I nostri soldi

Ultimo delirio: Shakespeare era una donna, nera ed ebrea
Ansa
Uno studio con il sigillo della prestigiosa London School of Economics sostiene che il Bardo fosse una donna non bianca. Il tutto per contestare «il suprematismo».

Nel 1994, quando pubblicò quel capolavoro che è il Canone occidentale, il grande critico letterario Harold Bloom aveva perfettamente compreso che genere di peste avrebbe infettato la cultura europea e americana negli anni a venire. «Iniziai la mia carriera didattica oltre cinquant’anni fa», spiegava Bloom. «Oggi mi ritrovo circondato da professori di hip-hop, da cloni della teoria gallico-germanica, dagli ideologi del genere e di vari credi sessuali, da innumerevoli multiculturalisti, e mi rendo conto che la balcanizzazione degli studi letterari è irreversibile».

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Chiesti 122 milioni agli ex manager della Popolare di Bari fallita
Banca popolare di Bari (Imagoeconomica)
Dall’inventario della fu Veneto Banca spuntano quadri del Tiziano e opere di Murano.

Il Tribunale civile di Bari ha emesso una delle decisioni più pesanti nella partita post-crac della Banca Popolare di Bari (oggi BdM Banca): l’istituto è stato condannato al risarcimento per circa 122 milioni di euro ritenendo colpevoli Marco Jacobini (all’epoca presidente), il figlio Gianluca Jacobini (ex vicedirettore generale), altri ex amministratori e sindaci e la società di revisione Pwc.

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La Meloni porta i miliardi arabi nel piano casa
Giorgia Meloni con il presidente degli Emirati Arabi Mohammed bin Zayed (Ansa)
Grazie al rapporto di fiducia del governo con gli Emirati, il fondo sovrano Mubadala investirà con Cdp nel progetto da 20 miliardi che garantirà abitazioni a prezzi calmierati a 300.000 persone. Pronti altri grandi finanziatori. Centrale il ruolo di Confindustria.

Era il 24 febbraio del 2025 e il premier, Giorgia Meloni, incontrava a Palazzo Chigi il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Il capo del governo descriveva l’incontro come una «giornata storica», come «la prima visita di Stato» dell’Emiro di Abu Dhabi nel Belpaese. Evidenziava la firma di 40 intese bilaterali, facendo capire però che il meglio dovesse ancora arrivare: siamo nel pieno di un «work in progress», perché dei partner potenzialmente lontani hanno deciso di «condividere un importantissimo pezzo del loro cammino insieme».

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Elkann l’Africano porta l’auto a Rabat. Tronchetti firma il divorzio dai cinesi
John Elkann e Marco Tronchetti Provera (Ansa)
La nuova geografia industriale di Stellantis parla arabo e francese. Il gruppo invia lettere ai suoi fornitori: «Investite in Marocco, costa meno». Ci sono numerosi vantaggi in fiscalità, terreni e manodopera.

C’era una volta l’Avvocato che guardava all’America pur restando comuque ancorato all’Italia. Oggi, nell’epopea mutevole della dinastia torinese, siamo all’era di John l’Africano. Non è un soprannome esotico, ma una constatazione: John Elkann ha deciso che il futuro di Stellantis - e soprattutto dei margini - parla arabo e francese.

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La Lagarde se la fa sotto: «Serve un piano B»
Christine Lagarde (Ansa)
Il presidente della Bce, intervenuto a Davos, nega la rottura dell’alleanza geopolitica Ue-Usa ma invita a schemi alternativi: «Dobbiamo identificare meglio le dipendenze e i margini di autonomia. Boom dell’economia americana? Sono dati nominali».

A Davos, nell’ultimo giorno del World economic forum, si sono risentiti i contraccolpi dell’inaspettato, nuovo colpo di coda di Donald Trump: lo scontro diplomatico tra il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro del Canada, Mark Carney. The Donald aveva lanciato l’idea di un nuovo organismo multilaterale denominato Board of Peace, una piattaforma internazionale per affrontare conflitti globali e, in particolare, sorvegliare l’accordo e la ricostruzione nella Striscia di Gaza. Il Canada aveva ricevuto l’invito a farne parte. Tuttavia, dopo l’intervento di Carney a Davos, nel quale il primo ministro canadese ha criticato il deterioramento dell’ordine internazionale a causa dell’uso di strumenti economici come dazi per esercitare pressione politica, Trump ha revocato quell’invito in un post pubblicato su Truth.

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