I nostri soldi

Nonostante il gradimento non eccezionale, la presa del Presidente sui repubblicani resta salda, mentre Leone 14° pubblica la sua enciclica sull’IA.

Lovaglio rilancia il risiko bancario. Tutte le strade conducono a Siena
Luigi Lovaglio (Ansa)
L’ad Mps ostenta tranquillità verso il consiglio nazionale Uilca. E non molla Mediobanca.

A un mese dal consiglio che lo ha confermato amministratore delegato dopo una battaglia assembleare tutt’altro che rituale, Luigi Lovaglio si presenta al consiglio nazionale della Uilca. Il messaggio è di destinato a lasciare il segno nel lessico del risiko bancario italiano. La cornice è Venezia. Sul tavolo ci sono governance, stabilità, relazioni industriali. Ma, soprattutto, c’è il futuro della banca senese, dentro una fase che somiglia sempre più a una partita a scacchi giocata su più tavoli.

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Piazza Affari raggiunge il massimo storico dal 2000 a quota 50.220 punti. Nel 2022 la sinistra vaticinava un Paese in declino.

Segnatevi questa data: 25 maggio 2026. La Borsa tocca a 50.220 punti. Nuovo record. Superati i 50.109 punti che l’indice di Piazza Affari registrò nel marzo 2000. Sì, avete letto bene: duemila. Ci sono voluti 26 anni e due mesi per andare oltre quei livelli. E il massimo storico viene raggiunto con un governo di centrodestra, che punta pure al record di durata (a settembre).

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Giù le previsioni di crescita nel 2026: appena +0,9% (Italia ultima a +0,5%). Non dipende da noi, ma (dicono i contabili) dalla guerra nel Golfo. Eppure sul 3% non si discute. Lo sfora la Germania? Niente infrazione.

L’Europa assomiglia a un medico che dopo aver visitato il paziente prescrive una surreale ricetta: «Lei è messo male, ma niente antibiotici. Solo una passeggiata. Vedrà che starà meglio». Il paziente è l’Italia. Il medico è la Commissione europea. Le previsioni economiche di primavera diffuse da Bruxelles sono un capolavoro di schizofrenia burocratica. Da una parte confermano tutto quello che Roma denuncia da mesi per chiedere una deroga al Patto di stabilità.

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Deficit, energia, migranti. Il vero nemico si chiama Ue
Parlamento europeo (Ansa)
Bruxelles vede nero sul 2026 eppure chiude a deroghe al Patto. Niente intesa sull’immigrazione. Fabrizio Palenzona: «L’euro è stato un salto nel buio».

Hai voglia a dibattere su quale futuro politico per l’Europa: fintanto che vince la logica del fanatico rispetto di regole contabili, non ci sarà alcuna evoluzione politica. E allora a quel punto tocca ai governi decidere che cosa fare: morire o sopravvivere negli interstizi che la globalizzazione apre. Meno male che qualcuno comincia ad aprire gli occhi e la bocca anche di fronte a platee finora sempre ossequiose.

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