Ospite della nuova puntata del talk condotto da Daniele Capezzone negli studi Utopia, Luca Squeri di Forza Italia e Christian Di Sanzo del Pd.
Ospite della nuova puntata del talk condotto da Daniele Capezzone negli studi Utopia, Luca Squeri di Forza Italia e Christian Di Sanzo del Pd.
Ecco #DimmiLaVerità del 5 giugno 2026. Il presidente della Commissione Attività Produttive, Alberto Gusmeroli, illustra le proposte della Lega per i contribuenti in difficoltà col fisco.
Un momento delle celebrazioni a Reggio Calabria (Arma dei Carabinieri)
Sul Lungomare Falcomatà la cerimonia alla presenza del premier Meloni e delle massime autorità dello Stato. Consegnate onorificenze al valore, premi agli atleti di Milano-Cortina 2026 e riconoscimenti ai militari distintisi in servizio.
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Reggio Calabria ha ospitato per la prima volta le celebrazioni per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Sul Lungomare Falcomatà, affacciato sullo Stretto di Messina, si è svolta la cerimonia alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri Guido Crosetto e Matteo Piantedosi, del Comandante Generale dell’Arma, generale Salvatore Luongo, e delle massime autorità civili, militari e religiose.
La ricorrenza cade il 5 giugno, giorno in cui nel 1920 la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare per il contributo dei Carabinieri nella Prima guerra mondiale. Quest’anno la celebrazione assume un significato particolare anche in vista dell’80° anniversario della Repubblica Italiana.
Tema dell’edizione 2026 è stato lo «sguardo» dei Carabinieri, inteso come attenzione costante verso le esigenze delle comunità e presenza quotidiana sul territorio.
La cerimonia si è aperta con il giuramento degli allievi del 144° corso, intitolato al carabiniere Lorenzo Gennari, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Nel suo intervento, il comandante della Scuola Allievi di Reggio Calabria, colonnello Enrico Pigozzo, ha ricordato ai giovani militari che «qui si entra per imparare, di qui si esce per servire».
Dopo il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è intervenuto il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha sottolineato il ruolo dei Carabinieri come simbolo della presenza dello Stato e punto di riferimento per i cittadini. Rivolgendosi agli allievi che hanno appena prestato giuramento, il ministro ha ricordato il valore del servizio e del sacrificio richiesti dalla professione militare.
Uno dei momenti centrali della cerimonia è stata la consegna della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Bandiera di Guerra dell’Arma per l’attività svolta dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, che quest’anno celebra il centenario della sua istituzione. L’onorificenza premia il contributo fornito nel contrasto allo sfruttamento del lavoro e alle organizzazioni criminali attive nel settore dell’immigrazione illegale.
Consegnate anche numerose ricompense individuali. Tra queste la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria al maresciallo Carlo Legrottaglie, ucciso durante un intervento a Francavilla Fontana il 12 giugno 2025, e la Medaglia d’Argento al Valor Militare al brigadiere Costanzo Giuseppe Garibaldi, che nello stesso episodio affrontò gli autori dell’agguato.
Riconoscimenti sono stati conferiti anche ai militari intervenuti nell’esplosione avvenuta a Roma il 4 luglio 2025 presso un distributore di carburante e ai carabinieri impegnati nella protezione dell’ambasciatore italiano a Damasco durante gli scontri armati dell’8 dicembre 2024.
Nel corso della manifestazione sono stati premiati inoltre gli atleti del Centro Sportivo Carabinieri protagonisti delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. La Croce d’Oro al Merito dell’Arma è stata conferita ad Armin Zöggeler e Federica Brignone, mentre diversi altri atleti hanno ricevuto avanzamenti straordinari per meriti eccezionali.
Consegnato infine il tradizionale «Premio Annuale» a sei comandanti di Stazione e di Nucleo Forestale distintisi per l’attività svolta a favore delle rispettive comunità.
