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Da Bill Clinton al principe Andrea: pioggia di foto del pedofilo Epstein
Bill Clinton e Jeffrey Epstein (Ansa)
Tutti alla corte del magnate. Il ministero della Giustizia americano rilascia migliaia di documenti in cui compaiono personaggi come Mick Jagger e Michael Jackson. È guerra tra dem e repubblicani.

Ennesimo capitolo della vicenda di Jeffrey Epstein. Venerdì, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato svariate migliaia di file relativi al finanziere morto suicida nel 2019. Non sono tuttavia mancate le polemiche. A novembre, una legge, approvata quasi all’unanimità dal Congresso e firmata dallo stesso Donald Trump, aveva stabilito che i documenti relativi al caso avrebbero dovuto essere rilasciati entro 30 giorni. La deadline sarebbe quindi stata venerdì scorso, ma il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato soltanto una parte dei file. Il viceprocuratore generale, Todd Blanche, ha infatti affermato che «nelle prossime due settimane» dovrebbero essere divulgate «altre centinaia di migliaia» di fascicoli.

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Dai premi Pulitzer alle passerelle dei vip: l’epidemia woke non è stata debellata
Il Met Gala 2025 a New York (Ansa)
Mentre si urla alle censure repubblicane, la stampa anti Trump fa incetta di riconoscimenti. E il Met Gala osanna il «dandy nero».
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Milano Fashion Week, il bilancio del 2024
N°21 (Getty Images)
  • Secondo appuntamento milanese: 153 eventi, 53 sfilate, 65 presentazioni. Il settore regge nonostante la flessione dei mercati internazionali.
  • I Vip nei parterre: da Jannik Sinner a Anna dello Russo, da Bianca Balti a Linda Evangelista.
  • Armani presenta la collaborazione con 10 Corso Como.

Lo speciale contiene tre articoli.


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Gabriele Pennisi: «Unicità e storia: così conquistiamo i vip»
Madonna e Naomi Campbell indossano due creazioni Pennisi. Nel riquadro, Gabriele Pennisi
Il patron della nota gioielleria milanese che ha come clienti Madonna e Rihanna: «I nostri prodotti sono tutti diversi, impossibile trovarne uno uguale a una festa. Chi ci porta i tesori di famiglia trova discrezione e pagamento immediato: ecco perché ci scelgono».
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Lorenzo Ruzza: «Coi social fatturi, ma se lavori duro»
Lorenzo Ruzza
L’orologiaio che spopola online: «Quest’anno punto a 40 milioni. Mi sono creato da solo, il Web è democratico e meritocratico. Vendo anche pezzi da 400.000 euro, guai a sporcarsi la reputazione: riconosco i falsi a vista».
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