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2019-08-16
Come visitare le attrazioni turistiche più belle al mondo senza fare code
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Ci sono la Torre Eiffel, il Taj Mahal, il Colosseo, ma anche Disneyland Paris, Pompei e il Moma di New York. Tra i luoghi più condivisi su Instagram sono presenti alcune delle maggiori attrazioni turistiche al mondo. Non solo musei, come il nuovo Borderless Lab di Tokyo che raccoglie ogni giorno migliaia di visitatori con code all'ingresso anche di un ora, ma anche bellezze antiche, come il Partenone, da sempre considerato uno dei luoghi più affascinanti del mondo.
Spesso però, visitare una qualsiasi di queste attrazioni si rivela essere una missione impossibile. Biglietti finiti, code di ore - spesso sotto il sole, l'assenza quasi totale di informazioni o tour guidati.
Per sopperire a queste mancanze, arriva in soccorso la tecnologia. Motori di ricerca innovativi, app che si improvvisano audioguide o addirittura, guidano alla scoperta di rovine attraverso ricostruzioni quasi perfette in 3d.
Tra le app essenziali per i viaggiatori curiosi di tutto il mondo c'è Vivi.City, un motore di ricerca tutto italiano nato nel 2015, il cui unico obiettivo è quello di aiutare i turisti a esaudire la loro sete di conoscenza. Vivi City permette, in base al budget o alle preferenze, di comparare tour guidati, esperienze di viaggio e biglietti salta la coda per le attrazioni più importanti al mondo, evitare così sprechi di tempo durante una vacanza o un viaggio.
L'obiettivo è offrire agli utenti un'unica piattaforma, disponibile in 9 lingue, dove poter confrontare e prenotare in tutta sicurezza senza difficoltà. Il suo utilizzo è molto semplice: cerca, confronta e prenota. All'interno sono presenti oltre 300.000 attività tra cui cercare, dai biglietti salta la coda per i musei più importanti al mondo, a un safari nel deserto del Sahara.
Un esempio? A Milano risulta quasi impossibile ai più visitare il Cenacolo di Leonardo Da Vinci. I biglietti, pochissimi ogni giorno, vanno a ruba e devono essere prenotati con mesi di anticipo, in determinate fasce orarie, alla biglietteria cittadina o online in un lasso di tempo strettissimo. Con Vivi.City, invece, non sono riuscirete ad acquistare i ticket senza sforzo ma anche a visitare uno dei pezzi d'arte più belli e significativi con una guida che, nella vostra lingua, vi descriverà la storia del capolavoro.
Dopo voli e hotel, il settore dei tour e attività di viaggio è quello che sta vedendo la maggior crescita nel mercato travel. Secondo i dati Phocuswright, tuttavia, l'80% delle prenotazioni avviene ancora offline, con processi molto spesso frammentati e non digitalizzati.
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Visitare le attrazioni più gettonate del mondo può essere complicato: attese infinite, biglietti esauriti, necessità di programmare il tutto con largo anticipo. In aiuto ai viaggiatori arriva la tecnologia, con trucchi e app create ad hoc per eliminare lo stress da prenotazione. Ci sono la Torre Eiffel, il Taj Mahal, il Colosseo, ma anche Disneyland Paris, Pompei e il Moma di New York. Tra i luoghi più condivisi su Instagram sono presenti alcune delle maggiori attrazioni turistiche al mondo. Non solo musei, come il nuovo Borderless Lab di Tokyo che raccoglie ogni giorno migliaia di visitatori con code all'ingresso anche di un ora, ma anche bellezze antiche, come il Partenone, da sempre considerato uno dei luoghi più affascinanti del mondo. Spesso però, visitare una qualsiasi di queste attrazioni si rivela essere una missione impossibile. Biglietti finiti, code di ore - spesso sotto il sole, l'assenza quasi totale di informazioni o tour guidati. Per sopperire a queste mancanze, arriva in soccorso la tecnologia. Motori di ricerca innovativi, app che si improvvisano audioguide o addirittura, guidano alla scoperta di rovine attraverso ricostruzioni quasi perfette in 3d. Tra le app essenziali per i viaggiatori curiosi di tutto il mondo c'è Vivi.City, un motore di ricerca tutto italiano nato nel 2015, il cui unico obiettivo è quello di aiutare i turisti a esaudire la loro sete di conoscenza. Vivi City permette, in base al budget o alle