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Paralisi dopo Pfizer: ottiene indennizzo a vita
(Imagoeconomica)
Ministero della Salute condannato a versare un assegno bimestrale da 1.600 euro a un siciliano di 58 anni. L’uomo, dopo la seconda dose fatta nel 2021, non muove più un braccio. Il legale: «Il dicastero rigetta a tappeto le domande e fa di tutto per negare il rimborso».

Il giudice del Lavoro del Tribunale di Agrigento, Pietro Mastrorilli, ha condannato il ministero della Salute a corrispondere l’indennizzo a un cinquantottenne con il braccio paralizzato dopo due dosi di vaccino Pfizer. «La domanda va accolta sulla scorta della verosimile probabilità, quanto meno di un nesso concausale e per l’effetto», si legge nella sentenza del 15 gennaio scorso.

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Ci tocca pure pagare Carola Rackete
Carola Rackete (Ansa)
Il tribunale di Palermo dà ragione a Sea Watch che ha contestato i mesi di stop dopo che Carola forzò il blocco italiano. Meloni furiosa: «I magistrati premiano chi si vanta di non rispettare la legge?».

Oltre 76.000 euro di risarcimento per il fermo disposto nei confronti della nave Ong che nel giugno 2019 forzò un divieto del governo gialloverde ed entrò in porto a Lampedusa con 43 migranti a bordo, speronando una nave da guerra della Guardia di finanza. Nel caso della Sea Watch 3 la magistratura riconosce alla nave del comandante Carola Rackete le spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre 2019: costi portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva (per 76.181 euro, più rivalutazione e interessi) e spese legali (quantificate in 14.103 euro). È il conto presentato dai giudici del tribunale civile di Palermo alla prefettura di Agrigento, al ministero dell’Interno, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e al ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Giudici pro Ong scatenati: raffica di sentenze
Carola Rakete (Getty)
Dopo il maxi risarcimento disposto per Sea Watch 3, ieri è stato revocato il provvedimento di fermo della Sea Watch 5. Annullate anche le sanzioni comminate alla Geo Barents di Medici senza frontiere. Ignazio La Russa: «Su Carola Rackete una decisione abnorme».

«Il provvedimento di fermo della Sea Watch 5 è stato revocato. Ieri (l’altro ieri, ndr) il tribunale di Catania ha deciso di sospendere il provvedimento di fermo di 15 giorni e la relativa multa. Presto torneremo nel Mediterraneo centrale»: esulta così sui social la Ong Sea Watch, mai come in questi giorni sotto i riflettori della cronaca e al centro del dibattito politico sul referendum sulla giustizia, dopo la notizia del maxi risarcimento per il fermo di un’altra loro nave, la Sea Watch 3.

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Ci tocca pure pagare Carola Rackete
Carola Rackete (Ansa)
Il tribunale di Palermo dà ragione a Sea Watch che ha contestato i mesi di stop dopo che Carola forzò il blocco italiano. Meloni furiosa: «I magistrati premiano chi si vanta di non rispettare la legge?».

Oltre 76.000 euro di risarcimento per il fermo disposto nei confronti della nave Ong che nel giugno 2019 forzò un divieto del governo gialloverde ed entrò in porto a Lampedusa con 43 migranti a bordo, speronando una nave da guerra della Guardia di finanza. Nel caso della Sea Watch 3 la magistratura riconosce alla nave del comandante Carola Rackete le spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre 2019: costi portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva (per 76.181 euro, più rivalutazione e interessi) e spese legali (quantificate in 14.103 euro). È il conto presentato dai giudici del tribunale civile di Palermo alla prefettura di Agrigento, al ministero dell’Interno, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e al ministero dell’Economia e delle Finanze.

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L’ultimo schiaffo sui controlli a Crans: «Non effettuati per carenza di fondi»
L'ingresso de Le Constellation a Crans Montana (Ansa)
L’ex responsabile municipale per la sicurezza, interrogato, accampa scuse surreali: scarsità di risorse e guai con i computer avrebbero impedito le verifiche al Le Constellation, in uno dei cantoni più ricchi di Svizzera.

I controlli antincendio non venivano eseguiti perché mancava il personale, i fondi stanziati dal Comune non erano sufficienti e il gestionale che doveva mandare agli impiegati pubblici gli alert per le scadenze delle verifiche, era fuori uso. E lo è rimasto per anni.

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