prosecco

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«Brutto precedente se l’Australia potrà produrre Prosecco»
Nel riquadro, Sandro Bottega (IStock)
L’imprenditore Sandro Bottega: «L’intesa Ue ci penalizza, invece lo Champagne è tutelato. Servono sgravi per far fronte allo stop delle spedizioni».
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Ursula brinda alla faccia nostra con l’ok al «Prosecco» australiano
Ursula von der Leyen (Getty Images)
Bruxelles sigla l’ennesimo accordo che ci sfavorisce: i produttori dell’isola potranno chiamare il loro vino come quello veneto. Lo stesso vale per il «Parmesan». In cambio, il taglio dell’export di carne di agnello e manzo.

Ormai Ursula von der Leyen è intenzionata a passare alla storia come colei che ha svenduto l’agroalimentare europeo per far fare quattrini alle industrie automobilistiche tedesche prendendosi una rivincita commerciale su Donald Trump che a nostra signora dell’Unione non sta affatto simpatico.

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Il Prosecco ha vinto una battaglia. Ma il vino perde la guerra col green
(IStock)
Le bollicine italiane sono riuscite a difendersi dall’assalto dei croati in sede europea, tuttavia i costi indotti dalle follie ecologiste rendono difficile la produzione: in Francia hanno cominciato a sradicare i filari di viti.
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«È merito del Prosecco se adesso le bollicine si bevono tutto l’anno»
Giancarlo Moretti Polegato (Villa Sandi)
Il presidente di Villa Sandi Giancarlo Moretti Polegato: «Nel 2021 cresciuti del 33%: crisi sconfitta col digitale. Bisogna incrementare le strutture per il turismo del vino».
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Non ci siamo opposti alla richiesta di registrare il vino balcanico che ci può fare concorrenza sleale. Il Carroccio in rivolta.
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