La cerimonia si è conclusa con la sfilata dei reparti, dei mezzi dell’Arma e dei cavalli del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari. Grande emozione anche per la dimostrazione operativa del GIS, che ha simulato un intervento di liberazione ostaggi a bordo di una nave mediante l’impiego di un elicottero AW139, e per l’aviolancio finale dei paracadutisti del 1° Reggimento Tuscania.
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Giuseppe Valditara (Ansa)
Alla finale nazionale di Roma 200 studenti e 60 mini-imprese. Il team dell’IIS Badoni di Lecco premiato per un braccialetto intelligente dedicato ad anziani e persone fragili. Natural Shield di Milazzo rappresenterà l’Italia a Gen-E 2026. Il ministro Giuseppe Valditara: «La scuola e l’impresa devono essere strettamente collegate».
Un braccialetto intelligente, un’app mobile e una dashboard web per monitorare in tempo reale i parametri vitali di anziani e persone fragili. È questa l’idea con cui BraceLet JA, mini-impresa dell’IIS Antonio Badoni di Lecco, ha conquistato il Premio Miglior Team alla quarta edizione dei Campionati di Imprenditorialità 2026 promossi da Junior Achievement Italia.
La finale nazionale si è svolta per la prima volta a Roma, negli spazi dell’Ex Mattatoio di Testaccio, dove si sono confrontati 200 studenti e studentesse provenienti da tutta Italia, selezionati tra 60 mini-imprese finaliste. Ogni gruppo ha avuto pochi minuti per presentare alla giuria la propria idea, il prototipo e il modello di sviluppo.
Il progetto vincitore punta a sostenere caregiver, famiglie e strutture sanitarie attraverso un sistema capace di raccogliere dati e inviare avvisi tempestivi in caso di necessità. Gli studenti premiati saranno inseriti nell’Albo Nazionale delle Eccellenze e hanno ricevuto una borsa di studio consegnata da Michele Ricci, Marketing Manager Cards & Digital Payments di Nexi Group, nell’ambito del progetto #fuoriclassedellascuola, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e da Feduf.
A rappresentare l’Italia a Gen-E 2026, la manifestazione europea dedicata all’imprenditorialità giovanile in programma a Riga dal 7 al 10 luglio, sarà invece Natural Shield JA, team dell’ITT Ettore Majorana di Milazzo, vincitore del Premio Miglior mini-impresa JA. Il gruppo ha sviluppato un polistirolo ecologico completamente biodegradabile, ricavato da materie prime vegetali e residui fibrosi della filiera agroindustriale.
La finale è stata l’ultima tappa di un percorso durato un anno scolastico. Gli studenti hanno partecipato ai programmi di educazione imprenditoriale di Junior Achievement Italia, tra cui Impresa in Azione, che nell’edizione 2026 ha coinvolto oltre 6.000 ragazze e ragazzi. A maggio, 330 team si erano sfidati nelle competizioni territoriali, articolate in 14 tappe regionali. In tutto, quasi 900 tra docenti, volontari e giudici hanno contribuito alla selezione dei migliori progetti.
Il contesto in cui si inserisce l’iniziativa è quello di un’Italia in cui il potenziale imprenditoriale dei giovani resta spesso inespresso. Secondo la ricerca “Tra formazione e lavoro: gli italiani e l’imprenditorialità”, realizzata da SWG per JA Italia, il 55% dei 18-24enni e il 50% dei 25-29enni non ha mai ricevuto nemmeno un’ora di formazione imprenditoriale. Eppure proprio i giovani si mostrano più propensi della media nazionale ad avviare un’impresa: 17% contro 9%.
«Dietro ogni team che ha calcato questo palco c’è un anno di lavoro reale: decisioni prese, errori corretti, idee difese», ha dichiarato Anna Gionfriddo, presidente di Junior Achievement Italia. «È arrivato il momento di passare dalla sperimentazione a un sistema strutturale, in cui ogni studente e ogni studentessa abbia almeno un’esperienza imprenditoriale nel proprio percorso».
