stefano fava

{{ subpage.title }}

Evapora il caso Palamara. Ma quelli che l’hanno creato sono a difesa del «Sistema»
Luca Palamara (Imagoeconomica)
A Perugia si tiene l’udienza per la revoca del patteggiamento dell’ex capo dell’Anm. Già caduta la corruzione, non resterebbe nulla. Ma l’obiettivo politico è stato centrato.

A Perugia, in queste ore, si sta riscrivendo il cosiddetto caso Palamara, ovvero la storia del suk delle nomine al Csm per cui hanno pagato solo lo stesso Luca Palamara e pochi altri, tra cui l’ex pm di Roma, Stefano Fava, sino al 2019 stimatissimo inquirente, espulso dal Sistema come danno collaterale di un bombardamento a tappeto realizzato con il supporto di alcuni giornali per evitare lo slittamento a destra del parlamentino dei giudici e la nomina a procuratore di Roma della toga moderata Marcello Viola.

Continua a leggereRiduci
I pm hanno sequestrato i cellulari del cancelliere con cui chattavano
Da sinistra: Raffaele Guadagno, Gemma Miliani e Mario Formisano
Dagli atti del procedimento di Perugia emerge il rapporto di confidenza di Raffaele Guadagno con la Miliani e Formisano: gli stessi che lo hanno inquisito. E c’è una chiamata prima della perquisizione...
Continua a leggereRiduci
Ielo, scontro finale con Fava e Palamara
Paolo Ielo (Ansa)
L’aggiunto di Roma attacca il collega coinvolto nel Palamara-gate presentandosi come una toga lontana dai riflettori (ma amata dai giornalisti). E sul suo fantomatico conflitto d’interessi spunta una nuova chat.
Continua a leggereRiduci
Crolla il teorema Centofanti sul complotto
Luca Palamara (Ansa)
Franano le dichiarazioni del lobbista: fu Giuseppe Pignatone ad affidare a Stefano Fava l'indagine sull'imprenditore (che lui stesso frequentava). Luca Palamara corregge il tiro sull'aggiunto Paolo Ielo e incassa il ritiro della querela e della costituzione di parte civile nel processo.
Continua a leggereRiduci
A&A, ex intoccabili come le toghe che li coccolavano

Per anni, nelle procure italiane ci sono stati due intoccabili. Per quante ne combinassero, per quante balle sparassero, per quanto i loro propositi fossero loschi, nessuno - e ribadisco, nessuno - ha avuto il coraggio, la voglia o il potere di fermarli. Così Vincenzo Armanna e Piero Amara, il primo ex funzionario dell'Eni licenziato dall'azienda petrolifera (come prima era stato licenziato dalle Ferrovie), il secondo ex avvocato del cane a sei zampe, anch'egli a un certo punto messo alla porta dai vertici del gruppo, hanno potuto agire indisturbati, diventando in pratica «collaboratori di giustizia», coccolati e ascoltati come oracoli dai pm di diversi uffici giudiziari d'Italia.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy