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2022-01-01
I cinque titoli di Piazza Affari che scaldano i motori per il 2022
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Per i mercati finanziari in generale il 2021 non è stato certamente un periodo di calma piatta (basti pensare a forex, commodities e cryptovalute), mentre per le Borse è stato generalmente un anno positivo, seppure con differenziazioni anche ampie. Al rialzo degli indici nordamericani (S&P500 +39%, Nasdaq100 +30%, Canada +35%) ed europei (Piazza Affari +27%) fa da contraltare un Asia a macchia di leopardo che registra sia la miglior performance borsistica mondiale (Vietnam +44%) che la peggiore (Cina -15%). All'interno degli stessi indici migliori si è avuto spesso un andamento dissonante tra titoli dello stesso settore, indicativo di temi di investimento guidati da notizie ed umori momentanei, più che da valutazioni di tipo fondamentale, con l's&p500 che - ad esempio - sta chiudendo a livelli record ma con centinaia di titoli inseriti in movimenti ribassisti. L'offerta di titoli presente a Piazza Affari è interessante per il 2022, in considerazione sia di blue chips tuttora quotate a prezzi contenuti, sia di small e mid cap innovative che sanno realizzare performances a tre cifre (tra gli altri: Sciucker Frames +274%, Alkemis + 195%, Ovs +165%, Maire Tecnimont +121%, Safilo +118%, Wiit + 105%).
Il nuovo anno si presenta con caratteristiche diverse dal 2021: l'inflazione in deciso aumento, le stime del Fondo monetario internazionale per il Pil mondiale che scendono al 5,9% con possibilità di toccare il 4,9% per dicembre 2022, il rialzo dei tassi di interesse da parte degli Usa che attirerà capitali esteri tesi a sfruttare il rialzo dei rendimenti dei T-Bond, le interruzioni nelle catene di approvvigionamento di materie prime e semilavorati e una maggiore volatilità bidirezionale favoriranno i titoli con dividendo e uno stock picking mirato. In tal senso prendiamo in considerazione ed esaminiamo cinque titoli: tra le blue chips spicca Leonardo (ex Finmeccanica), attualmente a 6.36 euro ed oscillazione del 2021 nella fascia 8.00/5.40 euro. Il gruppo occupa una posizione internazionale rilevante nel settore degli armamenti, subito dietro le grandi società statunitensi. Interessante perché proiettato nel futuro con la continua ed interessante attività di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie nel settore armamenti e nello sviluppo di satelliti, droni e sensori a terra per l'agricoltura di precisione. La valutazione basata sui multipli di mercato indica che Leonardo è sottovalutato rispetto al settore di riferimento. Le proiezioni indicano ripiegamenti in area 5.50/4.50 euro (supporto a 3.90 euro) e risalite a 8.00/8.40 euro (spazio per allunghi ulteriori). Tra le utilities si rileva il caso particolare di Edison Risparmio (le azioni ordinarie erano state delistate nel 2012), appetibile sia per quotazione che per dividendo e forte di un profilo di debito tra i più leggeri. Le Edison Risparmio per statuto godono di un dividendo di 0,05 euro minimo annuo. A causa delle perdite dei quattro anni precedenti (+ il 2021) nessun dividendo è stato distribuito e l'azione ha quindi accumulato dividendi arretrati per 0.25 euro (pari al 16% alla quotazione attuale di 1.48 euro). Quest'anno il cda di Edison ha previsto l’abbattimento di una parte del capitale per tornare a distribuire il dividendo. Attualmente a 1.48 euro con una performance del +48% per il 2021; storni in area 1.40/1.25 euro, obiettivi iniziali concentrati a 2.10/2.40 euro. Il settore del Credit Management è rilevante in Italia e la società Conafi Prestito ne è valido esponente. Assurta agli onori della cronaca per il +78% messo a segno in una sola sessione ai primi di dicembre, ha realizzato una performance del +210% in sole 5 settimane. Presente a Piazza Affari sin dal 2007, massimi sui 7.40 euro nello stesso anno, questa holding di partecipazioni quotata sul mercato Euronext Milan (ex MTA) quota ora 0.6180 euro ed esprime una notevole volatilità bidirezionale. Le recenti prese di profitto la stanno portando al test di 0.60/0.48 euro, area di ritracciamento ove si potranno ripresentare correnti in acquisto per risalite a 0.72 e con obiettivi ulteriori sopra quota un euro.
