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La Borsa e la Vita | Occhio alla bolla del credito Usa

Il petrolio è arrivato a 100 dollari ma prima o dopo si troverà una soluzione al blocco di Hormuz. Preoccupa di più la fuga degli investitori dai fondi di private credit americani. Grandi nomi in ballo e centinaia di miliardi che ballano. Uno scricchiolio a Wall Street vale 10 crisi del petrolio.

Donnet firma utili record e guarda a Mps
Philippe Donnet (Ansa)
L’ad francese di Generali chiude il 2025 con profitti a 4,3 miliardi, incrementa il dividendo del 14,7% (sopra le attese) e rilancia, dopo l’operazione Montepaschi-Mediobanca: «Saremo felici di rimpatriare in Italia i risparmi di Mps oggi affidati ad Axa».

Ci sono bilanci che si limitano a raccontare come è andato l’anno. E poi ci sono quelli che, oltre ai conti, mandano messaggi. Il 2025 di Assicurazioni Generali appartiene alla seconda categoria. Perché mentre il Leone di Trieste sfodera numeri da record, l’amministratore delegato Philippe Donnet prende le misure come appartenenti al gruppo Mps. Partiamo dai numeri, che sono quelli che alla fine contano davvero. Generali chiude il primo anno del nuovo piano con risultati che non si erano mai visti. L’utile netto sale a 4,17 miliardi, in crescita del 12%. Il risultato operativo supera per la prima volta la soglia degli 8 miliardi, fermandosi poco sopra quota 8,1 con un incremento vicino al 10%. Insomma, il Leone continua a ruggire. Donnet, che guida una nave grande in mari agitati, spiega che Generali è abituata a «navigare bene nella tempesta». E tempeste, nel mondo finanziario e geopolitico, non mancano certo. Il messaggio agli azionisti è semplice: continuiamo a guadagnare bene e continueremo a darvi soddisfazioni. La maniera migliore per ricucire i rapporti con i grandi azionisti come Caltagirone e gli eredi Del Vecchio.

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«Quella Notte», su Netflix la serie dal romanzo di Gillian McAllister
«Quella Notte» (Netflix)

La nuova serie di Netflix adatta il romanzo That Night di Gillian McAllister, mai tradotto in Italia. Al centro la fuga di una donna dopo un incidente mortale e il patto con le sorelle per coprirlo: un racconto teso che indaga colpa, paura e limiti dell’etica personale.

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Analisi di Confcommercio: tra il 2012 e il 2025 scomparsi 156mila punti vendita, oltre un quarto del totale. Crescono solamente le attività del comparto alloggio e ristorazione (+19mila), sempre più locali sfitti.

L’avanzata inarrestabile del commercio online, il cambio di destinazione d’uso di un numero crescente di immobili destinati al turismo mordi e fuggi, con la proliferazione di case vacanza e B&B, ha determinato una progressiva desertificazione commerciale. Botteghe, piccoli punti vendita, negozi di prossimità soprattutto attività artigiane che rappresentavano la caratteristica dei centri urbani italiani, sono diventati sempre più una rarità. È la fotografia impietosa scattata dal report «Città e demografia d’impresa» realizzata dall’Ufficio Studi Confcommercio. Il testo analizza il fenomeno tra il 2012 e il 2025, un arco di tempo che ha visto la scomparsa di circa 156.000 punti vendita del commercio al dettaglio e ambulante, oltre un quarto del totale delle imprese attive all’inizio del periodo. Questa «desertificazione commerciale», non accenna a fermarsi; al contrario, i dati più recenti mostrano un’accelerazione preoccupante, con un tasso di chiusura annuo salito al 3,1% nel 2025, rispetto al 2,2% delle rilevazioni precedenti.

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Dimmi La Verità | Fabrizio Santori (Lega) «Scandalo del Comune di Roma sull'acquisto di immobili»

Ecco #DimmiLaVerità del 13 marzo 2026. Il capogruppo della Lega in Campidoglio Fabrizio Santori spiega lo scandalo dell'acquisto di immobili da parte del Comune di Roma.

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