Un messaggio condiviso anche dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha sottolineato il valore della cultura dell’intraprendere: «La scuola e l’impresa devono essere strettamente collegate. Non dobbiamo avere paura di creare imprenditorialità, perché significa distribuire ricchezza, creare posti di lavoro, innovazione e dare voce al nostro Made in Italy».
La scelta di Roma ha avuto anche un significato istituzionale. I Campionati si sono svolti in parallelo con l’High-level event della European Alliance for Apprenticeships, promosso dalla Direzione generale Occupazione della Commissione europea. Un’occasione per collegare il tema dell’imprenditorialità giovanile a quello delle competenze e dell’apprendistato a livello europeo.
«Le competenze sono la nuova valuta dell’Europa», ha affermato Mario Nava, direttore generale per l’Occupazione, gli Affari sociali e l’Inclusione della Commissione europea. «Nove posti di lavoro su dieci nell’Unione europea che affrontano carenze richiedono una formazione professionale: il momento di agire è ora».
Nel corso della giornata sono stati assegnati anche numerosi riconoscimenti speciali. Il TIM Innovation Award è andato ancora a BraceLet, per l’alto livello di innovazione digitale. Il Premio Impresa 5.0, promosso da ABB, è stato vinto da Shoppymap JA dell’IIS Salvo D’Acquisto di Bagheria, piattaforma che aiuta i clienti a orientarsi nei negozi fisici e a individuare prodotti e promozioni. Il Re-Power Your Future Award di UniCredit è stato assegnato a Exploria JA per il miglior business plan, mentre l’huManpower Award è andato a S.T.E.P. JA dell’ITIS Enrico Fermi di Roma, che ha ideato una mattonella capace di trasformare il calpestio umano in energia elettrica.
Tra gli altri premi, il Girls in STEM Award ha valorizzato cinque studentesse distintesi per leadership e competenze scientifico-tecnologiche: Annalisa Celeste, Milena Mauri, Emilia Pirovano, Ambra Quarantelli e Valentina Ronzulli. A EquiDolls dell’IIS Luigi Russo di Caltanissetta è andato il Premio UPSHIFT - Generazione Pari, mentre il Social Shaker Award è stato assegnato a Fleeve, mini-impresa dell’ITC Antonio Zanon di Udine.
Nata nel 2002, Junior Achievement Italia è una delle principali organizzazioni non profit dedicate all’educazione economico-imprenditoriale, finanziaria, all’orientamento e alla cittadinanza attiva per giovani dai 5 ai 19 anni. Nell’anno scolastico 2024-2025 ha realizzato oltre 500 mila esperienze educative. Numeri che raccontano una sfida sempre più centrale: trasformare le idee degli studenti in competenze concrete per il futuro.
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iStock
Le Regioni usano solo il 30% dei fondi per le terapie del dolore: pensino a questo, invece che alle procedure per il suicidio assistito. Su cui perfino nel Pd ci sono pareri contrari.
Non è certamente il caso di cantare vittoria, ma il blocco del ddl sul suicidio medicalmente assistito, che viene rinviato alle commissioni competenti, votato ieri dal Senato con 88 voti favorevoli e 59 contrari, è un evento significativo, di buon senso.
La scelta voluta da Stefania Craxi di accelerare i tempi, strizzando l’occhio al Pd con Alfredo Bazoli, non solo non ha trovato l’accoglienza che si pensava, ma ha aperto un confronto all’interno dei partiti, sia di maggioranza che di minoranza. In particolare, ha fatto molto scalpore la presa di posizione pubblica, avanzata significativamente su queste colonne, di Olimpia Tarzia, responsabile del dipartimento di bioetica e diritti umani di Forza Italia, che ha scelto di dimettersi in contrasto con la inaspettata deriva del suo partito a favore del suicidio assistito. In perfetta coerenza con il virtuoso gesto del fondatore del partito, Silvio Berlusconi, a favore della vita di Eluana Englaro, ha preso atto di un «nuovo corso» inaccettabile sui temi eticamente sensibili e ha espresso pubblicamente il suo dissenso. Dando voce, di fatto, a un diffuso e evidente malcontento che aleggia negli schieramenti dei partiti della maggioranza, non solo in Forza Italia.
