I nostri soldi

Le mosse del governo tra decreto Bollette e pressing delle imprese
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti (Ansa)
In Aula la norma con gli aiuti energetici. Se il conflitto in Medio Oriente si allunga non basteranno. Serve un altro taglia-accise.

Israele intensifica le operazioni contro Teheran, il Pentagono è pronto a settimane di operazioni a terra in Iran e il segretario di stato americano Marco Rubio avverte del rischio di prolungate interruzioni nello Stretto di Hormuz con conseguente protrarsi della guerra per un altro mese.

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Trump perde il tocco magico. I mercati si fidano meno: petrolio e interessi in risalita
Donald Trump (Ansa)
Le dichiarazioni contraddittorie del presidente sulla guerra non convincono più gli investitori che riportano il tasso del bond decennale Usa alla soglia critica del 4,5%.

Donald Trump ha perso il tocco magico. Non è più il domatore di Wall Street. Il suo mandato aveva trasformato l’incoerenza in arte. La sorpresa in strategia. I mercati fremevano ad ogni tweet. Poi la guerra in Iran e l’incantesimo si è rotto. Da quando sono cominciati i bombardamenti ha inondato Truth e il resto del pianeta con una collezione di dichiarazione contraddittorie come un oracolo in giornata storta.

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Il Consiglio dei ministri cassa (ma pure aumenta) balzelli su aziende e cittadini: eliminato il vincolo del «Made in Europe» per avere l’iperammortamento. Intanto, il bollo sui conti correnti delle società sale a 118 euro.

Il governo prende tempo. L’atteso intervento sul prezzo dei carburanti con la proroga della scadenza del taglio delle accise, non è entrato in Consiglio dei ministri. Benzina e gasolio sono tornati al livello precedente la riduzione di 25 centesimi delle imposte. Così quando il 7 aprile finirà lo «sconto» e se il governo non deciderà di prolungare la misura, gli automobilisti dovranno mettere in conto anche questo aumento.

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Lo ha dichiarato l'eurodeputato della Lega durante un punto stampa al Parlamento europeo a Bruxelles.

Meloni salda l’asse con Algeri: gas blindato
Giorgia Meloni e il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune (Ansa)
Il premier anticipa gli «amici» europei e vola in Algeria, dove il presidente Tebboune la rassicura: «Noi partner strategico affidabile dell’Italia, rispetteremo gli impegni». Nuove collaborazioni tra Eni e Sonatrach su shale ed esplorazione offshore.

Mentre a Roma è bufera sul dopo referendum, la premier Giorgia Meloni, ad Algeri, rafforza l’asse strategico con il principale fornitore di gas del nostro Paese, muovendosi in anticipo rispetto ad altri Stati europei. Dal presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ottiene la rassicurazione che «l’Algeria è un partner strategico affidabile dell’Italia e dell’Europa ed è disponibile a rispettare gli impegni» per le forniture di gas.

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