I nostri soldi

I prestiti hanno scadenze anche a 45 anni. E se l’Ucraina non potesse restituire i soldi, il buco verrebbe coperto dagli Stati membri: per l’Italia è un fardello da 25 miliardi.

«Questo Paese, io per primo, ne ha abbastanza di guerre. Stiamo pagando anche come Paese, a livello economico, nelle nostre famiglie, nelle nostre aziende, un prezzo altissimo che non ha senso pagare». Ieri, a Palermo, dove ha partecipato alla Giornata della Marina militare, Guido Crosetto si è sfogato così, commentando gli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina.

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Giorgetti: uscire da Mps. Il Pd vuol rientrarci
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Il ministro sull’operazione Intesa: «Dobbiamo solo valutare chi ci dà di più, come sempre. Funziona così». Il governatore toscano Giani e il sindaco di Siena invece fanno le barricate: «Difenderemo il Monte da tentativi di ridimensionamento».

Il copione è sempre quello. Cambia solo il prezzo del biglietto. Il Tesoro vende, il mercato compra, la politica si agita. E al centro c’è la protagonista. Una vecchia signora troppo importante per essere trascurata: la Banca Monte dei Paschi che ancora per poco sarà di Siena.

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«Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio». Lo ha detto il presidente del Consiglio all’assemblea di Confcommercio. «Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere un patrimonio dopo decenni di sacrifici», ha aggiunto.

Il premier ha inoltre sottolineato le misure varate dal governo contro le attività «apri e chiudi», affermando: «Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole». Citando il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha ribadito che «Non c’è mercato senza regole, non ci sono imprese sane e non c’è crescita».

Dalle primarie a Trump, dai casi Epstein-Gates al boom dell’IA, un Paese in campagna elettorale e attraversato da nuove fratture.

Dopo che il Pd ci ha fatto pagare Mps Letta mette il cappello sull’offerta
Enrico Letta (Ansa)
L’ex premier tesse le lodi dell’offerta all’ex istituto «rosso», salvato dai miliardi dei contribuenti: «La dimensione è fondamentale, fare scala». Ma a questi livelli si è arrivati grazie a un lavoro che ha rimediato ai guai dei dem.

Quando si tratta di Intesa Sanpaolo o di Benetton e Autostrade, il Pd non riesce mai a trattenersi. E così, dopo un ventennio di coscienza diversamente pulita sul Monte dei Paschi di Siena, la banca dei compagni per eccellenza, il giorno dopo la mossa di Carlo Messina arriva Enrico Letta e benedice urbi et orbi i piani di Intesa su Mps, Mediobanca e Generali.

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