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Fatturato record per l’azienda guidata da Del Fante che nel trimestre ha consegnato 89 milioni di pacchi con tariffe in calo: profitti in crescita del 3%. L’operazione sul gruppo di tlc si chiuderà entro settembre.

C’era una volta il vecchio ufficio postale. Quello delle raccomandate, dei bollettini premarcati, delle file allo sportello e dei portalettere con la borsa di cuoio consumata dalla pioggia. Adesso Poste Italiane vuole fare la compagnia telefonica, la banca di quartiere, il corriere dell’e-commerce, il venditore di energia e persino la piattaforma digitale nazionale.

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Matteo Del Fante, ad di Poste Italiane (Ansa)

«Non esiste al mondo un prodotto così diffuso e delle dimensioni del risparmio postale», ha dichiarato Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, a margine dell’evento «Risparmio Postale: da 150 anni la forza che fa crescere l’Italia», a cui ha presenziato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Come l’ha definito il Presidente della Repubblica, si tratta di un risparmio circolare: sono 27 milioni i risparmiatori postali», ha spiegato ai giornalisti Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti.

Poste da record. Ora l’integrazione con Tim
Matteo Del Fante (Imagoeconomica)
Nel primo trimestre, per il gruppo ricavi a +5% e utile netto in crescita del 19%. Paga la scelta di creare un ecosistema integrato di servizi che va dai pacchi all’energia e alle Tlc. L’ad: «Il progetto Polis va a gonfie vele. Noi più consegne di tutti gli altri insieme».
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Tim accetta 700 milioni per Sparkle. Il mercato crede all’arrivo di Poste
Pietro Labriola (Ansa)
Sì del cda alla proposta di Mef e Retelit. Su del 3% i ricavi grazie a domestico e Brasile.
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