I nostri soldi

L’Ue perde tempo, Giorgetti si ribella: «Subito la clausola di salvaguardia»
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
  • Il ministro rinnova all’Eurogruppo la richiesta di sforare il Patto di stabilità per aiutare famiglie e imprese: «Estendere le deroghe già attive per la difesa». Salvini rincara: «Andiamo da soli, ne va della sopravvivenza».
  • Bruxelles, in ritardo su Usa e Cina, vuole costruire mega-fabbriche di analisi dei dati. Ma non ha campioni dell’intelligenza artificiale che li sfruttino. Si va verso un altro flop.

Lo speciale contiene due articoli.

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L’Europa sta con Unicredit, Commerz no
(Ansa)
La banca italiana approva l’aumento di capitale fino a 6,7 miliardi per l’offerta sull’istituto tedesco, che accusa: «Volete smantellarci». L’Ops partirà subito e la scalata diventa il test decisivo per l’unione bancaria del Continente.

La partita bancaria tra Milano e Francoforte fa un altro passo avanti. Non è ancora quello decisivo ma il traguardo si avvicina. Il primo atto, quello che conta davvero: l’assemblea straordinaria di Unicredit ha dato il via libera all’operazione con un consenso totalitario. Il 99,55% del capitale presente ha detto sì all’aumento fino a 6,7 miliardi di euro, funzionale all’offerta di scambio su Commerzbank. La banca italiana ha fatto il pieno e ora è pronta a partire.

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Mutui, tregua solo apparente: i tassi fermi della Bce non rassicurano le famiglie
Il presidente della Bce Christine Lagarde (Ansa)
Tassi fermi solo in apparenza: i mercati prevedono nuovi rialzi della Bce entro fine anno. Mentre il caro energia continua a pesare, arrivano segnali negativi anche sul fronte dei mutui, con le famiglie esposte al variabile sempre più sotto pressione e una finestra sempre più stretta per chi vuole bloccare condizioni ancora favorevoli.
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La stagflazione è un fenomeno economico in cui si verificano contemporaneamente stagnazione economica e inflazione: una combinazione considerata anomala perché mette insieme due dinamiche che, secondo la teoria economica classica, tendono normalmente a escludersi a vicenda.

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Il Quirinale piange miseria: ci danno solo 235 milioni
Piazza del Quirinale a Roma (iStock)
Nel bilancio preventivo dell’istituzione spunta un aumento di 5 milioni del budget annuale. Cifra, dicono, che equilibra solo «parzialmente la riduzione del valore reale della dotazione» a causa dell’inflazione...

Duecentotrentacinque milioni possono bastare per far funzionare la macchina del Quirinale? A leggere il bilancio preventivo del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, si fa fatica. Si soffre. Per questo il budget del Colle è stato incrementato di 5 milioni «rispetto all’anno precedente, con importo complessivo che passerà» appunto «da 230 a 235 milioni di euro (+2,17%)», quando invece l’inflazione del 2025 e quella prevista per il 2026 - ovviamente prima che scoppiasse la guerra nel Golfo - era inferiore al 2%.

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