I due paletti di Conte alla Schlein: «Primarie e programma condiviso»
La segretaria dem, alla festa dell’Unità, non scioglie neanche un nodo sull’alleanza.
La segretaria dem, alla festa dell’Unità, non scioglie neanche un nodo sull’alleanza.
Davanti ai meme che invadono la Rete, i progressisti vanno in tilt, perché la realtà esonda dal recinto di ciò che era lecito dire.
Le analisi post voto in Sassonia-Anhalt sono la fiera della faziosità: ci si lagna di poveri e non istruiti (in teoria protetti dalla sinistra) che hanno scelto la destra. E persino l’alta affluenza diventa un male.
Violenti, nostalgici, antisemiti: gli ultrà di sinistra hanno tutti i difetti attribuiti ai fan della Weidel. E se i giovani dem cantano «ai padroni taglierem la testa», il Pd li difende.
Dalla Scavuzzo a Majorino è partita la sfida al giornalista. Crocevia per il segretario.
I credenti stranieri non si lasciano «decostruire»: sono i compagni a conformarsi a loro.
Il presidente del Pd dà l’ennesima dimostrazione della spocchia progressista. Ecco perché hanno perso i quartieri popolari.
Dopo l’uscita di Speranza, che ha chiesto di annullarle, Delrio rincara la dose: «Non sono un concorso di bellezza». Il presidente dem Bonaccini: «Decideremo in futuro, ma in tutte le democrazie del mondo il capo del governo lo indica il partito che vince».
L’agenda era chiarissima: dividere il mondo in vittime e carnefici per polarizzare una base di consenso, che ha consegnato dei dividendi politici. Ora la vera sfida della destra sarà smantellare quelle posizioni.
Il ritorno alla realtà è complicato per chi negli ultimi anni ha messo davanti ai salari i diritti Lgbt e il clima. Ora Conte fa il qualunquista sulle disuguaglianze, la Schlein mente sulle bollette e Renzi resta ai margini
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