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2025-01-19
Terrorgram, la nebulosa dei suprematisti bianchi che si ispira allo Stato Islamico
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(iStock)
L'amministrazione americana, nei suoi ultimi giorni prima dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, ha seguito la decisione presa dal Regno Unito dieci mesi prima. Il Ministero degli Interni britannico aveva spiegato così la classificazione terroristica di Terrorgram: «Terrorgram glorifica gli attacchi perpetrati da terroristi neofascisti, incoraggiando la riproduzione di questi atti odiosi. Mira al collasso del mondo occidentale e a fomentare una guerra razziale attraverso atti terroristici violenti».
Inoltre, il Dipartimento di Stato sta designando come terroristi tre leader di Terrorgram: Ciro Daniel Amorim Ferreira è un amministratore del canale Terrorgram. Ferreira è un cittadino brasiliano residente in Brasile, Noah Licul è un membro senior di Terrorgram. Licul è un cittadino croato residente in Croazia e Hendrik-Wahl Muller un amministratore del canale Terrorgram. Muller è un cittadino sudafricano e vive in Sudafrica. Nel settembre 2024 Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato dopo averli arrestati che Dallas Humber, 34 anni, di Elk Grove, California, e Matthew Allison, 37 anni, di Boise, Idaho, leader del Terrorgram Collective, sono stati accusati di 15 capi d'imputazione per istigazione a crimini d'odio, istigazione all'omicidio di funzionari federali e cospirazione per fornire supporto materiale ai terroristi.
Le autorità internazionali imputano a Terrorgram la responsabilità di almeno due attacchi recenti. Nel 2022, un diciannovenne ha fatto irruzione all’ingresso di un bar frequentato dalla comunità LGBT a Bratislava, in Slovacchia. L’aggressore, indossando una maschera nera e armato di una pistola con puntatore laser, ha aperto il fuoco contro tre persone. Due delle vittime, un uomo bisessuale e una persona identificata come «non binaria», hanno perso la vita. Poche ore dopo l’attacco, l’aggressore si è suicidato. Prima dell’evento, aveva pubblicato su Twitter vari messaggi, tra cui uno in cui affermava: «La razza viene prima di tutto. Sempre». Era inoltre attivo in gruppi di discussione associati a Terrorgram. Nel gennaio 2024, un diciottenne ha ferito cinque persone accoltellandole casualmente nei pressi di una moschea in Türkiye. L’attacco è stato filmato e trasmesso in diretta sul web, ricalcando le modalità dell’attentatore Brenton Tarrant, responsabile degli attacchi di Christchurch in Nuova Zelanda nel 2019. Negli ultimi mesi sono emersi altri episodi legati alla rete Terrorgram. Lo scorso anno, nel New Jersey, un uomo è stato arrestato con l’accusa di pianificare un attacco contro un’infrastruttura energetica e una sinagoga, dopo aver partecipato a discussioni con membri della rete. In Danimarca, il 9 dicembre 2024, un altro individuo è stato arrestato per aver diffuso contenuti associati a Terrorgram.
La designazione di Terrorgram come organizzazione terroristica potrebbe influire sul prossimo processo di Brandon Russell, leader della Atomwaffen Division, un’organizzazione neonazista con base negli Stati Uniti. Nel 2023, il Dipartimento di Giustizia ha accusato Russell di cospirazione per danneggiare un impianto energetico, dopo che aveva pianificato un attacco contro le reti elettriche del Maryland. Non è una novità, considerando che Russell aveva già tentato di attaccare infrastrutture energetiche in passato e si era dichiarato colpevole per crimini simili nel 2018. Inoltre, durante il periodo di libertà vigilata per la condanna del 2018, era stato attivo nelle chat di Terrorgram. La decisione del Dipartimento di Stato potrebbe quindi offrire ai pubblici ministeri materiale ulteriore per convincere la giuria a condannarlo nuovamente.
Con i gruppi transnazionali di suprematisti bianchi che continuano a reclutare americani nella loro causa, questa designazione avrà probabilmente ripercussioni anche sulle future azioni legali per terrorismo interno. Per oltre due decenni di guerra globale al terrorismo, gli Stati Uniti si sono concentrati quasi esclusivamente sulla minaccia rappresentata dai gruppi jihadisti sunniti, trascurando altre forme di estremismo violento. Solo recentemente hanno iniziato a colmare questo divario per affrontare il terrorismo RMVE (Racially or Ethnically Motivated Violent Extremism). Sebbene la designazione di Terrorgram rappresenti un passo importante nella lotta contro i suprematisti bianchi, i neonazisti e altri estremisti violenti, essa da sola non sarà sufficiente per contrastare questa crescente minaccia.
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L'amministrazione americana, nei suoi ultimi giorni prima dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, ha seguito la decisione presa dal Regno Unito dieci mesi prima. Il Ministero degli Interni britannico aveva spiegato così la classificazione terroristica di Terrorgram: «Terrorgram glorifica gli attacchi perpetrati da terroristi neofascisti, incoraggiando la riproduzione di questi atti odiosi. Mira al collasso del mondo occidentale e a fomentare una guerra razziale attraverso atti terroristici violenti». Inoltre, il Dipartimento di Stato sta designando come terroristi tre leader di Terrorgram: Ciro Daniel Amorim Ferreira è un amministratore del canale Terrorgram. Ferreira è un cittadino brasiliano residente in Brasile, Noah Licul è un membro senior di Terrorgram. Licul è un cittadino croato residente in Croazia e Hendrik-Wahl Muller un amministratore del canale Terrorgram. Muller è un cittadino sudafricano e vive in Sudafrica. Nel settembre 2024 Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato dopo averli arrestati che Dallas Humber, 34 anni, di Elk Grove, California, e Matthew Allison, 37 anni, di Boise, Idaho, leader del Terrorgram Collective, sono stati accusati di 15 capi d'imputazione per istigazione a crimini d'odio, istigazione all'omicidio di funzionari federali e cospirazione per fornire supporto materiale ai terroristi.Le autorità internazionali imputano a Terrorgram la responsabilità di almeno due attacchi recenti. Nel 2022, un diciannovenne ha fatto irruzione all’ingresso di un bar frequentato dalla comunità LGBT a Bratislava, in Slovacchia. L’aggressore, indossando una maschera nera e armato di una pistola con puntatore laser, ha aperto il fuoco contro tre persone. Due delle vittime, un uomo bisessuale e una persona identificata come «non binaria», hanno perso la vita. Poche ore dopo l’attacco, l’aggressore si è suicidato. Prima dell’evento, aveva pubblicato su Twitter vari messaggi, tra cui uno in cui affermava: «La razza viene prima di tutto. Sempre». Era inoltre attivo in gruppi di discussione associati a Terrorgram. Nel gennaio 2024, un diciottenne ha ferito cinque persone accoltellandole casualmente nei pressi di una moschea in Türkiye. L’attacco è stato filmato e trasmesso in diretta sul web, ricalcando le modalità dell’attentatore Brenton Tarrant, responsabile degli attacchi di Christchurch in Nuova Zelanda nel 2019. Negli ultimi mesi sono emersi altri episodi legati alla rete Terrorgram. Lo scorso anno, nel New Jersey, un uomo è stato arrestato con l’accusa di pianificare un attacco contro un’infrastruttura energetica e una sinagoga, dopo aver partecipato a discussioni con membri della rete. In Danimarca, il 9 dicembre 2024, un altro individuo è stato arrestato per aver diffuso contenuti associati a Terrorgram.La designazione di Terrorgram come organizzazione terroristica potrebbe influire sul prossimo processo di Brandon Russell, leader della Atomwaffen Division, un’organizzazione neonazista con base negli Stati Uniti. Nel 2023, il Dipartimento di Giustizia ha accusato Russell di cospirazione per danneggiare un impianto energetico, dopo che aveva pianificato un attacco contro le reti elettriche del Maryland. Non è una novità, considerando che Russell aveva già tentato di attaccare infrastrutture energetiche in passato e si era dichiarato colpevole per crimini simili nel 2018. Inoltre, durante il periodo di libertà vigilata per la condanna del 2018, era stato attivo nelle chat di Terrorgram. La decisione del Dipartimento di Stato potrebbe quindi offrire ai pubblici ministeri materiale ulteriore per convincere la giuria a condannarlo nuovamente.Con i gruppi transnazionali di suprematisti bianchi che continuano a reclutare americani nella loro causa, questa designazione avrà probabilmente ripercussioni anche sulle future azioni legali per terrorismo interno. Per oltre due decenni di guerra globale al terrorismo, gli Stati Uniti si sono concentrati quasi esclusivamente sulla minaccia rappresentata dai gruppi jihadisti sunniti, trascurando altre forme di estremismo violento. Solo recentemente hanno iniziato a colmare questo divario per affrontare il terrorismo RMVE (Racially or Ethnically Motivated Violent Extremism). Sebbene la designazione di Terrorgram rappresenti un passo importante nella lotta contro i suprematisti bianchi, i neonazisti e altri estremisti violenti, essa da sola non sarà sufficiente per contrastare questa crescente minaccia.
