Facilità di negoziazione, costi di gestione bassi e ampio catalogo rendono gli strumenti i più ricercati nel campo del risparmio. Tecnologia, informatica e made in Italy i settori più scambiati sui listini.

Da quando hanno fatto la comparsa sul mercato sono diventati anno dopo anno fra i prodotti di maggior successo nel campo del risparmio, rubando sempre più quote di mercato ai fondi d’investimento, i «gemelli diversi» ma più costosi perché prevedono il lavoro di un gestore in carne e ossa che ne segua gli investimenti. Facilità di negoziazione su tutte le piattaforme delle banche, costi di gestione rispetto ai fondi anche di due terzi più bassi e ampio catalogo sono i punti di forza degli Etf, mentre fra quelli di debolezza va considerato che su alcuni Etf (quelli più specializzati) gli scambi possono essere scarsi e soprattutto, in caso di mercati fortemente volatili, la forbice fra compratori e venditori si può anche aprire e diventare una voragine di alcuni punti percentuali. Ragion per cui gli Etf sono un prodotto consigliabile per gli investitori più cassettisti (quelli che comprano titoli a lunga scadenza, senza finalità speculative) che per gli amanti del trading scatenato, salvo non privilegiare quelli più scambiati e legati alle macro categorie.

In Italia sono oltre 1.150 i fondi passivi. Gli Etf quotati che replicano l’andamento delle materie prime sono poco più di 300, quelli che clonano l’andamento di indici azionari o obbligazionari sono circa 850: dal mercato azionario turco alle obbligazioni svizzere il catalogo è ricchissimo e un risparmiatore che investe dovrebbe sempre, come ha ricordato il neo presidente della Consob, Mario Nava, «avere un piano finanziario». Qualcosa che la maggior parte dei risparmiatori italiani spesso purtroppo non ha.

Come orientarsi in questa giungla? «Il nostro consiglio come consulenti finanziari indipendenti», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert Scf, è muoversi secondo una strategia e il nostro mestiere è fornire consigli il più possibile adeguati a ciascun risparmiatore», dice l’esperto. Come spiega Gaziano, «fra gli Etf che in questo momento meritano attenzione c’è sicuramente quello sull’indice Msci world, ovvero un basket che replica l’andamento delle principali Borse mondiali. Offre una diversificazione significativa a Paesi e settori e, grazie soprattutto al traino della Borsa statunitense, ha superato i nuovi massimi. Stesso discorso si può fare per il mercato azionario Usa e per il settore tecnologico in particolare, che è il vero motore dell’economia mondiale», spiega. Tramite ad esempio un Etf come quello sull’Information technology globale si investe a pioggia su diverse aziende sempre più digitali. «Da tempo», dice il consulente finanziario, «consigliamo come settore il lusso con un Etf come quello di Amundi. Un settore che nel mondo del retail potrebbe essere fra i pochi a sopravvivere alla forza cannibalizzatrice di società come Amazon. Dopo alcuni trimestri di pausa il settore della salute è tornato poi a rialzare la testa e l’invecchiamento della popolazione mondiale, come la possibilità di fusioni e acquisizioni, sono fra i driver di questo segmento che è ben rappresentato anche sul mercato degli Etf». In questo caso l’esperto consiglia il Source health care s&p Us select sector ucits Etf. Di fatto, dunque, gli Etf sono fondi che si possono comprare in Borsa con la stessa semplicità delle azioni. Attenzione, però. Come per i titoli azionari, la possibilità di scottarsi non manca. Rivolgersi a un buon consulente potrà farci dormire sonni tranquilli, ottenendo – si spera – anche buoni rendimenti.

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