Restando nel settore finanziario, vi è il gruppo Bff Bank spa, dotato di notevole liquidita in eccesso - ex Banca Farmafactoring - e specializzato nella gestione e nel factoring pro-soluto di crediti commerciali verso la pubblica amministrazione, servizi mobiliari, pagamenti bancari e aziendali. Il Gruppo opera in Italia ed Europa (Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna). Ha ampliato la propria attività e se in passato il suo core business poggiava sostanzialmente sui ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione (ritardo regolamentato da legislazione europea con interessi di mora all’8%), ora tramite la divisione Securities Services derivante da DepoBank incamera revenues utili per continuare la distribuzione di dividendi elevati (0.8945 pagato ad ottobre2021). A chiudere la pattuglia dei titoli per il 2022 vi è Intek Group, holding quotata su Euronext Milan con partecipazioni diversificate nel settore del rame, delle energie rinnovabili e dei servizi interessante ibrido: sede in Italia è operante nei settori produzione, finanza e servizi tramite quattro sezioni: rame, energie rinnovabili, servizi e private equity. In Borsa il titolo da inizio anno guadagna l'83% (+52% nel solo mese di dicembre) e dal 2014 non riusciva a superare i 0.50 euro. Attualmente vale 0.5140 euro, in discesa da 0.55 e sta effettuando un normale ripiegamento, per poi riportarsi a 0.60 e 0.72 euro con target poi in area 0.87/0.90 euro, sostenuto dal supporto mensile a 0.30 euro.
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L'inflazione in aumento, il rialzo dei tassi di interesse da parte degli Usa, le interruzioni nelle catene di approvvigionamento di materie prime e semilavorati e una maggiore volatilità bidirezionale favoriranno i titoli con dividendo. In generale il nuovo anno si presenta con caratteristiche diverse dal 2021 e sarà necessaria una cernita precisa. Ecco le nostre scelte: Bff Bank spa, Conafi Prestito, Edison Risparmio, Intek group e Leonardo.Per i mercati finanziari in generale il 2021 non è stato certamente un periodo di calma piatta (basti pensare a forex, commodities e cryptovalute), mentre per le Borse è stato generalmente un anno positivo, seppure con differenziazioni anche ampie. Al rialzo degli indici nordamericani (S&P500 +39%, Nasdaq100 +30%, Canada +35%) ed europei (Piazza Affari +27%) fa da contraltare un Asia a macchia di leopardo che registra sia la miglior performance borsistica mondiale (Vietnam +44%) che la peggiore (Cina -15%). All'interno degli stessi indici migliori si è avuto spesso un andamento dissonante tra titoli dello stesso settore, indicativo di temi di investimento guidati da notizie ed umori momentanei, più che da valutazioni di tipo fondamentale, con l's&p500 che - ad esempio - sta chiudendo a livelli record ma con centinaia di titoli inseriti in movimenti ribassisti. L'offerta di titoli presente a Piazza Affari è interessante per il 2022, in considerazione sia di blue chips tuttora quotate a prezzi contenuti, sia di small e mid cap innovative che sanno realizzare performances a tre cifre (tra gli altri: Sciucker Frames +274%, Alkemis + 195%, Ovs +165%, Maire Tecnimont +121%, Safilo +118%, Wiit + 105%).Il nuovo anno si presenta con caratteristiche diverse dal 2021: l'inflazione in deciso aumento, le stime del Fondo monetario internazionale per il Pil mondiale che scendono al 5,9% con possibilità di toccare il 4,9% per dicembre 2022, il rialzo dei tassi di interesse da parte degli Usa che attirerà capitali esteri tesi a sfruttare il rialzo dei rendimenti dei T-Bond, le interruzioni nelle catene di approvvigionamento di materie prime e semilavorati e una maggiore volatilità bidirezionale favoriranno i titoli con dividendo e uno stock picking mirato. In tal senso prendiamo in considerazione ed esaminiamo cinque titoli: tra le blue chips spicca Leonardo (ex Finmeccanica), attualmente a 6.36 euro ed oscillazione del 2021 nella fascia 8.00/5.40 euro. Il gruppo occupa una posizione internazionale rilevante nel settore degli armamenti, subito dietro le grandi società statunitensi. Interessante perché proiettato nel futuro con la continua ed interessante attività di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie nel settore armamenti e nello sviluppo di satelliti, droni e sensori a terra per l'agricoltura di precisione. La valutazione basata sui multipli di mercato indica che Leonardo è sottovalutato rispetto