Vaccino sperimentale: cade il tabù
La verità negata dai pasdaran della siringa ora viene ammessa senza tentennamenti pure da Andrea Crisanti. Ma si va avanti a ogni costo con l’immunizzazione dei minorenni

A Tagadà su La7, Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’università di Padova, ha ammesso che i vaccini sono in fase sperimentale, che quindi nessuno conosce tutti i loro possibili effetti a distanza, e che i cittadini spinti a farsi vaccinare non solo da una campagna martellante ma da obblighi giuridici non conoscono tutta la verità, quindi sono usati come cavie. Cavie gratuite e che non hanno dato nessun assenso al far parte di un esperimento. Dove il dubbio sia vietato la scienza muore e con lei muore anche l’etica.

Come anche Michele Santoro ha sottolineato le voci critiche sono azzittite. Albert Sabin era contrario a qualsiasi vaccinazione contro i virus Rna: è il medico che ha messo a punto la vaccinazione orale antipolio e non l’ha brevettata, così che anche le nazioni povere potessero permetterselo. Non dovrebbe poter essere etichettato come no vax , ma oggi sarebbe anche lui classificato così da giganti del pensiero scientifico come Roberto Burioni, Bruno Vespa, Crisanti e Selvaggia Lucarelli, mentre l’Ordine dei medici di Bologna ne invocherebbe l’espulsione. Il dottor Sabin era contrario alle vaccinazioni anti influenzali, che non possono funzionare in quanto vaccinazioni contro virus Rna. I virus si dividono a seconda dell’acido nucleico che contengono in virus Dna, per esempio il virus del vaiolo o della poliomielite, e virus Rna, Hiv, virus influenzali, Covid-19. I virus Rna mutano con facilità e frequenza, quindi le vaccinazioni contro questi virus non hanno senso. È il motivo per cui non abbiamo un vaccino contro l’Aids.

Vaccinare durante un’epidemia, e soprattutto per un virus Rna, è pericoloso perché seleziona le mutazioni. Si può dire senza essere sbattuti fuori da un Ordine dei medici? Molti affermano che la vaccinazione aumenta il numero dei morti da varianti, come dimostrerebbe il caso dell’India, dove il numero di morti è crollato da quando hanno cominciato a usare l’ivermectina, salvo risalire con un picco spaventoso dopo l’introduzione della vaccinazione di massa.

Come per ogni farmaco, occorre stabilire un rapporto costo benefici, e questo rapporto deve essere fatto correttamente, mentre parte già «taroccato» dalla scomparsa delle (vere) terapie domiciliari e delle (vere) terapie salvavita. Le terapie domiciliari sono state quasi vietate, è stato imposto il nulla terapeutico, tachipirina – vigile attesa – troppo tardi. Il plasma iperimmune è stato aggredito in maniera assurda, con la scienziata Lucarelli Selvaggina (diminutivo, come Silvanuccia, Luisella o Rosina) sempre ligia al potere, che ha osato sbeffeggiare un medico che, lui sì, con la sua intelligenza e il suo lavoro, stava salvando delle vite. Al di sotto dei 20 anni la Sars 2 Covid 19 non colpisce, è quindi è una violazione della più elementare prudenza, della più ovvia etica «vaccinare» sotto i 20 anni. La Società italiana di pediatria raccomanda la vaccinazione. La Società italiana di pediatria riceve 78.000 euro l’anno dalla Glaxosmithkline e quindi, come l’Oms, l’Ema e l’Aifa, è in evidente conflitto di interessi. La raccomandazione agli under 20 di una vaccinazione pericolosa di un farmaco sperimentale contro una patologia per loro irrilevante è molto grave. Eppure è stato fatto, e la morte e gli effetti collaterali gravi che sono sopravvenuti sono semplicemente insopportabili.

Un nuovo studio condotto tra maggio e giugno 2020 su circa 10 milioni di persone di età maggiore di 6 anni e pubblicato su Nature communications non ha rilevato nessuna trasmissione del coronavirus nelle persone a stretto contatto con i positivi asintomatici. Una rilevanza che ha visto identificare 300 soggetti completamente asintomatici, quindi senza alcun sintomo anche lieve della malattia. Il virus in questo caso non è stato trasmesso e gli stessi campioni virali prelevati ai soggetti in questione non hanno sviluppato infezioni o contagi. In sostanza: nessuno degli oltre 1.000 contatti stretti e ravvicinati dei 300 asintomatici ha sviluppato il virus. La sintesi di tutto questo è una: «Gli asintomatici non trasmettono il coronavirus». Eppure gli asintomatici sono stati richiusi in casa come appestati. Ogni impresa può e deve essere tenuta aperta: è sufficiente verificare la temperatura. Il green pass, vezzosa parola che come tutte quelle che includono la parola green, nasconde una fregatura, sta salassando le famiglie italiane. Per viaggiare, per lavorare occorre sottoporsi a inutili e costosissimi tamponi. Persino l’Oms li dichiara inutili. Se qualcuno reclama qualcuno ricorderà che niente sarà più come prima e raccomanderà la sorridente resilienza. Miserabili, con il Dna modificato e tanto buoni: i cittadini ideali dell’Italia del futuro.

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