preferenze, di comparare tour guidati, esperienze di viaggio e biglietti salta la coda per le attrazioni più importanti al mondo, evitare così sprechi di tempo durante una vacanza o un viaggio.L'obiettivo è offrire agli utenti un'unica piattaforma, disponibile in 9 lingue, dove poter confrontare e prenotare in tutta sicurezza senza difficoltà. Il suo utilizzo è molto semplice: cerca, confronta e prenota. All'interno sono presenti oltre 300.000 attività tra cui cercare, dai biglietti salta la coda per i musei più importanti al mondo, a un safari nel deserto del Sahara.Un esempio? A Milano risulta quasi impossibile ai più visitare il Cenacolo di Leonardo Da Vinci. I biglietti, pochissimi ogni giorno, vanno a ruba e devono essere prenotati con mesi di anticipo, in determinate fasce orarie, alla biglietteria cittadina o online in un lasso di tempo strettissimo. Con Vivi.City, invece, non sono riuscirete ad acquistare i ticket senza sforzo ma anche a visitare uno dei pezzi d'arte più belli e significativi con una guida che, nella vostra lingua, vi descriverà la storia del capolavoro. Dopo voli e hotel, il settore dei tour e attività di viaggio è quello che sta vedendo la maggior crescita nel mercato travel. Secondo i dati Phocuswright, tuttavia, l'80% delle prenotazioni avviene ancora offline, con processi molto spesso frammentati e non digitalizzati.
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Emmanuel Macron con il presidente ruandese Paul Kagame durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo memoriale dedicato alle vittime del genocidio ruandese del 1994 (Ansa)
A 32 anni dal genocidio ruandese, Macron inaugura a Parigi un memoriale insieme a Kagame e rilancia il dialogo con Kigali. Un gesto che si inserisce nel tentativo francese di recuperare peso politico nel continente, mentre cresce la diffidenza africana verso Parigi.
La settimana scorso il presidente francese Emmanuel Macron ha inaugurato a Parigi un memoriale in ricordo delle vittime del genocidio del Ruanda. Alla cerimonia era presenta anche il presidente ruandese Paul Kagame che ha portato in Francia anche il ministro degli Esteri per una serie di bilaterali. All’evento, l’inquilino dell’Eliseo ha dichiarato che questo monumento rappresenta il culmine di una lunga e paziente ricerca della verità, ma senza una diretta ammissione di una responsabilità francese in una delle più grandi tragedie della storia africana.
Macron ha parlato di un impero che non vuole falsificare la storia e che cerca la verità con l’obiettivo del conseguimento della pace. Una mossa indubbiamente tardiva, sono stati necessari 32 anni per arrivare a questo, ma che ha tutta l’aria di una precisa manovra politica di Parigi in estrema difficoltà. Il Ruanda aveva lungamente accusato la comunità internazionale di essere stata complice con la sua palese indifferenza dei tre mesi più drammatici del piccolo paese della Regione dei Grandi Laghi. «La Francia si trovava in una posizione unica per osservare ed agire, impendendo un genocidio che come tutti gli altri non ha fatto che negare per decenni. Troppi anni sono stati necessari perché si rendesse conto del suo ruolo nel causare ulteriore sofferenza e su alcuni punti non abbiamo ancora trovato un consenso e difficilmente lo troveremo», ha detto Kagame davanti ad una folla di giornalisti. Allo stesso tempo l’uomo forte di Kigali ha riconosciuto gli sforzi di Parigi, che nessuna altra nazione ha fatto fino ad oggi.
Il genocidio era iniziato il 6 aprile 1994, quando l'aereo del presidente Juvénal Habyarimana fu abbattuto, uccidendo il leader che, come la maggior parte dei ruandesi, era di etnia Hutu e la colpa ricadde sulla minoranza Tutsi. Milizie irregolari Hutu, spalleggiate da polizia ed esercito, cominciarono il massacro, con le armi acquistate proprio dalla Francia. Il tentativo di riconciliazione storica con il Ruanda rientra in un quadro di riposizionamento in Africa che Macron sta insistentemente tentando da tempo. Il crollo della Francafrique e del controllo economico e politico che questo impero neocoloniale garantiva ai francesi, pesa come un macigno sulle casse statali ed ormai le truppe francesi sono ridotte ad un presenza minimale in Gabon e nella strategica base di Gibuti.
