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Dalla perfida Albione al prof di Parma. Elogio Unesco, c’è chi mastica amaro
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Il riconoscimento della nostra cucina Patrimonio dell’umanità ha scatenato i detrattori: c’è il giornalista inglese che la bolla come «bugia» o l’accademico tricolore che sentenzia che il grana sia nato in America.

Ci piace immaginare che lassù, nell’Eden dei sapienti, un profeta e un custode delle tradizioni culinarie e gastronomiche italiane, Pellegrino Artusi e Orio Vergani, seduti a una tavola apparecchiata con tovaglie di Fiandra (in quel paradiso, a differenza di certi ristoranti italiani stellati e no, le tovaglie si usano ancora), abbiano festeggiato il riconoscimento dell’Unesco alla cucina italiana elevata a Patrimonio immateriale dell’umanità. Un Patrimonio che entrambi hanno salvaguardato portando alla sua costruzione immateriali, ma solidi mattoni del sapere, della cultura e dell’amore per il cibo. Ci piace anche immaginare che allo stesso tavolo, a festeggiare, si siano seduti anche due santi: San Francesco Caracciolo, patrono dei cuochi e della cucina italiana, e San Pasquale Baylon, protettore dei pasticcieri che lo considerano l’inventore dello zabaione. Sicuramente i due santi con l’aureola fatta con un’invitante crosticina dorata il primo, con la panna montata il secondo, una spintarella nel momento della decisione a New Delhi, lo scorso 10 dicembre, l’hanno data.

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Per la prima volta la cucina italiana è patrimonio Unesco
La scritta sulla parete del Colosseo per festeggiare il riconoscimento (Ansa)
  • Certificato il valore culturale della tradizione gastronomica. Giorgia Meloni: sono fiera. Il riconoscimento sarà un volano economico.
  • Dopo un surplus di produzione in Nuova Zelanda e Usa, al dicastero dell’Agricoltura è stata raggiunta un’intesa che fissa una nuova quotazione a 54 centesimi al litro per il prezzo del latte.

Lo speciale contiene due articoli

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Sa pompia, l’agrume «mostruoso» che non si mangia ma si trasforma
(Getty)
L’antico frutto, ibrido naturale tra cedro e limone, nasce in Sardegna. Ha una caratteristica buccia bitorzoluta e un diametro che raggiunge i 70 cm. Non si può bere così: il succo è troppo acido. Ma sa diventare dolcissimo.
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«La cucina italiana è da promuovere sia per i nostri consumatori che per la sostenibilità ambientale». Lo ha detto l'Ambasciatore d'Italia a Bruxelles Federica Favi, in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, tenutasi nella capitale belga. «L'ottica di questa settimana è stata quella di combinare riflessioni su salute, commercio e cultura italiana - ha aggiunto Favi - con il grande obiettivo di rendere la nostra cucina patrimonio immateriale dell'Unesco».

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