Assolombarda e Milano&Partners, l’impatto complessivo sul capoluogo lombardo stimato è di circa 2,5 miliardi di euro di produzione sul territorio milanese, corrispondenti a 1,045 miliardi di valore aggiunto. Per intenderci, l’effetto complessivo attiva circa 0,4 punti percentuali di Pil nel periodo che va dall’avvio dei lavori a tutto il 2026.
Anche sotto il profilo operativo la macchina organizzativa delle Olimpiadi si è mostrata importante: 2.600 posti letto dedicati tra Villaggio olimpico e sette hotel fra Bormio e Livigno, oltre 120.000 pasti serviti; Fan Village con 260.000 visitatori a Milano, 32.000 a Livigno e 22.000 a Bormio, più 66 spettacoli al braciere dell’Arco della Pace. Sul fronte dell’esposizione sui social network: 7,4 miliardi di menzioni social nella prima settimana per @olympics, +102% di ore di trasmissione attraverso Warner Bros-Discovery rispetto a Pechino 2022 e share Rai del 15,9% (20,3% per gli under 35). In parallelo, i villaggi hanno superato 164.000 pasti complessivi, con un consumo giornaliero indicativo di 365 chili di pasta e 12.000 fette di pizza.
Anche il capitolo paralimpico aggiunge valore economico e soprattutto infrastrutturale: 665 atleti in sei sport, oltre 400.000 spettatori attesi e un valore vicino a 200 milioni di euro. Gli investimenti per accessibilità e inclusione indicati da Banca Ifis ammontano a 471 milioni in Lombardia (416 milioni per treni accessibili, 55 milioni per l’accessibilità della metro di Milano) e 41 milioni in Veneto (22 milioni per turismo inclusivo nelle aree montane, 19 milioni per l’Arena di Verona). Per Milano, l’indotto paralimpico stimato è 31 milioni con poco più di 73.000 spettatori e una spesa media di 424,5 euro.
La sfida ora è capire se la componente se la spesa infrastrutturale da circa 3 miliardi potrà avere un senso anche in futuro e se gli investimenti di accessibilità resteranno capitale produttivo da utilizzare nei prossimi anni.
Certo, per quantificare in modo definitivo l’impatto economico complessivo serviranno ancora i dati dei prossimi mesi. Le prime stime indicano ricadute nell’ordine di 5,3 miliardi di euro, un gettito fiscale aggiuntivo tra 500 e 600 milioni e circa 1,3 milioni di biglietti venduti.







