Chi sale e chi scende in Borsa. Il risiko giova alle banche. Ostacoli per chip, alcol e auto
L’andamento dei titoli del settore chip e semiconduttori non è stato uniforme a livello internazionale nel 2024, con performance assai diverse nelle varie aree geografiche. E mentre Taiwan semiconductor, il più grande produttore mondiale di chip (quota di mercato del 61%) ha messo a segno un ottimo +62,3% da inizio anno, Intel ha invece perso il 58,8%. A Piazza Affari Stm ha ceduto sinora il 42,5%: la quotazione in avvio d’anno a 49,02 euro si è rivelata il top, il costante deterioramento del valore del titolo ha toccato 28,19 euro ad agosto. Il debole rialzo delle ultime settimane indica che vi è ancora pressione in vendita per ritorni a 29,7/28,3 euro, a ridosso del supporto settimanale a 27 euro. Reazioni rialziste a 33,5/34 euro; resistenza settimanale a 39,5 (principale a 43 euro). Come illustrato in grafico, col cedimento del supporto il ribasso prosegue per 25/24,5 euro (rischio di toccare 21,5). Il supporto settimanale a 22 euro sostiene la tendenza di medio.
Il settore auto è in crisi un po’ ovunque, in Italia è Stellantis a farne le spese: con un avvio d’anno a 21,27 euro e un primo trimestre positivo (+28,5%), il secondo trimestre dava segni di cedimento per poi accentuare il deprezzamento (-49,9% da marzo) col picco di agosto, sceso sino a 13,698 euro. L’elevata volatilità bidirezionale, con gap ribassisti, ha spesso «saltato» gli stop. Si noti come il rialzo luglio 2022-marzo 2024 sia di ampiezza uguale al precedente rialzo giugno 2016-gennaio 2022: le prese di profitto sul massimo di marzo sono state attivate dagli investitori che avevano notato il parallelismo. Importante l’area 13,9/13,2 euro, dove generalmente i grossi operatori posizionano i primi acquisti, in ottica di medio periodo. Valore attuale 15,12 euro; fase che prevede storni a 13,4/12,9 euro e rialzi sui 16,5. Supporto settimanale a 11 euro, resistenza a 20,8.
Tra i titoli italiani che da inizio anno stanno performando negativamente vi è anche Campari: dai 10,26 euro in avvio d’anno le quotazioni sono salite leggermente a 10,28 euro in febbraio per poi ridiscendere a 7,82 a fine luglio: -23,9% in sette mesi (-39,1% da luglio 2023). Il grafico illustra come il ribasso sia in essere sin dai 12,85 euro di luglio 2023 e come il recente minimo abbia toccato la parte inferiore del canale di oscillazione ribassista attivo dal 2021. Tutta l’area 8/7,5 euro è attrattiva (pullback e ritracciamento), con reazioni rialziste a 8,7 euro e poi sui 9,4. Resistenza settimanale a 10,4 euro (se superata si prosegue per 12 euro). Supporto da monitorare a 5,35 euro (supporto di brevissimo: 7,5 euro). Campari in aprile aveva concluso l’acquisizione di Courvoisier per 1,17 miliardi di dollari cash.
Anche Telecom, titolo presente in moltissimi portafogli nonostante sia da «zerovirgola», ha sviluppato una performance negativa del -32,85% da inizio anno, passando da 0,2942 euro di gennaio a 0,1975 euro di agosto. Attualmente su 0,2369 euro, lateralizza da mesi tra 0,3350 e 0,1600. Ripiegamenti a 0,2/0,18 euro tuttora possibili, evidenziando come la trendline supportiva pluriannuale transiti a quote decisamente inferiori: su 0,1 euro. Su superamento di 0,3350 euro si avrà progressione rialzista per 0,4/0,45 euro, mentre la resistenza settimanale più importante è a 0,6 euro: solo col superamento di tale livello si avrà allungo verso 1 euro.
Esaminiamo inoltre Nexi che, pur avendo effettuato un ottimo recupero in agosto - da 5,055 euro sino a 6,26 -, si trova tuttora sotto i 7,46 euro, valore di inizio anno (-16% a oggi). Il costante ribasso del titolo dai 7,4750 euro di febbraio ai 5,05 di agosto è stato del -31,9%, ma da tale minimo si è avuta una ottima reazione rialzista (doppio minimo pluriannuale). Supporto settimanale a 5 euro e resistenza settimanale a 7,6 delimitano il range di oscillazione da qui a fine anno. Ripiegamenti a 6,05/5,85 euro rientrano nella norma (attenzione a picchi sui 5,2/5,1 euro che corrisponderebbero a triplo minimo pluriannuale, figura di inversione rialzista). Risalite a 6,3 euro/6,6 e poi sui 7,4 euro.
