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Jerry Calà: «Soltanto qui in Italia la parola “comico” è un po’ dispregiativa»
Jerry Calà (Getty Images)
L’attore: «I ragazzi che scoprono i miei film mi chiedono se non avevo paura a dire battute che adesso non si possono più fare».

Marco Ferreri, il più enigmatico regista italiano, soffriva d’insonnia. Trascorreva varie notti a vedere i film con Jerry Calà. In un’intervista tv antecedente al 1993 osservò: «Calà mi piace». Infatti, colui che consacrò Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Gérard Depardieu, volle proprio il Gatto emerso nel 1977 a Non stop, come protagonista di Diario di un vizio. Tuttavia, l’apice della «libidine» per l’attore siciliano, classe 1951, trasferitosi prima a Milano e poi, dopo la prima media, definitivamente a Verona, si verificò al Festival del cinema di Berlino.

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Fabio Ferrari: «Una serie tv mi ha reso famoso. E questo non piaceva a mia mamma»
Fabio Ferrari (Getty Images)
Il figlio dei due grandi attori Paolo Ferrari e Marina Bonfigli: «Lei era una dura e pura del teatro, il successo che ho raggiunto con “I ragazzi della 3 C” non le garbava. I fratelli Vanzina sapevano fotografare il mondo».
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Pupi Avati: «Il cinema laicizzato elimina chi va in chiesa»
Pupi Avati (Getty Images)
Il regista di 84 anni: «Nel mio ultimo film un attore ci va a pregare dopo una brutta notizia. Per una scena simile dobbiamo tornare a “Don Camillo”. I premi David? Per certa gente non esisto. Ma non mi fermo: essere emarginato da coloro che non stimo dà forza».
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«Su Dalla Chiesa ho capito una cosa. Il rivoluzionario vero è stato lui»
Sergio Castellitto interpreta Carlo Alberto Dalla Chiesa (Ansa/Rai)
Sergio Castellitto interpreta il generale nella docu-fiction Rai: «Quando ero un giovane cittadino lo ammiravo. Fu il capo dell’antiterrorismo ma anche padre per i suoi ragazzi. La famiglia è una necessità fondante».
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Diego Abatantuono: «Da “terrunciello” non tollero i furbetti di sussidi e bonus»
Diego Abatantuono (Getty Images)
L’attore: «Questo è ancora il Paese di Ugo Tognazzi che spiega i trucchi per fregare i vigili. Poco cinema italiano? Gli esercenti delle sale preferiscono fare i soldi con i film Usa».
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