Da M5s e Avs si continua a strizzare l’occhio agli sfascisti no Tav
Sigle e intellettuali di sinistra sono i primi a chiedere il pugno duro di fronte ad azioni estremiste, come l’assalto alla Cgil. Per gli antagonisti, invece, sono solo carezze.
Sigle e intellettuali di sinistra sono i primi a chiedere il pugno duro di fronte ad azioni estremiste, come l’assalto alla Cgil. Per gli antagonisti, invece, sono solo carezze.
Il comune di Fiorano Modenese nega il minuto di silenzio per la vittima di El Koudri accampando ragioni di «regolamento». La Schlein farebbe bene a dissociarsi.
Il sindaco carica: «Meloni parlerà di matrice fascista il 2 agosto?». De Pascale: «Destra violenta». I familiari della vittima del Pilastro: «Non indaghi la polizia».
I compagni pensano che dietro agli assalti al cantiere Tav ci siano entità oscure che sabotano la democrazia. Ma tutto ha origine nei centri sociali, lasciati crescere senza regole e spesso quasi simili a covi di terroristi.
Qualche mese fa la procuratrice generale di Torino, Lucia Musti, aveva puntato il dito contro la «zona grigia» borghese che simpatizza per no Tav e Askatasuna. Come ai tempi delle Br, i violenti hanno ascendente sul mondo dei radical chic.
Il premier rinfaccia a Elly Schlein le frasi dette dopo l’attentato al conduttore: «Democrazia a rischio quando governa la destra». Intanto Sigfrido Ranucci non parla del caso «mafia in Rai»: «Dovevate chiamarmi prima, a “Report” noi ci basiamo sul contraddittorio».
L’ex pm Antonio Rinaudo non usa giri di parole e punta il dito contro Magistratura democratica, i cui appartenenti avrebbero sempre minimizzato gli scontri. Ed Elly Schlein fa la vittima.
A Bologna i centri sociali fan la guerra agli agenti. In Val di Susa i black bloc devastano i cantieri. E in Germania il sangue cancella l’illusione di fondere frange «omo» e pro Pal.
La Conferenza episcopale regionale si sveglia e tuona contro Michele De Pascale. L’ex pm Antonio Rinaudo: «Iniziative locali a rischio incostituzionalità». Malato di Sla ad Antonio Decaro (Puglia): «Visto che non mi curi, fammi morire dove si può».
I pg di Napoli, Catanzaro e Lecce hanno espresso apprensione e il fenomeno tocca tutta l’Italia: in un anno +150% di omicidi commessi da minori. Il governo corre ai ripari, la sinistra li tutela come fossero birichinate.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.