al settore di riferimento. Le proiezioni indicano ripiegamenti in area 5.50/4.50 euro (supporto a 3.90 euro) e risalite a 8.00/8.40 euro (spazio per allunghi ulteriori). Tra le utilities si rileva il caso particolare di Edison Risparmio (le azioni ordinarie erano state delistate nel 2012), appetibile sia per quotazione che per dividendo e forte di un profilo di debito tra i più leggeri. Le Edison Risparmio per statuto godono di un dividendo di 0,05 euro minimo annuo. A causa delle perdite dei quattro anni precedenti (+ il 2021) nessun dividendo è stato distribuito e l'azione ha quindi accumulato dividendi arretrati per 0.25 euro (pari al 16% alla quotazione attuale di 1.48 euro). Quest'anno il cda di Edison ha previsto l’abbattimento di una parte del capitale per tornare a distribuire il dividendo. Attualmente a 1.48 euro con una performance del +48% per il 2021; storni in area 1.40/1.25 euro, obiettivi iniziali concentrati a 2.10/2.40 euro. Il settore del Credit Management è rilevante in Italia e la società Conafi Prestito ne è valido esponente. Assurta agli onori della cronaca per il +78% messo a segno in una sola sessione ai primi di dicembre, ha realizzato una performance del +210% in sole 5 settimane. Presente a Piazza Affari sin dal 2007, massimi sui 7.40 euro nello stesso anno, questa holding di partecipazioni quotata sul mercato Euronext Milan (ex MTA) quota ora 0.6180 euro ed esprime una notevole volatilità bidirezionale. Le recenti prese di profitto la stanno portando al test di 0.60/0.48 euro, area di ritracciamento ove si potranno ripresentare correnti in acquisto per risalite a 0.72 e con obiettivi ulteriori sopra quota un euro.Restando nel settore finanziario, vi è il gruppo Bff Bank spa, dotato di notevole liquidita in eccesso - ex Banca Farmafactoring - e specializzato nella gestione e nel factoring pro-soluto di crediti commerciali verso la pubblica amministrazione, servizi mobiliari, pagamenti bancari e aziendali. Il Gruppo opera in Italia ed Europa (Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna). Ha ampliato la propria attività e se in passato il suo core business poggiava sostanzialmente sui ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione (ritardo regolamentato da legislazione europea con interessi di mora all’8%), ora tramite la divisione Securities Services derivante da DepoBank incamera revenues utili per continuare la distribuzione di dividendi elevati (0.8945 pagato ad ottobre2021). A chiudere la pattuglia dei titoli per il 2022 vi è Intek Group, holding quotata su Euronext Milan con partecipazioni diversificate nel settore del rame, delle energie rinnovabili e dei servizi interessante ibrido: sede in Italia è operante nei settori produzione, finanza e servizi tramite quattro sezioni: rame, energie rinnovabili, servizi e private equity. In Borsa il titolo da inizio anno guadagna l'83% (+52% nel solo mese di dicembre) e dal 2014 non riusciva a superare i 0.50 euro. Attualmente vale 0.5140 euro, in discesa da 0.55 e sta effettuando un normale ripiegamento, per poi riportarsi a 0.60 e 0.72 euro con target poi in area 0.87/0.90 euro, sostenuto dal supporto mensile a 0.30 euro.
Il baritono Luca Salsi ci guida alla scoperta del genio di Giuseppe Verdi attraverso tre opere che lo vedono protagonista al Teatro alla Scala di Milano. Da Nabucodonosor, primo grande successo del Cigno di Busseto, al penultimo capolavoro, Otello. Un titolo attesissimo per l’inaugurazione della prossima stagione, il 7 dicembre 2026.
Un duello tra Lautaro Martinez e Scott McTominay durante Inter-Napoli della scorsa stagione (Getty Images)
A nemmeno due settimane di distanza dalla fine del campionato, la Serie A versione 2026/2027 ha già preso forma con la tradizionale compilazione del calendario. Per il secondo anno consecutivo il Teatro Regio di Parma, nell'ambito del Festival della Serie A, ha ospitato la cerimonia che ha svelato le 38 giornate della prossima stagione.
Il campionato scatterà nel weekend del 22-23 agosto e si concluderà il 29-30 maggio 2027. Confermato il calendario asimmetrico tra andata e ritorno, mentre la principale novità riguarda le soste per le nazionali: tra fine settembre e inizio ottobre ci sarà una pausa unica di due settimane consecutive, alle quali si aggiungeranno gli stop di novembre e marzo. Previsti inoltre due turni infrasettimanali, il 28 ottobre e il 6 gennaio, oltre alla sosta natalizia del 26 e 27 dicembre.
