Pil italiano meglio di quello tedesco
Stime battute nonostante guerre e dazi: +1% annuale nel 2° trimestre, contro +0,9% della Germania e +0,7% della Francia. Il premier: «A sinistra tifavano rallentamento».
Stime battute nonostante guerre e dazi: +1% annuale nel 2° trimestre, contro +0,9% della Germania e +0,7% della Francia. Il premier: «A sinistra tifavano rallentamento».
L’esplosione dell’intelligenza artificiale sta assorbendo la produzione mondiale di chip di memoria destinati ai data center. Il risultato è un aumento dei costi per pc, tablet e, presto, smartphone, con il rischio di dire addio all’elettronica a basso prezzo.
Il «Sole 24 Ore» segnala che sui conti correnti ci sono 1.163 miliardi di euro. Perché questo fiume di denaro non finisce almeno in parte in investimenti? A spiegarlo è la stessa Bce: Eurolandia fa da spettatrice alla rivoluzione tecnologica in atto e produce solo burocrazia.
Le monete digitali deflazionarie non si sono comportate come beni rifugio, ma si sono rivelate degli asset speculativi, privi di flussi di cassa, diritti legali e garanzie istituzionali. Nonostante le promesse di Trump.
A fronte dell’aumento del prezzo dei carburanti, il ministro vuol usare il maggior gettito Iva per compensare: «I fondi Safe vanno valutati nel confronto con i Btp. Possibile ribasso del rapporto deficit/Pil a settembre».
Dopo il rialzo di giugno, Francoforte conferma il costo del denaro: il tasso sui depositi resta al 2,25%. Lagarde: «Decideremo riunione per riunione». Restano i rischi legati ai prezzi dell’energia e all’inflazione.
Per anni hanno contestato gli operatori che non volevano le gare europee. Ora che sono partite, i prezzi salgono e la gente rinuncia.
Nella Bergamasca e in Valtellina c’è un’impresa canadese che vuole riaprire le miniere di uranio: i giacimenti, abbandonati da decenni, sarebbero molto estesi e redditizi. Inoltre, alle società di IA fanno gola le centrali idroelettriche
Bruxelles negozia un nuovo accordo commerciale con Pechino, l’Italia sia vigile. Francia e Germania non metteranno argini.
Casa (30%) e alimentari (19%) sono le voci principali. Ma anche lo «svago» incide.
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