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Non solo. A emergere è anche un altro dato che smonta una certa narrazione dominante: le identità non binarie rappresentano una quota minoritaria, intorno al 16%. La grande maggioranza degli italiani si riconosce ancora in un’identità sessuale e di genere tradizionale. Numeri che restituiscono un Paese molto meno «fluido» di quanto spesso venga descritto. I dati che emergono, letti insieme, delineano un quadro più complesso di quanto spesso venga raccontato. La società cambia, ma lo fa con gradualità, mantenendo punti fermi che resistono nel tempo. Il rapporto evidenzia infatti una sessualità più aperta nelle pratiche e nei contesti, ma ancora fortemente legata alla dimensione della coppia. Le relazioni stabili restano centrali e, in molti casi, risultano anche le più soddisfacenti dal punto di vista della vita intima. Non mancano, però, segnali di trasformazione. Cresce il ricorso alle piattaforme digitali per conoscere nuove persone (oltre il 40% degli italiani dichiara di aver utilizzato almeno una volta app o social per finalità relazionali o sessuali), aumenta la diffusione del sesso mediato dalla tecnologia e si registra una maggiore curiosità verso esperienze diverse rispetto a quelle legate al passato. Il porno, ad esempio, entra sempre più spesso nella quotidianità di coppia, mentre i social diventano uno spazio di interazione anche sul piano relazionale. Si tratta di cambiamenti che non sostituiscono, ma affiancano i modelli tradizionali. Una sorta di doppio binario: da un lato la stabilità della coppia, dall’altro nuove forme di esplorazione e di espressione della sessualità. In questo contesto, la monogamia continua a rappresentare una scelta prevalente, non necessariamente per adesione a un modello rigido, ma spesso per una ricerca di equilibrio e continuità. Un dato che riflette anche un’esigenza più ampia di stabilità, in un periodo segnato da incertezze economiche e sociali. Il rapporto Censis suggerisce quindi una lettura meno ideologica e più aderente alla realtà: gli italiani non sono immobili, ma nemmeno così radicalmente trasformati come talvolta si tende a raccontare. Ma resta, nella maggioranza dei casi, ancorata a una dimensione relazionale riconoscibile, fatta di coppia, continuità e identità definite.
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Il capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano
Il capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha proseguito oggi il ciclo di visite sul territorio nazionale con una tappa in Lombardia, dove ha incontrato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il prefetto Claudio Sgaraglia.
L’attività si inserisce nell’ambito dell’implementazione delle priorità strategiche della Difesa, in particolare quella relativa al «bilanciamento delle componenti», finalizzata a rafforzare la coerenza tecnologica tra le Forze armate. Un obiettivo ritenuto essenziale per garantire la capacità di operare in scenari multidominio, sia in ambito alleato sia su base nazionale.
Nel corso della giornata, il generale si è recato dapprima al Comando interregionale Pastrengo dell’Arma dei Carabinieri, dove ha espresso apprezzamento per il servizio svolto a tutela dei cittadini e per il contributo fornito nelle operazioni all’estero. In particolare, è stato evidenziato il ruolo dell’Arma non solo come polizia militare, ma anche nelle attività di stability policing nelle fasi post-conflitto, ambito in cui l’esperienza italiana è riconosciuta anche in sede Nato. Successivamente, Portolano ha visitato il 1° Reggimento trasmissioni dell’Esercito, reparto che fornisce supporto diretto al quartier generale multinazionale Nato NRDC-ITA, con sede in Italia e attualmente impegnato anche nella prontezza dell’Allied Reaction Force. Rivolgendosi al personale, ha sottolineato la professionalità, lo spirito di sacrificio e la dedizione dimostrati sia sul territorio nazionale sia nelle missioni all’estero, evidenziando il ruolo cruciale del reparto nel garantire collegamenti, continuità di comando e supporto alle strutture operative.