L'avvio propone subito partite interessanti e affatto banali. I campioni d'Italia dell'Inter debutteranno a San Siro contro il Monza, mentre Napoli e Juventus inizieranno entrambe in trasferta, rispettivamente a Genova e Frosinone. Impegno esterno anche per il Milan, atteso dal Torino, mentre la Roma riceverà la Fiorentina all'Olimpico. Per assistere ai primi incroci di alta classifica non bisognerà però aspettare molto. Già alla terza giornata il calendario mette di fronte Juventus e Milan da una parte, Inter e Napoli dall'altra. Un doppio confronto che potrebbe offrire indicazioni interessanti fin dalle prime settimane della stagione. Il primo derby della Madonnina è invece fissato alla decima giornata, il 1° novembre, nello stesso turno in cui andrà in scena anche Juventus-Napoli. Al termine del girone d'andata, alla diciannovesima giornata, spazio al primo Derby d'Italia con Inter-Juventus a San Siro.
Anche il ritorno si annuncia particolarmente intenso. Alla ventiduesima giornata si giocheranno Napoli-Inter e Milan-Juventus, mentre due settimane più tardi, nel weekend di San Valentino, il calendario propone un altro doppio appuntamento di cartello con Inter-Milan e Napoli-Juventus. Restano inoltre i vincoli legati agli impegni europei. Nelle giornate collocate tra due turni delle coppe Uefa le squadre impegnate in Champions League non potranno affrontare quelle partecipanti a Europa League e Conference League, una scelta pensata per distribuire in modo più equilibrato gli impegni durante la stagione.
Dietro la compilazione delle 38 giornate c'è stato ancora una volta il lavoro dell'algoritmo utilizzato dalla Lega Serie A, chiamato a gestire contemporaneamente decine di vincoli tra derby, alternanza casa-trasferta, soste per le nazionali, coppe europee e disponibilità degli impianti. Un supporto tecnologico ormai diventato centrale nella costruzione del calendario. Ad aprire la cerimonia è stato il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che ha rivendicato la crescita dell'interesse attorno al campionato sottolineando: «Abbiamo avuto una capienza media negli stadi di 30.000 spettatori a partita. La prova che il pubblico ama ancora e molto il nostro campionato».
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Giuseppe Cossu e Roberto Saviano (Ansa)
Caro Roberto Saviano,
ho letto le tue parole sul grido “Decima” pronunciato dagli incursori della Marina Militare e sento il bisogno di scriverti da uomo che ha servito l’Italia in uniforme, in patria e all’estero, compreso l’Afghanistan. Non per polemica, ma per offrire un punto di vista che troppo spesso viene ignorato.
Chi ha indossato il basco degli incursori sa bene che la storia va conosciuta nella sua interezza, senza semplificazioni e senza sovrapposizioni che finiscono per cancellare fatti, uomini e tradizioni. Quando sento pronunciare il nome “Decima”, il mio pensiero non corre alla Repubblica Sociale Italiana né alle pagine più controverse della guerra civile italiana. Corre invece agli uomini della Decima Flottiglia MAS che, prima dell’8 settembre 1943, scrissero alcune delle pagine più straordinarie della storia militare italiana.
Parlo di marinai che operarono in condizioni estreme, di pionieri delle operazioni speciali subacquee, di uomini che con mezzi rudimentali ma con coraggio eccezionale riuscirono a colpire obiettivi ritenuti impossibili. Parlo di una tradizione professionale e militare riconosciuta e studiata ancora oggi da numerose marine del mondo. È da quella tradizione tecnica, operativa e umana che discendono gli attuali incursori della Marina Militare.
Quando pensiamo a quella storia, pensiamo al sacrificio di Teseo Tesei e di tanti altri uomini che hanno rappresentato e continuano a rappresentare un esempio per ogni incursore. Pensiamo a chi ha dato la vita per compiere il proprio dovere, sapendo di andare incontro a una missione dalla quale forse non sarebbe tornato. Il loro esempio continua ancora oggi a essere fonte di motivazione nelle notti più dure dell’addestramento e delle operazioni.
