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Tremano i vertici di Anas. Il Pd vuole cambiare le nomine di Lega e 5 Stelle

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Tremano i vertici di Anas. Il Pd vuole cambiare le nomine di Lega e 5 Stelle
Anas
  • Il nuovo dicastero gestito da Paola De Micheli mette nel mirino l'amministratore delegato Massimo Simonini e Claudio Andrea Gemme. Il primo fu scelto dall'ex ministro Danilo Toninelli, il secondo è espressione del Carroccio di Matteo Salvini. Si parla già di Luciano D'Alfonso, ex presidente dell'Abruzzo, ora senatore dem, in aspettativa come dirigente della società che gestisce 30.000 chilometri di strade e autostrade in Italia.
  • Tre dirigente Anas sono stati arrestati per corruzione a Catania. Avrebbero incassato tangenti dalle aziende appaltatrici che non finivano i lavori mettendo persino a repentaglio la sicurezza. Il giallo del comunicato stoppato dalla procura di Carmelo Zuccaro: c'era il rischio di inquinare le indagini.

Lo speciale contiene due articoli.

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Trump rilancia la guerra all’Isis
Donald Trump

Dopo il blitz Usa in Nigeria e la rivendicazione dell’uccisione di Abu-Bilal al-Minuki, considerato il numero due globale dello Stato islamico, Washington punta a rafforzare la cooperazione con Abuja contro il jihadismo in Africa.

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Trump: «Tempesta in arrivo»
L'immagine IA postata da Trump
Il presidente Usa minaccia l’Iran utilizzando ancora un’immagine IA. Dietro di lui mare agitato e navi da guerra. Netanyahu: «Gli Usa devono decidere cosa fare con gli ayatollah».

La crisi internazionale si allarga dall’Asia al Golfo Persico, mentre Washington valuta nuove forniture militari a Taiwan e Israele prepara possibili nuovi attacchi contro l’Iran. Il presidente taiwanese Lai Ching-te ha ribadito che la cooperazione militare con gli Stati Uniti rappresenta un elemento essenziale per la sicurezza dell’area indo-pacifica. In un messaggio pubblicato sui social, Lai ha dichiarato che Taiwan si trova «al centro degli interessi globali» e che la pace nello Stretto di Taiwan «non sarà mai sacrificata né usata come merce di scambio».

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La vendetta ucraina: 586 droni colpiscono il cuore della Russia
Un palazzo colpito dall'attacco dei droni ucraini su Mosca (Ansa)
Centrate industrie e condomini a Mosca. Zelensky rivendica: «La nostra è una risposta giustificata dagli attacchi di Putin».

L’annunciata «risposta giustificata» di Kiev è arrivata: sulla Russia sono piombati quasi 600 droni, di cui oltre 100 solo su Mosca, diventando uno dei più grandi attacchi ucraini dall’inizio della guerra.

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