Mi indigno, ergo sum: il moralismo di sinistra è ormai peggio di una religione
Un saggio ricostruisce la tendenza progressista a dividere il mondo in buoni e cattivi.
Un saggio ricostruisce la tendenza progressista a dividere il mondo in buoni e cattivi.
Tra i firmatari dei 30 ricorsi alla Consulta pure giornalisti, scrittori e attrici di sinistra.
Da Di Maio a Bonino, fino a Ruffini e Gabrielli: il Centro democratico torna utile a chi cerca una scorciatoia per candidarsi senza raccogliere le firme. Così Tabacci è diventato il simbolo di chi cerca una poltrona in Parlamento.
Approvata la nuova legge elettorale. Campo largo nei guai: è senza leader. Invece di cercarlo, Schlein e Conte si insultano e attaccano il governo con slogan falsi.
Beppe Sala ha consegnato intere aree popolari di Milano a gruppi esteri. Gualtieri, a Roma, si affanna per comprare l’edificio dello Spin Time. I progressisti stanno con tutti tranne che con i piccoli proprietari.
Il «faro» della Schlein, Pedro Sánchez, ha aperto le porte a milioni di stranieri, gonfiando il Pil ma deprimendo i salari e facendo esplodere la crisi immobiliare. Anziché riconoscere i suoi errori, «Repubblica» dà voce ai compagni che sperano che pure qui si scenda in piazza.
La nuova retorica: riscoprire la vocazione «sociale» del progressismo. Al potere per lustri hanno distrutto welfare, salari, occupazione: ora fingono di volerli sistemare.
Il senatore di Fdi: «Da Salis e Landini parole inaccettabili. L’ordine dei medici tace sui colleghi che falsificano i certificati dei migranti. Eppure era spietato sui vaccini».
Franco Gabrielli si candida con il movimento di Ernesto Ruffini e promette di allargare il centrosinistra. Una carriera tra polizia e servizi segreti, dalle polemiche sui Casamonica al caso Ramy: «Voglio rendere più largo il centrosinistra».
Vincenzo De Luca: «C’è disagio a parlare di sicurezza». Pierfrancesco Majorino: «Abbiamo favorito i fondi».
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