La giornata si è conclusa con gli incontri istituzionali a Milano, occasione per ribadire il legame tra la Difesa e le autorità locali, anche in relazione al contributo fornito alla sicurezza dei cittadini in coordinamento con le Forze di polizia. Domani è infine prevista la visita al 6° Stormo dell’Aeronautica militare, reparto di volo impegnato nella difesa aerea e nel controllo dello spazio nazionale già in tempo di pace.
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Mario Fresa (Imagoeconomica)
Gli avvocati del consigliere di Cassazione contestano la pubblicazione degli audio e parlano di ricostruzione «incompleta e lesiva». La redazione ribatte: file integrali o omissati solo per il minore, fatti riportati correttamente e già citati i provvedimenti giudiziari.
La replica dei legali
Con riferimento agli articoli pubblicati online dal quotidiano La Verità, in data 21 e 22 marzo 2026, con allegati file audio privi di alcuna rilevanza probatoria, relativi al consigliere di Cassazione dottor Mario Fresa, si evidenzia come il contenuto degli stessi sia stato pubblicato in maniera volutamente incompleta, al fine di dare una visione distorta e strumentale degli eventi richiamati. In particolare, non viene dato atto che sui fatti richiamati sono intervenute due diverse ordinanze di archiviazione, l’ultima il 29 settembre 2025, che hanno esaminato tutti i file audio agli atti, rilevando solamente dei diverbi tra i due coniugi, frutto di un rapporto conflittuale, in assenza di circostanze penalmente rilevanti e «non una sistematica sopraffazione come richiesto dalla norma incriminatrice». Del pari, nei suddetti articoli, pubblicati con singolare coincidenza il giorno prima della votazione sul referendum, viene omessa la decisiva circostanza che il giudizio di separazione personale tra il Fresa e la moglie si è concluso con un accordo consensuale nel gennaio 2025 che prevedeva, all’esito dell’espletata Ctu, un affidamento condiviso del figlio minore, in quanto rispondente agli interessi del bambino. Accordo la cui validità è stata confermata anche con successivo provvedimento del tribunale civile di Roma in data 5 dicembre 2025, che ha evidenziato l’assenza di criticità tali da dover assumere un provvedimento di modifica delle statuizioni vigenti.In considerazione di quanto sopra, l’omissione di tali elementi essenziali della vicenda ha determinato la diffusione di una rappresentazione dei fatti gravemente lesiva dell’onore, della reputazione e dell’identità personale del dott. Fresa, in violazione dei principi di verità, completezza e continenza che devono presiedere all’esercizio del diritto di cronaca giornalistica.
Avv. Ilenia Guerrieri e Marco Meliti Roma
La risposta della redazione
Con riferimento alla richiesta di rettifica si evidenzia che sul sito della «Verità» sono stati pubblicati due file audio. Uno in formato integrale, trattandosi di conversazioni intrattenute in luogo pubblico alla presenza delle forze dell’ordine, l’altro omissato, però, soltanto nella parte in cui riproduce la voce del minore coinvolto e in cui il dottor Fresa spiega al figlio che la madre sarebbe «la classica straniera morta di fame che viene in Italia, si sposa un ricco e famoso e dopodiché gli rovina la vita e si vuole fottere pure il patrimonio». I lettori hanno quindi potuto acquisire esatta conoscenza di quanto descritto nell’articolo che ha, ovviamente, riportato soltanto i fatti ritenuti rilevanti dal cronista considerata la ben nota funzione pubblica esercitata dal dottor Fresa, il quale, peraltro, secondo quanto riferito dallo stesso magistrato, nel corso di un’ulteriore conversazione non pubblicata sul sito, ha sostenuto di essere titolare di un procedimento penale avente a oggetto violenze su numerosi minori consumate da ecclesiastici e di cui non abbiamo trovato traccia su fonti aperte. Infine, si osserva che nell’articolo, contrariamente a quanto sostenuto nella rettifica, si riportano diffusamente i provvedimenti giudiziari favorevoli al dottor Fresa adottati sia nella sede penale che nella sede civile così come la condanna riportata dal dottor Fresa in sede disciplinare per condotte violente consumate ai danni dell’ex coniuge e ammesse dallo stesso dottor Fresa davanti al Consiglio Superiore della Magistratura.
LV
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