Siamo alle solite. Se la Chiesa parla di temi economici, sociali, ecologici, dei flussi migratori esprimendo, nella maggior parte dei casi, critica al governo allora l’opposizione applaude ed è contenta perché pensa di trovare nella Chiesa un alleato per la ricerca del consenso. Se la Chiesa, invece, si occupa di questioni etiche, biotica e dei cosiddetti valori rinunciabili, allora non va più bene.
L’ultima occasione è stata la contestazione di una iniziativa del vescovo diocesano di Sanremo, consistente nella decisione di dedicare una campana ai «Bimbi non nati» (cioè ai bimbi non nati a causa dell’aborto), e di suonarla ogni giorno alle 20 come monito «alla coscienza, alla preghiera e alla misericordia», come ricorda un comunicato della diocesi.
La campana che risuona contro l’aborto scatena la furia del centrosinistra, che contesta il vescovo Antonio Suetta e bolla la stessa campana come campana dell’«accusa».
A intervenire per primo, come ci informa l’Ansa, è il consigliere comunale del Pd di Imperia, Edoardo Verda: «Una scelta che non parla di cura né di ascolto, ma di colpa», ha detto Verda. «Una scelta che trasforma il dolore in simbolo e il simbolo in accusa. Un’intrusione insopportabile in una sfera che non riguarda la religione, ma l’autodeterminazione delle donne».
Ma guarda un po’ questo Verda, medico ma anche teologo ed esperto di Dottrina dello Stato. Quante competenze! Su queste ultime magari non farebbe male una ripassata. «Una sfera che non riguarda la religione». E chi l’ha stabilito, il dottor Verda? Il Pd di Sanremo? Il Pd nazionale?
Chi ricorda il dottor Verda che per lui e i suoi colleghi è prevista l’obiezione di coscienza, cioè qualcosa che attiene alla morale personale, e, di conseguenza, può legittimamente essere oggetto dell’insegnamento della Chiesa, come di altre religioni, che non interferiscono con le leggi dello Stato ma riguardano la libertà di scelta personale?
Verda aggiunge: «Ritengo fondamentale che la salute non è, e non può essere, un terreno di battaglia ideologica. La legge 194 non è cultura della morte… Non è accettabile che una conquista di libertà così importante venga delegittimata da simili iniziative colpevolizzanti. Il rintocco di quella campana non porta conforto, ma alimenta una battaglia ideologica sulla pelle delle persone, calpestando il rispetto dovuto alle storie e alle sofferenze di ognuno».
Ma a nome di chi parla? Di tutta Sanremo? Di tutta Italia? Dell’Europa? Del mondo? No, perché immagino che non sfugga al medico di Sanremo che ognuno giudica secondo la propria morale e quella campana suona per i credenti. Non è come quella di Hemingway che suona anche per lei, pregiatissimo medico consigliere Verda.
Per l’ex candidata sindaca di Ventimiglia, Maria Spinosi (lista civica di centrosinistra Ventimiglia progressista), «la campana dell’accusa risuona contro un diritto delle donne. È un atto pubblico, simbolico e reiterato che carica lo spazio cittadino di un giudizio moralistico e accusatorio contro un diritto riconosciuto dallo Stato: l’interruzione volontaria di gravidanza». Solita pappa, solita storia.
Vede, dottor Verda, in questa occasione non importa come la penso o come la pensa lei o la sua collega di schieramento Spinosi. Conta che io, lei e la Spinosi abbiamo il diritto di criticare l’operato della Chiesa non in nome del diritto ma delle nostre convinzioni personali, siano esse ideologiche, morali o religiose. In Italia l’aborto è regolato da una legge dello Stato che, al momento, non è in discussione, e non dalla morale della Chiesa, che da sempre è contraria all’aborto.
Liberi tutti di pensare ciò che vogliono. Libero il vescovo diocesano di Sanremo di suonare le campane. Per chi provasse fastidio, il Comune potrebbe fornire gratuitamente ai cittadini sanremesi dei tappi acustici da posizionare a pochi minuti dalle 20. O magari offerti direttamente dal Pd.







