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Ursula in Paraguay firma il Mercosur e sotterra la democrazia europea

Ursula in Paraguay firma il Mercosur e sotterra la democrazia europea
Ursula von der Leyen, il presidente del Paraguay Santiago Peña e il presidente del Consiglio europeo António Costa (Ansa)
La baronessa è volata ad Asunción per siglare l’accordo, presentando l’evento come «un momento storico», ma l’Eurocamera non ha ancora ratificato nulla. A Strasburgo la aspettano i trattori francesi, ostili al trattato.

Con una crasi dei titoli di Italo Calvino si può dire che siamo di fonte alla Baronessa dimezzata che deve anche incassare il grazie di Javier Milei, presidente argentino, a Giorgia Meloni. È la fola del trattato col Mercosur, propagandata da Bruxelles per autoconvincersi di essere protagonista nel mondo, che ieri Ursula von der Leyen ha firmato in Paraguay con un evento definito «storico», perché dà vita a «un’area di libero scambio», dazi ridotti o azzerati sul 90% delle merci, «di oltre 720 milioni di persone; la più ampia del globo».

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L’Ong antirazzista dava la paghetta ai neonazi
La ripartizione dei fondi del Southern Poverty Law Center (Getty Images)
Nuovi dettagli sugli antifa dell’Alabama che, per giustificare la loro esistenza, hanno versato 3 milioni al Ku Klux Klan: finanziavano persino i roghi delle croci. Così, le donazioni degli attivisti sono aumentate del 233%. Il problema, però, sarebbe la fuga di notizie...
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Starmer piange solo se la vittima è nera. Silenzio su Nowak
Il premier britannico Keir Starmer (Ansa)
L’ira di JD Vance: «Nowak è morto come muore una civiltà, mollato e ammanettato da autorità che non si fidavano di lui».

Altro che doppia morale della sinistra: qui siamo di fronte a una tripla, quadrupla, come dimostra la reazione di Keir Starmer, primo ministro britannico, all’omicidio del diciottenne Henry Nowak, rispetto a quanto ha affermato in più occasioni lo stesso Starmer in merito all’assassinio di George Floyd, afroamericano di 45 anni, avvenuto il 25 maggio 2020 a Minneapolis, in Minnesota, negli Usa.

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I maranza rubano e picchiano. Però guai a parlare di baby gang
Nel riquadro, il giovane pestato dai nordafricani a Brescia (iStock)
A Brescia un giovane di poco più di vent’anni è stato preso a calci e pugni da un gruppo di nordafricani Singolare, visto che il sindaco aveva commissionato un report per dimostrare l’assenza delle baby gang.

Per fortuna, poco più di un anno fa, il Comune di Brescia aveva presentato uno studio, commissionato all’università della città, sulla violenza delle baby gang. Il report, frutto del lavoro di due anni, era intitolato «Aggregazioni giovanili e spazi urbani» e tracciava, tra le altre cose, l’identikit dei giovani che, tra il 2022 e il 2024, stavano (e stanno ancora, nonostante la giunta cittadina si ostini a dire il contrario) creando non pochi problemi a Brescia.

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Zaia vice Salvini solo con autonomia al Nord
Luca Zaia (Getty Images)
Il vicepremier apre la fase del rilancio leghista: il Doge punta a un ruolo da leader di una sorta di Csu bavarese all’interno di un Carroccio federalista. Nella squadra anche Fedriga. Fontana plaude. Il capitano punta a chiudere la «trattativa» entro giugno.
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