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Allontana la bimba dalla sua mamma. Per il giudice la stava solo salvando
(iStock)
A Perugia un gambiano strappa una bambina dalle mani della madre mentre è in attesa dell’autobus. Fermato, le scatta delle foto. Accolta la ricostruzione dello straniero: «La piccola si trovava in pericolo».
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Dopo i casi a Perugia e Napoli, spuntano legali spiati a Torino. Oggi il presidio di protesta
(Ansa)
Stamattina manifestazione nazionale dell’Unione Camere penali nel capoluogo umbro in seguito allo «sciopero» delle udienze. Intercettati i difensori di attivisti di Askatasuna.

Dall’8 giugno gli avvocati penalisti si astengono dalle udienze in segno di protesta per la vicenda sollevata dall’avvocato Alessandro Cannevale su questo giornale, ovvero «la registrazione illegittima» di settanta colloqui intercorsi tra una dozzina di legali e alcuni detenuti del carcere perugino di Capanne.

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Avvocati pedinati e spiati in Tribunale
Il Tribunale di Napoli

Dalle informative dei carabinieri emerge un sistema di controllo dei colloqui tra legali a margine delle udienze. Ira dei penalisti che hanno già annunciato cinque giorni di sciopero.

Tre avvocati sono stati controllati e fotografati insieme con il fratello di un imputato di camorra e un paio di testimoni. Poi quelle immagini sono finite in un’informativa destinata alla Procura di Napoli, che sta provando a farla acquisire dal Tribunale in un processo di criminalità organizzata. Ma che cosa hanno fatto i legali per subire questo trattamento? L’abboccamento si è svolto in qualche covo segreto? Assolutamente no. L’incontro che ha suscitato l’attenzione degli investigatori è avvenuto in Tribunale, a margine di un processo e i tre difensori erano con il famigliare di un cliente fuori dall’aula dove si teneva l’udienza. Ecco un altro caso di avvocati ascoltati (di uno dei tre è stata depositata un’intercettazione), ma anche seguiti e fotografati.

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La Procura «riabilita» Palamara: «Ora voglio rimettermi la toga»
Luca Palamara (Ansa)
L’ex magistrato chiede d’annullare il patteggiamento per traffico d’influenze, Cantone dà l’ok. «La mia radiazione non più attuale».

Un altro punto a favore di Luca Palamara. Ieri, nell’udienza davanti al giudice di Perugia, Natalia Giubilei, la difesa dell’ex presidente dell’Anm ha chiesto la revoca del patteggiamento e la Procura guidata da Raffaele Cantone ha espresso parere favorevole, visto che il fatto che gli era stato contestato non è più considerato illecito a seguito della riformulazione del reato di traffico di influenze. Il giudice si è riservato di decidere. Ma Palamara è già pronto a tornare in campo.

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Evapora il caso Palamara. Ma quelli che l’hanno creato sono a difesa del «Sistema»
Luca Palamara (Imagoeconomica)
A Perugia si tiene l’udienza per la revoca del patteggiamento dell’ex capo dell’Anm. Già caduta la corruzione, non resterebbe nulla. Ma l’obiettivo politico è stato centrato.

A Perugia, in queste ore, si sta riscrivendo il cosiddetto caso Palamara, ovvero la storia del suk delle nomine al Csm per cui hanno pagato solo lo stesso Luca Palamara e pochi altri, tra cui l’ex pm di Roma, Stefano Fava, sino al 2019 stimatissimo inquirente, espulso dal Sistema come danno collaterale di un bombardamento a tappeto realizzato con il supporto di alcuni giornali per evitare lo slittamento a destra del parlamentino dei giudici e la nomina a procuratore di Roma della toga moderata Marcello Viola.

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