Truffa reddito: «Stop a 2 milioni di assegni»
I dati del presidente della Corte dei conti: è necessario punire non solo i percettori infedeli, ma anche chi doveva controllare. La stoccata a politici e amministratori pubblici: Paese bloccato per la paura della firma, nessuno si assume le responsabilità.

La dimensione più propriamente «europea» della Corte dei conti ha fatto da sfondo ieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario delle sezioni riunite, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Il presidente della magistratura contabile, Guido Carlino, richiamate le attribuzioni costituzionali della Corte, giurisdizionali e di controllo, ha sottolineato come esse siano svolte nell’interesse della «società civile», in stretto rapporto con l’analoga istituzione dell’Unione europea, «nelle attività di prevenzione e di verifica del legittimo utilizzo delle risorse pubbliche», a tutela del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), e, con la Procura europea, per perseguire i responsabili delle frodi in danno della finanza dell’Ue ed imporre loro di restituire il maltolto. In collaborazione con l’Olaf (ufficio europeo antifrode) e nel quadro dell’accordo sottoscritto tra la Procura europea e la Procura generale, «un “modello” di interazione tra controllo e giurisdizione – ha sottolineato il procuratore generale, Angelo Canale – al quale guardano con crescente interesse Paesi europei ed extraeuropei».

Presenti i vice presidenti del Senato, Centinaio, e della Camera, Mulè, i vertici delle magistrature, dell’avvocatura dello Stato e delle massime cariche militari, assente il presidente del Consiglio Giorgia Meloni impegnata a Bruxelles per la riunione del Consiglio europeo straordinario, il governo era rappresentato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mantovano, e dai ministri Piantedosi, Giorgetti, Nordio, Sangiuliano, Urso, Bernini, Valditara, Alberti Casellati, Pichetto Fratin, Musumeci e Zangrillo, il Procuratore Canale ha sottolineato come la magistratura contabile abbia una tradizione «aderente alla realtà amministrativa in trasformazione», che fin dagli anni ’70, con le prime sentenze in materia di «danno ambientale», ha dato «prova persino di anticipare orientamenti, sensibilità e obiettivi che oggi sono di grande attualità». Sanzionando «le condotte turbative di beni quali fauna, flora, natura, paesaggio – considerati beni appartenenti alla collettività dello Stato – prima ancora della istituzione del ministero dell’Ambiente». «Irrinunciabile presidio di legalità», scrive Canale, l’azione della Corte non può giustificare la «paura della firma» di cui si sente dire, tanto da proporre di tenere amministratori e funzionari pubblici, come pure è stato detto, “nelle condizioni che se firmano un atto non vengono poi perseguiti”». Convinto che più che paura sia piuttosto «fuga» dalla firma, «incapacità di assumersi responsabilità». A causa dei criteri di scelta e della formazione dei dirigenti e di «una legislazione complessa, spesso farraginosa, stratificata, di dubbia interpretazione, fonte di incertezze». Ed ha aggiunto: «La giurisdizione della Corte dei conti, che oggi incuterebbe “paura” e frenerebbe l’azione amministrativa, c’era anche quando l’Italia ripartiva dopo le tragiche vicende dell’ultimo conflitto mondiale; c’era durante il cosiddetto «boom economico» degli anni ’60». Per cui è «da apprezzare» – ha sottolineato Canale – la previsione del Codice dei contratti pubblici «che introduce una definizione speciale di “colpa grave” in ambito negoziale, allineandone i contenuti e l’ambito di operatività a quelle delle altre figure di responsabilità professionali, già previste».

A preoccupare i magistrati contabili più che altro è l’eventualità di deroghe alle norme di contabilità pubblica, come è stato per l’acquisto delle mascherine. Deroghe che, in passato, «finirono per alimentare aree di malcostume, inefficienza, sprechi, corruzione, sino alla penetrazione della criminalità organizzata».

E qui Canale ha voluto riconoscere al presidente del Consiglio una coerenza che, ha detto, «ci fa ben sperare in una seria riflessione sui temi della responsabilità patrimoniale e più in generale delle responsabilità e del ruolo dei pubblici funzionari: una riflessione che certamente non sarà dettata da calcoli contingenti e considererà gli eventi del passato come li consideriamo noi: preziosi insegnamenti».

Dati alla mano, nel 2022 le sezioni giurisdizionali regionali hanno depositato 1.856 sentenze, il 62,4% di condanna. Le altre hanno definito i giudizi con rito abbreviato o hanno assolto i convenuti. Oltre il 60% delle condanne ha riguardato condotte gravemente colpose, il resto dolose. I casi di illegittima percezione di contributi nazionali ed europei: sono stati poco meno di 300.

Canale segnala nuove ipotesi di danno al pubblico erario, in fattispecie connesse alle recenti misure di sostegno alle famiglie e alle imprese (reddito di cittadinanza, decreti Cura Italia, Liquidità, Ristori, decreto Sostegni, Imprese, Lavoro, Giovani e Salute, e ancora Sostegni ter, Aiuti bis, ter, quater. Si tratta di istruttorie spesso parallele a quelle della magistratura penale. «Solo a titolo esemplificativo, basterà indicare che le domande di reddito di cittadinanza bloccate, respinte, fatte decadere o revocate sono state, nel triennio 2019-2022, numerosissime, nell’ordine di oltre due milioni». Si registrano le prime condanne. Ma, promette Canale, l’attenzione della Corte «non dovrà essere rivolta solo verso i singoli percettori, quanto verso le carenze e le gravi negligenze nei controlli».

Quanto alle misure di sostegno alla liquidità, dove pure il rischio delle frodi non è insignificante, coperte con gli stanziamenti del Next Generation Ue, vi sono obblighi di controllo delle procedure e di contrasto agli illeciti e il recupero delle somme indebitamente erogate, come chiede l’Unione europea.

Infine, Canale ha ricordato che la Procura partecipa alle iniziative anticorruzione, anche a livello internazionale e, questa è una novità concordata con il ministro dell’Istruzione, Valditara, invierà magistrati nelle scuole per illustrare ai giovani il senso e il valore della corretta gestione del denaro pubblico.

Da non perdere

I nostri soldi

Si sgonfia l’IA: crollano le Borse Ue

Non bastano i timori legati a Medio Oriente e Ucraina a spiegare la giornata nera dei mercati di ieri. Martedì 23 giugno la pressione è arrivata soprattutto dal comparto tecnologico: una vendita diffusa sui titoli dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale…

Ticket di 50 euro per vedere Venezia
I nostri soldi

Ticket di 50 euro per vedere Venezia

Un superticket che potrebbe arrivare fino a 50 euro. È questa l’idea lanciata dal primo cittadino, che ha annunciato la richiesta al governo di alzare la soglia del biglietto di ingresso per i turisti nella città lagunare dagli attuali 5-10…

Ripagare il Pnrr ci costerà una manovra
I nostri soldi

Ripagare il Pnrr ci costerà una manovra

È ormai da quasi sei anni che sosteniamo che l’accordo politico concluso da Giuseppe Conte all’alba del 21 luglio 2020, che poi ha portato al Pnrr, sarà ricordato come un’enorme e dannosa ipoteca sul futuro degli italiani. Avevamo previsto -…