Anche il Pd non è un monolite e il ddl Bazoli, anche da quelle parti, non gode per nulla di un convinto sostegno, soprattutto dopo le inequivocabili parole in difesa della vita - dal concepimento alla morte naturale - pronunciate da papa Leone XIV in varie occasioni, compresa l’ultima enciclica Magnifica Humanitas. Il Papa si rivolge a tutti gli uomini, ma in modo speciale ai cristiani cattolici, appellandosi alla coscienza, a quel «foro interno» di cui parla la teologia morale ove l’uomo «si trova solo di fronte a Dio», che va ben oltre le appartenenze politiche o le ideologie dominanti, ponendo la questione fondamentale: l’uomo non è il padrone della vita, neppure della propria vita. Di conseguenza, come può un parlamentare cattolico sostenere il «diritto alla morte dignitosa» - usando le parole che Elly Schlein ha pronunciato ieri dopo il voto - votando a favore di una legge che avalla il suicidio? Qui non è in gioco la cosiddetta «laicità» dello Stato, qui è in gioco il senso di umanità e di civiltà di un popolo che non scarta nessuno e si prende cura dei suoi «fratelli» più deboli e vulnerabili.
L’altro aspetto di questa triste vicenda è rappresentato dal «delirio» normativo di alcune Regioni italiane: bocciata (dalla Corte costituzionale) la pretesa di scrivere leggi, con il pretesto di superare l’inerzia del Parlamento, stanno tentando di aggirare l’ostacolo prevedendo precisi percorsi procedurali per garantire il «diritto» al suicidio assistito. Basti pensare al vademecum pro suicidio elaborato da Regione Lombardia e inviato a tutte le Ats lombarde, utilizzando perfino l’espediente di modificare il linguaggio: non più «suicidio assistito», ma «Mma», morte medicalmente assistita», molto più tranquillizzante al fine di anestetizzare le menti e le coscienze. Ora, che tutto questo caos sia fatto dalle giunte di sinistra non dice nulla di nuovo, ma che sia opera di giunte votate da elettori di centrodestra - i cui partiti a livello nazionale non sono per nulla convintamente favorevoli sul tema - non solo lascia molto perplessi, ma suscita anche una certa voglia di ritirare il proprio consenso a chi se ne è fatto promotore, il presidente della Regione Attilio Fontana e l’assessore Guido Bertolaso in testa. Senza dimenticare che, mentre il governo eroga centinaia di milioni di euro, ogni anno, per potenziare la rete di assistenza territoriale, domiciliare e hospice per le cure palliative, di queste risorse ne vengono utilizzate soltanto il 30% circa.
Non può non suscitare sdegno che si buttino via tempo e denaro per legiferare sul suicido assistito e non ci si faccia carico di usare fondi già disponibili per affrontare e alleviare concretamente la sofferenza di chi ne ha bisogno. Questo è il compito delle Regioni, piuttosto che ideologiche fughe in avanti.
A tale proposito, una volta per tutte, smettiamola con falsi slogan del tipo «il Paese lo vuole … la gente lo chiede … è una legge necessaria…»: chi vive davvero in mezzo alla gente e conosce i mille problemi che riguardano la salute e la sanità pubblica sa benissimo che la vera richiesta è di «essere curati», di abbattere le liste di attesa, di essere accompagnati con professionalità e umana solidarietà e nei momenti di maggiore sofferenza, di avere qualcuno che ti lenisca il dolore fisico e ti stringa la mano nell’ultimo saluto, piuttosto che metterti a disposizione un freddo aggeggio meccanico che fa partire l’iniezione letale. Si spenda in umanità piuttosto che in tecnologia mortifera, si legiferi per la vita e il sollievo del dolore, piuttosto che per aiutare le persone a suicidarsi.
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