Tra i migliori titoli da inizio 2024 vi sono Unipol (+95%) e i bancari Bper (+81%) e Mps (+75%), tutti e tre coinvolti nel «risiko bancario», partita che vede al centro la privatizzazione di Mps ma anche l’interesse ad accaparrarsi importanti tasselli del settore bancario che - complici varie ristrutturazioni e tassi di interesse a zero - aveva sofferto molto negli ultimi anni ma è ora in netta ripresa. Il semestre ha infatti totalizzato utili complessivi per 13 miliardi (di conseguenza buoni dividendi), generati da Mps, Banco Bpm, Bper, Credem, Crédit agricole Italia, Intesa, Popolare di Sondrio e Unicredit.
Unipol ha iniziato il 2024 a 5,17 euro per poi salire senza storni degni di nota sino a 10,08 euro a luglio (+95% in sette mesi), complice l’incorporazione di Unipolsai. Prezzo attuale sui 9,34 euro. Il grafico indica la necessità di rifiatare: ribassi almeno a 8,8/8,45 euro. La rottura del supporto di breve a 8,4 euro consente prosecuzione per 7,65 (e possibilità di spingersi sotto 7 euro). L’area 9,4/9,9 euro è destinata a prese di profitto per la vicinanza alla zona di resistenza. Supporto principale a 5 euro (i supporti intermedi hanno poca valenza).
Bper, nel cui capitale si è rafforzata Unipol, aveva segnato un ottimo +81% in soli sette mesi (da 3,04 a 5,532 euro in luglio), per poi perdere il 18,7% in quattro sessioni a inizio agosto (minimi a 4,492 euro). Attualmente sui 4,98 euro, prossimo target a 5,3 euro, ribassi a 4,75 e 4,25/3,9 euro. Resistenza a 6,1 euro (se superata prosecuzione per 6,85/7,1 possibili altre estensioni); supporto intermedio a 3,8 euro.
Anche Mps, tra raggruppamenti e iniezioni di liquidità da parte dello Stato negli anni scorsi, sta recuperando: +75,1% nei primi sette mesi (avvio a 3,063, massimi sinora a 5,364 euro). Il grafico illustra come i prezzi siano riusciti a portarsi sopra la trendline ribassista che ne limitava gli apprezzamenti dal 2022, prossimo target a 7/7,1. Ribassi a 4,75/4,35 euro. Supporto settimanale a 3,8 e resistenza a 7,8 ne delimitano l’oscillazione.
Tra i migliori si pone Unicredit che nei primi sette mesi è salita del +59,65% (da 24,635 a 39,33 euro) per poi cedere il -21% in sole nove sessioni, riportandosi a 30,96 euro. Il rimbalzo a 36,8 euro segnala l’interesse degli investitori per il titolo che sta comunque sviluppando una fase correttiva, con ritorni a 35 e 32,6 euro (test di 30/29 euro). Rialzi a 37,8/38,1 euro ove riappariranno le prese di profitto. Resistenza settimanale a 40 euro, supporto a 30.
Anche Prysmian, azienda leader mondiale nella produzione di cavi per le torri eoliche nonché per sistemi per energia (gas e petrolio) e telecomunicazioni, si distingue per un apprezzamento del +56,4% in sette mesi. Nello specifico da 41,33 euro di inizio anno è salito sino a 64,66 euro; poi la discesa a 52,44 euro di inizio agosto (-18,9% in poche sessioni) quasi totalmente recuperata (oggi siamo a 36,48 euro). Atteso laterale tra 52 e 64 euro: rialzi a 63 euro, ribassi a 56,7/54,6 euro (possibili affondi a 49,60/48,6 euro). Supporto settimanale a 38 euro, principale a 33 euro; resistenza a 65 euro.
L’inflazione nell’area euro ha toccato l’8,9% a luglio nei 19 Stati membri. In Italia si è attestata al 7,9%, ma con punte del 9,1% (livello raggiunto prima solo nel settembre 1984) per i beni alimentari. La situazione è accompagnata da un euro debole contro dollaro, sceso sino a 0,9955 il 14 luglio, livelli che non si toccavano dal novembre 2002. Molti potranno considerare che un euro debole può essere un’occasione per gli esportatori che possono usufruire di un aumento della domanda per i loro beni che diventano relativamente più economici, ma è un gatto che si morde la coda: rende anche più costose le importazioni (soprattutto di energia), aumentando le pressioni inflazionistiche, e diminuisce il potere di acquisto degli europei. Da inizio anno l’euro ha perso il 14,5% rispetto al dollaro Usa (-23% dal gennaio 2021) ma anche il 14% contro il rand sudafricano, oltre l’11% contro il dollaro australiano, quello canadese e contro lo yen e l’8% nei confronti di franco svizzero e yuan cinese. Un’altra moneta debole del mercato Forex è la sterlina, scesa sotto quota 1,18 contro il dollaro, ma che da inizio anno riesce a rosicchiare il 4% contro la moneta unica. E se verso il rublo, la valuta più forte del mercato, l’euro ha perso addirittura più del 60% in pochi mesi «grazie» al varo delle sanzioni a Mosca rivelatosi un imbarazzante harakiri, scoprire che anche il birr etiope si è rafforzato contro l’euro di oltre il 10% fa riflettere.
