sinistra

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Se la legge salva bimbi non piace, i progressisti non la rispettano
Silvia Salis e Roberto Gualtieri (Imagoeconomica)
I sindaci dem di Genova e Roma, Silvia Salis e Roberto Gualtieri, si scagliano contro il ddl Valditara sul consenso informato e invocano la disobbedienza. Elly Schlein: Pd pronto a mobilitarsi. Chi non si adegua alla visione di sinistra va combattuto.

Non c’è legge che valga se non quella che stabiliscono loro. Non c’è diritto che rilevi se non quello che loro hanno deciso di imporre. La democrazia? Vale soltanto quando loro sono d’accordo, altrimenti si può serenamente trascurare.

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Salis un po’ sceriffa, ma compensa con l’asilo Lgbt
Silvia Salis (Ansa)
Il sindaco di Genova coordina vaste operazioni anti maranza con la municipale e polemizza col governo perché non espelle i clandestini. Poi sfida Valditara sull’educazione sessuo-affettiva: «Noi andiamo avanti».
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Firenze bastona i proprietari di casa: niente Airbnb, nemmeno in periferia
(iStock)
La nuova stretta del sindaco Funaro contro la proprietà privata alimenta la protesta dei cittadini. Paradosso: ci sono fondi che possono continuare a fare locazioni brevi con alloggi per ricchi. A pochi passi dal Duomo.

Non le bastava il primato per le norme più restrittive d’Italia sugli affitti brevi. Sara Funaro, il sindaco piddino di Firenze, che ha vinto nella città di Matteo Renzi nonostante l’ostracismo dell’ex premier, aveva promesso di più. Di allargare quelle norme oltre il perimetro del centro storico, oltre l’area Unesco.

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L’immigrazione serve agli schiavisti. Ora lo sanno pure Saviano e Gramellini
Roberto Saviano e Massimo Gramellini (Ansa)
Dopo aver predicato accoglienza, le due penne benpensanti si accorgono che gli stranieri vengono sfruttati da altri stranieri.

Toh, guarda: ci sono i lavoratori sfruttati. E sono stranieri. E poi ci sono i caporali. Pure loro stranieri. E poi ci sono i caporali stranieri che schiavizzano i lavoratori stranieri. Che li massacrano. E perfino li bruciano, quando osano ribellarsi alla schiavitù. Signora mia, chi l’avrebbe detto mai?

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La tribù progressista caccia De Luca. Ma come in Urss «non c’è censura...»
Erri De Luca (Imagoeconomica)
Lo scrittore, prima eroe per le posizioni pro Kiev e No Tav, epurato dal festival letterario di Salerno perché disallineato dal pensiero unico anti Israele. Lui incassa la purga, i direttori artistici nascondono la mano.

L’aspetto più suggestivo di tutta questa storia surreale è senz’altro il modo in cui i vari protagonisti sono stati costretti a destreggiarsi con il linguaggio.

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