Pensiamo anche alle radici più profonde dello spirito d’audacia della Marina italiana, a imprese come la Beffa di Buccari guidata da Gabriele D’Annunzio, episodi che hanno alimentato una tradizione fatta di coraggio, iniziativa e spirito di sacrificio. Sono queste le pagine che molti giovani militari studiano, insieme ai valori e ai principi tramandati dal reparto, trovando ispirazione per affrontare le sfide del servizio.
Ridurre tutto questo a una sola fase storica significa compiere un’operazione ingiusta nei confronti della verità. Significa ignorare che la Decima MAS esistette prima del 1943 e che proprio in quel periodo costruì la propria fama. Significa dimenticare uomini che servirono il loro Paese con disciplina e sacrificio in un contesto storico ben diverso da quello successivo all’armistizio.
C’è poi una domanda che mi pongo sinceramente: perché soltanto oggi questa tradizione viene presentata come un problema? Il grido “Decima” accompagna da sempre la storia e le tradizioni del reparto. Nel corso dei decenni si sono succeduti governi di ogni orientamento politico, presidenti della Repubblica, ministri della Difesa e vertici militari. Eppure nessuno ha mai ritenuto necessario trasformare questo elemento identitario in una battaglia ideologica.
Noi militari conosciamo il peso dei simboli. Proprio per questo sappiamo distinguerne le diverse fasi storiche. Nessuno pretende di cancellare le controversie che seguirono all’8 settembre. Ma allo stesso modo non si può accettare che un’intera tradizione venga identificata esclusivamente con una parte della sua storia, per quanto discussa essa sia.
Molti di coloro che oggi rivendicano l’eredità professionale degli incursori italiani hanno servito la Repubblica Italiana in missioni internazionali, spesso lontano dai riflettori. In Afghanistan, nei Balcani, in Iraq, nel Mediterraneo, nel Corno d’Africa e in numerosi altri teatri operativi, i militari italiani hanno operato per garantire sicurezza, stabilità e protezione delle popolazioni civili, spesso a rischio della propria vita.
Ho visto colleghi partire senza sapere se sarebbero tornati. Ho visto uomini lavorare per mesi lontano dalle famiglie, affrontando minacce concrete e quotidiane. Ho visto professionalità, umanità e spirito di servizio. E ho visto il rispetto che i militari italiani si sono guadagnati presso alleati e popolazioni locali grazie alla loro competenza e al loro equilibrio.
Quando un incursore richiama una tradizione militare, non necessariamente sta facendo una dichiarazione politica. Molto spesso sta rendendo omaggio a una storia professionale fatta di addestramento, sacrificio, fratellanza e servizio. È una differenza che chiunque affronti questi temi con onestà intellettuale dovrebbe sforzarsi di comprendere.
Se vi sono critiche da rivolgere a un governo, a una maggioranza politica o a una scelta istituzionale, esse appartengono legittimamente al dibattito democratico. Ma sarebbe auspicabile evitare che a farne le spese siano uomini che hanno dedicato la propria vita alla difesa della Patria e delle sue istituzioni. Militari che servono tutti gli italiani, senza distinzione di idee politiche, religione, origine o appartenenza sociale.
Le parole hanno un peso, soprattutto quando vengono pronunciate da personalità pubbliche. Per questo credo che sia importante distinguere tra la doverosa critica politica e il rispetto dovuto a chi serve lo Stato italiano. Le semplificazioni possono generare consenso immediato, ma raramente aiutano a comprendere la complessità della storia.
E forse, anziché soffermarsi esclusivamente sugli aspetti più controversi di quella vicenda, sarebbe utile raccontare anche le imprese che hanno reso celebre la Decima nel mondo: il coraggio di Teseo Tesei, le operazioni degli uomini d’assalto, l’innovazione tecnica, il sacrificio e la dedizione di chi ha aperto la strada alle moderne forze speciali. Sarebbe una storia capace di offrire ai nostri giovani esempi di determinazione, spirito di servizio e amore per il proprio Paese.
Non ti chiedo di condividere questa sensibilità. Ti chiedo soltanto di considerare che dietro quel nome, per molti militari, non vi è nostalgia ideologica, bensì il ricordo di una tradizione operativa che appartiene alla storia della Marina italiana e che ha contribuito a costruire l’eccellenza delle nostre forze speciali.
La storia, quando viene letta tutta intera, è sempre più complessa degli slogan. E il rispetto per chi ha servito e serve il proprio Paese dovrebbe essere un terreno comune, al di là delle differenze di opinione.
Con rispetto.
Giuseppe Cossu, Incursore in congedo della Marina Militare italiana.
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