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Tridico allo scontro con i sindacati: «Pass coatto nei luoghi di lavoro»

Tridico allo scontro con i sindacati: «Pass coatto nei luoghi di lavoro»
Pasquale Tridico (Getty Images)
Il presidente dell'Inps: «È una mia opinione personale, ma sono favorevolissimo».
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Edicola Verità | la rassegna stampa del 18 marzo

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 18 marzo con Flaminia Camilletti

Immigrati infetti lasciati liberi di proposito
Ansa
Lo scandalo dei certificati medici anti-Cpr a Ravenna si allarga ancora: alcuni dottori ideologizzati, pur consci di patologie tipo Tbc o scabbia fra i clandestini, li avrebbero bollati come «inidonei» ai centri di rimpatrio mettendo a rischio la collettività.

Scabbia e tubercolosi. La prima passa da pelle a pelle, basta un contatto. La seconda viaggia nell’aria, con un colpo di tosse o un po’ di saliva. Patologie che i medici del reparto di malattie infettive del Santa Maria delle Croci di Ravenna conoscevano bene. Tanto da diagnosticarle ai clandestini che Prefettura e Questura hanno tentato di espellere dal territorio italiano perché considerati pericolosi, ma che grazie ai certificati di inidoneità al trattenimento in un centro per il rimpatrio erano liberi di contagiare. È in questo passaggio che l’inchiesta sui falsi certificati dei medici No-Cpr diventa clamorosa. Perché se si certifica un rischio sanitario e poi lo si lascia circolare, non è più solo una valutazione medica. È una scelta. Una scelta diametralmente opposta rispetto a quelle del periodo della pandemia da Covid, quando bastava un sospetto per isolare, tracciare, limitare. In questo caso no. Qui si scrive che il rischio c’è ma si lascia andare il paziente.

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«Per tutelare i clandestini fanno infettare gli italiani»
Sit-in dei medici pro immigrazione a Ravenna (Ansa)
La gip di Ravenna inchioda i medici contrari alle espulsioni. I camici bianchi accusati di falsificare i certificati hanno agito in «aperta contestazione del sistema di gestione dell’immigrazione». Di fronte al pericolo scabbia o tubercolosi lasciarono le persone libere di diffondere infezioni.

Qual è il compito di un medico? Curare chi è malato, ovviamente. Ma se al posto del giuramento di Ippocrate prevale quello a una militanza politica, ecco che anche i principi etici fondamentali che dovrebbero guidare chi indossa un camice bianco vengono meno. È ciò che sostengono i magistrati che hanno indagato una serie di dottori a Ravenna, accusandoli di falso ideologico e di interruzione di pubblico servizio.

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Marco Marsilio: «Adesso i bimbi del bosco vadano al papà»
Marco Marsilio (Imagoeconomica)
Il governatore della Regione Abruzzo: «Su questa vicenda c’è stato un irrigidimento eccessivo. Per uscire dallo stallo creato dal pregiudizio dei giudici bisogna lavorare in modo pragmatico per far dialogare le parti e ricostruire fiducia reciproca».

Marco Marsilio, da governatore dell’Abruzzo lei ha seguito la vicenda della famiglia nel bosco. Che idea si è fatto di quanto accaduto? Non pensa che ci sia stato un irrigidimento eccessivo su questo caso?

«Il sospetto c’è. Io sono rimasto, come tanti, profondamente turbato da questa storia. Nella mia posizione ho avuto modo - era anche doveroso - di approfondire le ragioni di tutte le parti per capire la complessità della vicenda, e temo che ci sia stato qualche irrigidimento di troppo, da una parte e dall’altra. Ho capito che ci sono state da parte della famiglia alcune incomprensioni, che loro hanno giustificato anche con la difficoltà linguistica e culturale. E questo ha prodotto uno speculare irrigidimento da parte dell’altro fronte: assistenza sociale, tribunale e così via. Si è agito un po’ con l’accetta, questo temo che stia andando a detrimento della serenità e del benessere dei bambini».

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