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La sinistra strilla ma ha avuto ciò che voleva

La sinistra strilla ma ha avuto ciò che voleva
Beppe Sala (Getty Images)
Il sindaco milanese, che si oppose a un convegno sulla remigrazione, invoca espulsioni una volta compreso che i balordi clandestini hanno reso la città un far west. Gli editorialisti progressisti martellano il governo: ma siamo qui grazie a politiche sui flussi care a loro.

Beppe Sala, sindaco di Milano, è sul piede di guerra e affila le spade della polemica. Se la prende con il governo dopo il brutale omicidio di Aurora Livoli, per cui è fortemente indiziato un peruviano di 57 anni, Emilio Gabriel Valdez Velazco, che aveva già commesso almeno altre tre violenze sessuali e aveva altri precedenti penali per rapina aggravata. Sala, furibondo, dichiara alla stampa che Velazco «aveva ricevuto un foglio di via nel 2024, ma non era stato eseguito perché ritenuto inidoneo a stare in un Cpr. Di fatto è risultato idoneo ad ammazzare una ragazza; si continua a blaterare su rimpatri, remigration, ma nella realtà non succede nulla, chi commette un crimine piccolo o grande deve pagare una pena».

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Le ragioni (reciproche) per ricucire
Un' immagine di archivio della base Usaf di Aviano (Ansa)
Il mercato nordatlantico è prezioso, ma pure noi siamo strategici per Washington: per lo sbocco mediterraneo, per le basi, nonché per la cooperazione su Difesa e spazio.

Le critiche di Donald Trump a Giorgia Meloni rappresentano un terremoto politico notevole: un terremoto che chiama direttamente in causa i rapporti tra Stati Uniti e Italia. Parliamo di una relazione antica, che - al di là delle questioni contingenti - poggia su basi solide.

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Oltre Trump si staglia l’incubo di vincoli Ue e volenterosi. E ora rispunta la «Nato europea». Cioè a trazione tedesca (o di Kiev?).

Diciamoci la verità: l’attacco personale è il primo favore politico che Donald Trump fa a Giorgia Meloni da quando è arrivato alla Casa Bianca. Per quasi un anno e mezzo, la presidente del Consiglio ha dovuto difendersi dall’accusa di essere subalterna all’uomo che prima ha messo a repentaglio le nostre esportazioni con i dazi, poi ha maltrattato gli alleati storici, ha minacciato l’indipendenza della Groenlandia e, infine, ha trascinato il mondo sull’orlo della peggior crisi energetica dagli anni Settanta. La prospettiva di una rottura con l’America, però, non è una buona notizia.

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Il Trump furioso fa bene alla Meloni
Giorgia Meloni (Ansa)
Difendendo il Papa e scaricando Stati Uniti e Israele, il governo si sintonizza di nuovo con l’opinione pubblica. Per Mannheimer il capo dell’esecutivo salirà al 45%.

Il giorno dopo l’attacco di Donald Trump, Giorgia Meloni si sveglia con la piacevole sensazione di essere di nuovo pienamente sintonizzata con l’opinione pubblica italiana.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 16 aprile

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 16 aprile con Carlo Cambi

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