Ben 14 piccole economie dell’area euro hanno registrato un’inflazione superiore alla media, fino al 22% dell’Estonia (solo cinque economie dell’area dell’euro sono al di sotto della media), con prospettive di crescita in peggioramento per tutto il Vecchio continente. Il che espone la moneta unica a pressioni crescenti che potrebbero portare anche a decisioni quali la limitazione dei movimenti di capitali fuori dall’Europa o il passaggio a un default programmato o a scadenze «perpetue» sulle obbligazioni in circolazione. Ipotesi che la Spagna ha già ventilato oltre un anno fa in sede europea. Sfortunatamente, la Bce ha adottato misure di stimolo per quasi un decennio e ora tenta di incolpare la pandemia o la guerra per il risultato fallimentare ottenuto. Il piano elaborato da Francoforte prevede la conclusione del programma di acquisto di asset e - dopo il rialzo del tasso di interesse di mezzo punto percentuale effettuato a luglio - un ulteriore aumento dei tassi a settembre, ottobre e dicembre. Ma con l’inflazione che si avvicina pericolosamente alla doppia cifra, l’aumento del costo del denaro avrà ripercussioni dirette sulla vita di cittadini e imprese.
Innanzitutto, prestiti e mutui saranno più cari: l’aumento dei tassi della Banca centrale influenza il livello generale dei tassi d’interesse e il livello generale del costo del denaro. Il parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile è l’Euribor. Ricordiamo che nel 2013 la Commissione europea ha multato per 1,7 miliardi sei banche accusate di aver creato un cartello per manipolare sia l’Euribor sia il Libor fra il 2005 e il 2008: manipolazione che aveva portato i clienti, anche quelli delle banche non coinvolte in modo diretto, a pagare interessi più alti su mutui, derivati e altri prodotti finanziari. È opportuno ricordare che la Bce opera in territorio di tassi di interesse negativi dal 2014, all’epoca della presidenza di Mario Draghi, senza essere riuscita in otto anni ad affrontare la vasta crisi del debito europeo. La politica di tassi di interesse perpetui da bassi a negativi è una vecchia teoria basata sul presupposto che se rendi economico prendere in prestito i capitali, le persone correranno a indebitarsi per acquistare di tutto. La pratica ha invece dimostrato che con economie in rallentamento non ti indebiti, neanche a tasso zero. Nonostante il fallimento di questa politica, la Banca centrale europea ora guidata da Christine Lagarde ha continuato ad acquistare la maggior parte del debito sovrano europeo e oggi è il più grande creditore individuale dei Paesi dell’euro, debitori scarsamente solvibili.
- Cryptovalute e blockchain: la nuova generazione è già oltre e si è tuffata nel metaverso e nel mondo degli Nft, dove idee e immaginazione rappresentano il nuovo sogno realizzabile e nuovi mercati possono essere creati da zero. Un ambiente virtuale che sviluppa effetti pratici sul mondo reale, in campo finanziario, industriale e nei servizi.
- Il primo Etf quotato in Borsa italiana è stato presentato pochi giorni fa a Milano. Si tratta di titoli che hanno crypto nei loro bilanci.
Lo speciale contiene due articoli.
Con l'apparizione di bitcoin e blockchain nel 2009 è nata l'era digitale. Dapprima snobbata, si è sviluppata gradatamente sino al 2016, per poi passare a un ulteriore stadio di sviluppo esponenziale dal 2020. E se al momento sono le criptovalute - e il mondo blockchain adiacente - a catturare l'attenzione di imprenditori e investitori (non solo retail), la nuova generazione è già oltre: tuffatasi a piè pari nel metaverso e nel mondo degli Nft, dove idee e immaginazione rappresentano il nuovo sogno realizzabile e nuovi mercati possono essere creati da zero. Un ambiente virtuale (ecosistema) che sviluppa effetti pratici sul mondo reale (in campo finanziario, industriale e nei servizi).
