La risoluzione contro il riarmo mette a nudo le due anime dem
Buona parte dei parlamentari è contraria. Alla fine con un escamotage si evita il voto.
Buona parte dei parlamentari è contraria. Alla fine con un escamotage si evita il voto.
Tutti contro Giuseppe Conte: i centristi pensano di arruolare il suo arcinemico Draghi, i riformisti democratici scalpitano. La Schlein è al bivio: o strappa o s’inchina. Ma è chiaro che un’alleanza elettorale non si tradurrebbe in una maggioranza di governo stabile.
Genova «delibera» per non far lavorare i corrieri nelle ore più calde. Ma è solo un invito, che non obbliga le piattaforme di delivery. Insorgono le sigle sindacali e attaccano il Comune, accusandolo di fare solo propaganda e non mettere in atto misure concrete.
Per la corsa a guidare Milano è pronta anche la figlia di Cossutta (Avs). Ma Majorino teme di perdere voti nella sfida con Calabresi e briga per estromettere la concorrenza.
Il presidente: «Adattare leggi a singoli casi è l’abdicazione dello Stato». Il fratello dell’orefice: «Tante norme cambiate per i politici».
Il fondatore del Movimento 5 stelle: «Sblocchiamo un ricordo». L’opposizione intanto litiga su Ucraine e Safe.
Sigle e intellettuali di sinistra sono i primi a chiedere il pugno duro di fronte ad azioni estremiste, come l’assalto alla Cgil. Per gli antagonisti, invece, sono solo carezze.
Il comune di Fiorano Modenese nega il minuto di silenzio per la vittima di El Koudri accampando ragioni di «regolamento». La Schlein farebbe bene a dissociarsi.
Il sindaco carica: «Meloni parlerà di matrice fascista il 2 agosto?». De Pascale: «Destra violenta». I familiari della vittima del Pilastro: «Non indaghi la polizia».
I compagni pensano che dietro agli assalti al cantiere Tav ci siano entità oscure che sabotano la democrazia. Ma tutto ha origine nei centri sociali, lasciati crescere senza regole e spesso quasi simili a covi di terroristi.
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