In tutta l’Africa occidentale, storico baluardo francofono, negli ultimi anni sono state decine le manifestazioni per chiedere l’allontanamento dei militari transalpini che, complice anche l’arrivo di giunte militari legate a Mosca, ha perso il controllo dell’intero Sahel. Il governo francese ha provato ad arginare questa emorragia di consenso organizzando per la prima volta in Africa il vertice annuale con le nazioni del continente, scegliendo fra l’altro una nazione anglofona come il Kenya. Proprio in occasione del meeting di Nairobi, Macron ha parlato del processo di restituzione delle opere d’arte africane sottratte negli anni dalla Francia anche grazie a una nuova legge che facilita questo percorso a ritroso. Il processo di restituzione era in realtà iniziato nel 2017, rimanendo poco più che simbolico, perché dopo nove anni sono soltanto una decina le opere d’arte tornate in Africa. Nel 2019, l'allora primo ministro Edouard Philippe aveva restituito la spada di El Hadj Omar al presidente senegalese Macky Sall durante una cerimonia, mentre l’anno seguente i tesori reali di Abomey era tornati in Benin. Quest’anno la Francia ha restituito alla Costa d’Avorio il tamburo parlante Djidji Ayokwe, prelevato nel 1916, ma si tratta sempre di oggetti minori. Macron, anche in vista della fine del suo mandato il prossimo anno, sta provando ad accelerare, ma gli africani non hanno più nessuna fiducia in Parigi, come dimostra anche il successo del Piano Mattei del governo italiano.
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Prosegue la campagna sulla sicurezza stradale della Polizia di Stato. In un video diffuso sui canali social istituzionali, il pilota Kimi Antonelli invita soprattutto i più giovani a rispettare le regole della circolazione. «Se qualcuno vuole andare forte, lo faccia in pista, dove esistono circuiti per sfogarsi», afferma Antonelli, ricordando che l’eccesso di velocità sulle strade può mettere in pericolo non solo chi guida, ma anche tutti gli altri utenti. Il messaggio richiama inoltre l’importanza di rispettare limiti, precedenze e norme di sicurezza.
Xi Jinping (Ansa)
«Le relazioni tra la Cina e la Repubblica Popolare Democratica di Corea si trovano a un nuovo punto di partenza storico, di fronte a nuove opportunità di sviluppo e con nuove missioni dettate dai tempi», ha dichiarato il presidente cinese poco prima del suo arrivo. Era dallo scorso settembre che Xi non si vedeva con Kim Jong-un. Ma a che cosa punta esattamente il presidente cinese con questa visita?
Gli obiettivi principali sembrano essere due. Innanzitutto, rafforzando i legami con Pyongyang, Xi potrebbe mirare a migliorare i propri rapporti con gli Stati Uniti. Donald Trump ha infatti più volte espresso l’intenzione di riavviare un processo diplomatico con la Corea del Nord: in quest’ottica, il presidente cinese potrebbe quindi cercare di ritagliarsi il delicato ruolo di mediatore tra Washington e Pyongyang.
In secondo luogo, non è un mistero che, al netto delle dichiarazioni di facciata, Xi abbia sovente guardato con preoccupazione ai crescenti legami tra la Corea del Nord e la Russia nel settore della Difesa. Era il giugno 2024, quando Kim e Vladimir Putin firmarono il Trattato di partenariato strategico globale tra la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Lo zar vede del resto nella sponda con Pyongyang uno strumento per allentare l’abbraccio soffocante del Cremlino con la Cina. Xi è consapevole di questa strategia e punta quindi a disinnescarla (o comunque ad arginarla). È dunque anche in quest’ottica che va letto il nuovo viaggio del presidente cinese in Corea del Nord.
Nonostante il rafforzamento della partnership tra Mosca e Pechino, i rapporti tra le due capitali non sono esenti da tensioni, sospetti e contraddizioni. E’ quindi proprio in questo quadro che viene a inserirsi Kim Jong-un: un Kim Jong-un che punta a massimizzare i suoi interessi, facendo leva sulla rivalità latente tra Xi e Putin.
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