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Israele bombarda di nuovo il Libano
Ansa
Tel Aviv accusa Hezbollah di aver violato la tregua e riprende i raid nel Sud. Ucciso un soldato Idf. Herzog non intende graziare Bibi ma preme per un’intesa con la Procura.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato una serie di attacchi energici per colpire con vigore gli obiettivi di Hezbollah in Libano, mettendo in discussione la tregua, prolungata di tre settimane. La mossa di Tel Aviv è arrivata dopo una serie di lanci di razzi e droni da parte della milizia sciita verso il Nord di Israele e le truppe israeliane stanziate nel Sud del Libano.

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Netanyahu non perde il vizio: altri attacchi in Libano
Attacco israeliano nel Sud del Libano il 10 aprile 2026 (Ansa)
Israele, malgrado il pressing della Casa Bianca e l’ok ai negoziati diretti con Beirut, sgancia ancora missili sul Paese: «Siamo in guerra. Colpiti terroristi». Martedì il primo incontro a Washington. Hezbollah al governo libanese: «Basta concessioni gratuite al nemico».

Nessun cessate il fuoco, ma uno stato di guerra, questa è la fotografia della situazione in Libano stando alle parole del generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane. Tutto mentre continuano incessantemente le operazioni dell’esercito di Tel Aviv che ritengono il Paese confinante come il loro principale teatro operativo.

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Netanyahu devasta Beirut e colpisce i soldati italiani
Beirut dopo il raid dell'Idf (Ansa)
Raid brutali dell’Idf: 112 morti e 837 feriti. Tel Aviv si giustifica: «Il Libano è fuori dai patti». E per Trump sono solo «scaramucce». Nella furia, spari contro un nostro convoglio Unifil. Ira della Meloni: «Israele chiarisca». Convocato alla Farnesina l’ambasciatore.

Beirut in fiamme, 100 obiettivi centrati in dieci minuti, 112 morti e 837 feriti a salire. Sono il costo di una precisazione. Sta nell’ultima riga di un comunicato, quel «il Libano è escluso» (dalla tregua) con cui Benjamin Netanyahu prende le distanze dalla svolta diplomatica di Donald Trump e si tiene le mani libere per completare il lavoro contro Hezbollah.

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Raid israeliano a Beirut: ucciso il capo militare di Hezbollah
Militanti di Hezbollah trasportano la bara di una delle vittime il 24 novembre 2025 a Beirut (Getty Images)
L’attacco a Dahiyeh ha ucciso Haytham Ali Tabatabai e altre cinque persone, ferendone 28. Il governo libanese ribadisce la volontà di disarmare Hezbollah e rilancia la diplomazia con Israele e la comunità internazionale per garantire sicurezza e pace nel Paese.


L’ultimo raid israeliano su Beirut ha colpito il quartiere di Dahiyeh, nel Sud della capitale libanese. L’obiettivo era il capo di Stato maggiore di Hezbollah, Haytham Ali Tabatabai che è stato ucciso all’interno dell’appartamento che utilizzava come quartier generale. Il complesso abitativo colpito si trova nell’area di Haret Hreik, un sobborgo periferico, storicamente controllato dal partito filo-iraniano fondato da Hassan Nasrallah.

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Razzi di Hezbollah sui nostri soldati. E Tajani «corregge» Crosetto
Guido Crosetto (Ansa)
Il titolare della Difesa in un primo momento aveva accusato l’esercito israeliano.
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Le Firme

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