Con le cryptovalute, partendo da bitcoin - con future quotato al Cme - a Ethereum, transitando per dogecoin, altcoin e defi si è in presenza di una nicchia di mercato finanziario altamente volatile ed in rapida evoluzione. Ma la tecnologia Blockchain (letteralmente «catena di blocchi») non è limitata al settore crypto, anzi... sfrutta le caratteristiche della rete informatica e consente di gestire e aggiornare in maniera condivisa un registro con dati e informazioni, distribuendoli senza la necessità di un’ente centrale di emissione, controllo e verifica. Le applicazioni della Blockchain sono praticamente infinite e già ora si utilizzano in numerosi settori che necessitano di disintermediazione e decentralizzazione. In finanza le transazioni avvengono in modo più rapido e semplice e nell'ambito produttivo industriale la blockchain consente - tramite la rete - di eseguire la maggior parte dei processi all’interno della produzione (per esempio l’approvvigionamento di pezzi di ricambio, la consegna di componenti per la produzione) con il vantaggio che tutti i soggetti coinvolti possono visualizzare e valutare le singole fasi in qualsiasi momento ed aiuta quindi anche ad identificare e rimediare a guasti od errori all’interno delle fasi di produzione. Con l’aiuto della tecnologia blockchain, è possibile non solo automatizzare ulteriormente i processi di produzione ma possono anche sorgere nuovi modelli di business.
Relativamente al metaverso (termine coniato da Neal Stephenson nel libro Snow crash del 1992 e tornato alla ribalta con a decisione di Mark Zuckerberg di chiamare Meta la holding del gruppo che controlla le piattaforme Facebook, Whatsapp, Instagram) si tratta di una ibridazione tra il mondo reale e i vari mondi digitali che possono essere creati grazie alle tecnologie 3D (contenuti che possono essere salvati anche in cloud), un universo digitale con realtà virtuale e realtà aumentata, condivisa tramite internet dove si è rappresentati da un avatar. Nel metaverso si accede tramite visori 3D e si vivono esperienze virtuali (interagire, creare oggetti o proprietà virtuali, andare a concerti, conferenze, viaggiare). Anche Microsoft si è già attivato tramite la piattaforma Mesh su Teams con cui si può creare un avatar con cui, per esempio, partecipare alle riunioni. Per quanto concerne gli Nft, da sei mesi hanno iniziato a riscuotere un successo clamoroso: la nuova frontiera dell'arte come investimento. Via via riusciamo a comprendere sempre più ciò che questo nuovo mondo digitale può offrire. Ma molti ne restano fuori per mancanza di dati, poca conoscenza, difficoltà all'approccio pratico tra criptovalute, bitcoin, wallet, piattaforme blockchain, smart contract, Nft.
Imperativo ora è quindi conoscere perché bitcoin, blockchain, smart contract, Nft permeano ormai anche la nostra quotidianità. La conoscenza ci consente di valutare e decidere come muoverci (od anche di restare alla finestra). Molti gli eventi in calendario da sfruttare per cogliere queste opportunità: il prossimo interessante evento è Metaforum Lugano: si terrà lunedì 13giugno (accessibile anche in streaming) e tratterà di crypto, blockchain, Nft (e non solo) con un fitto programma di conferenze, tavole rotonde e relatori di livello internazionale, game changer e nomi rilevanti. Oltre all'area espositiva vi sarà l'opportunita di acquistare opere d'arte uniche e insostituibili, Nft e token di risorse digitali attraverso un'asta di beneficenza. A seguire il Crypto Expo Milan (dal 23 al 26 Giugno 2022): una delle più influenti conferenze italiane dedicata all’adozione della tecnologia blockchain e cryptovalute, ecosistemi di DeFi, Nft, metaverso (quattro giorni di full immersion). Da segnalare anche il Bitcoin Networking Meetup (28 giugno 2022 Austin, Texas) e il Crypto Expo Dubai (5-6 ottobre 2022).
Melanion Capital quota in Borsa il primo Etf a tema crypto

Tra le novità presentate recentemente da Borsa Italiana, dal 7 giugno è partita la quotazione a Piazza Affari del primo Etf Exchange-traded fund a tema crypto, con il nome Btc Im ed Isin: FR0014002IH8. Realizzato da Melanion Capital, società indipendente francese specializzata nella gestione di investimenti alternativi. Alla presentazione a Palazzo Mezzanotte sono intervenuti Cyril Sabbagh, amministratore delegato di Melanion Capital e Nicolas Bertrand, consulente e ambasciatore del Global Blockchain Business Council ed ex membro del consiglio di Borsa Italiana. Il sottostante di questo Etf è costituito da azioni di aziende operanti nell'ecosistema crypto (sostanzialmente società miners Usa e Canadesi, e di società che presentano asset in crypto nei loro bilanci, quali Tesla e Coinbase). Inizialmente quotato su Paris Euronext ed ora anche su Borsa Italiana con un Ter di 0.75%. È opportuno evidenziare come alla Borsa di Toronto siano già disponibili Etf su bitcoin spot; a Wall Street la Sec ha autorizzato sinora diversi Etf che replicano il prezzo di bitcoin (ma non sono collateralizzati da Btc spot) ed alcuni Etf basati sul contratto future quotato al Cme.


