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PERICOLO ROSSOVERDE
Manifestanti bloccano la strada del Brennero (Getty Images)

Nel giorno delle proteste contro il traffico sull’Autostrada del Brennero, attacco terroristico alle centraline Fs nel Veronese: bloccati pure i treni. I sospetti sugli ambientalisti «radicali» e sugli anarchici. Un’alleanza magari non voluta però ad alto rischio. E a Firenze Avs ed ecologisti tifano espressamente per l’esproprio delle case sfitte.

La conquista più importante dell’Unione europea è la caduta delle barriere. Nei Paesi che appartengono alla Ue non sono più necessarie le dogane e ogni cittadino può circolare liberamente, e anche le merci transitano senza ostacoli. Ma ai Verdi tutto ciò non piace. O per lo meno: a parole sono favorevoli all’unificazione e agli Stati Uniti d’Europa, ma poi in pratica vorrebbero limitare il flusso di auto e camion. Per questo, ieri, è stata chiusa l’autostrada del Brennero: 2.000 Verdi austriaci hanno inscenato una manifestazione bloccando il traffico sull’autostrada che congiunge il Nord Italia con il Nord Europa. Nonostante l’invasione della sede stradale fosse annunciata, una serie di famigliole di ritorno dalle vacanze nel nostro Paese e dirette a casa, in Germania e non solo, sono state costrette a invertire la marcia per trovare una sistemazione almeno per la serata di ieri. Ma cosa vuole chi protesta contro l’A22?

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Socialisti con i soldi degli altri
Pedro Sánchez (Ansa)
Dopo i guai di José Luis Zapatero, la Guardia Civil perquisisce la sede del partito di Pedro Sánchez a Madrid a caccia di prove su finanziamenti illeciti. L’idolo di Elly Schlein però s’incolla alla poltrona. A New York il sindaco Zoran Mamdani, in stile Ilaria Salis, vuol requisire le case a chi le tiene chiuse. In Francia la macroniana presidente della Corte dei Conti studia il prelievo sui depositi bancari per tappare il buco sanitario.

Parafrasando la frase del celebre filosofo di Zagarolo, alias Stefano Ricucci, fanno tutti i socialisti con i soldi degli altri. Anzi, rimaneggiando l’aforisma attribuito a Pietro Nenni sui puri che trovano sempre qualcuno più puro che li epura, si potrebbe dire che dietro qualcuno che si proclama puro c’è sempre qualcuno che ti depura, nel senso che ti alleggerisce di qualche cosa. A volte mettendo direttamente le mani in tasca, altre volte nascondendo le proprie intenzioni dietro nobili ideali, ma sempre dando sonore fregature al prossimo.

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Bomba rossoverde sul ponte degli italiani
(Ansa)
L’ennesimo sciopero dei trasporti va in scena ovviamente di venerdì, nel primo appuntamento ghiotto per il turismo. Il motivo? Di tutto un po’: da Gaza ai decreti Sicurezza fino all’emergenza abitativa. E sabato gli ambientalisti bloccheranno il Brennero.

C’è una bomba sul ponte. No, stavolta non parliamo del rischio terrorismo, anche se c’è comunque da aver paura. Non parliamo di esplosioni materiali né di ordigni jihadisti, anche se i danni rischiano di essere ingenti. E la bomba non colpirà né Ponte di Rialto né Ponte Vecchio: a essere colpito sarà «solo» il ponte del 2 giugno.

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Socialisti con i soldi degli altri
Pedro Sánchez (Ansa)
Dopo i guai di José Luis Zapatero, la Guardia Civil perquisisce la sede del partito di Pedro Sánchez a Madrid a caccia di prove su finanziamenti illeciti. L’idolo di Elly Schlein però s’incolla alla poltrona. A New York il sindaco Zoran Mamdani, in stile Ilaria Salis, vuol requisire le case a chi le tiene chiuse. In Francia la macroniana presidente della Corte dei Conti studia il prelievo sui depositi bancari per tappare il buco sanitario.

Parafrasando la frase del celebre filosofo di Zagarolo, alias Stefano Ricucci, fanno tutti i socialisti con i soldi degli altri. Anzi, rimaneggiando l’aforisma attribuito a Pietro Nenni sui puri che trovano sempre qualcuno più puro che li epura, si potrebbe dire che dietro qualcuno che si proclama puro c’è sempre qualcuno che ti depura, nel senso che ti alleggerisce di qualche cosa. A volte mettendo direttamente le mani in tasca, altre volte nascondendo le proprie intenzioni dietro nobili ideali, ma sempre dando sonore fregature al prossimo.

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De Luca e De Gregori ora le suonano alla sinistra dei dogmi su Gaza e Iran
A sinistra, Francesco De Gregori. A destra, Erri De Luca (Ansa)
Scrittore e cantautore attaccati solo perché non si sono accodati ai mantra progressisti. E così gli amici sono diventati dei fascisti.

Un uno-due micidiale. Ad opera del duo De-De. Con i duri & puri - oi aristoi, i migliori per definizione, gli eticamente superiori, gli unici depositari della verità - finiti al tappeto. La prima botta gliel’ha inferta Erri De Luca su Israele e dintorni.

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