rock

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«Il più rock di tutti i tempi? Beethoven. In Italia i testi contano più che all’estero»
Domenico Paganelli
Il direttore artistico Domenico Paganelli: «I ragazzi di oggi hanno disimparato a possedere gli album. Ai giovani dico sempre: “Non prostituite la vostra musica a logiche di mercato”».

Dal cilindro magico della musica fuoriesce un profluvio di brani che ci catturano o ci hanno catturato. Canzoni leggere? Testi impegnati? In fondo poco importa. Ci hanno raggiunto, interessato, immalinconito o rasserenato. Tuttavia, esiste un teorema in base al quale spiegare il successo o l’insuccesso di una canzone?

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Love, peace & Hitler. L’ignota passione delle grandi rockstar per il Terzo Reich
John Lennon e la cover del libro di Daniel Rachel (Getty Images)
Un saggio riscrive la storia della musica: Lennon si ritraeva come il Führer e Clapton amava il superconservatore Powell.

L’ultimo è stato Fedez: dichiarando di preferire Mario Adinolfi ad Alessandro Zan e scaricando il mondo progressista che ne aveva fatto un opinion leader laburista, il rapper milanese ha dimostrato per l’ennesima volta quanto sia avventata la fiducia politica riposta in un artista. Una considerazione che vale anche retrospettivamente. Certo, la narrazione sul rock come palestra delle lotte per i diritti è consolidata. Non di meno, nasconde zone d’ombra interessanti.

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«Papà Little Tony non era mai con me. Ma oggi porto in giro i suoi successi»
Little Tony con la figlia in una foto d'archivio (Getty Images). Nel riquadro, Cristiana Ciacci in una immagine recente
Cristiana Ciacci unica figlia dell’Elvis italiano e la sofferenza per la separazione dei genitori: «Seguire lui ai concerti era il solo modo per stargli vicino. Mamma lo lasciò prima che nascessi. Lei era hostess. E io stavo con le tate».
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Antonio Staglianò: «Pure con una canzone di Sanremo si può fare della buona teologia»
Antonio Staglianò (Ansa)
Il presidente della Pontificia accademia che studia la natura di Dio: «I miei libri sulla musica pop non sono semplici schitarrate di un vescovo. L’inferno esiste, ma a decidere se andarci o meno siamo noi».
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«Grazie a Instagram oggi suono coi miei eroi. Io influencer? Mai»
Matteo Mancuso (Paolo Terlizzi/Sixhats Studio)
Il chitarrista siciliano Matteo Mancuso osannato da Steve Vai: «Per chi fa musica strumentale gli Usa sono un sogno. La tecnica è solo un mezzo».
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