Eroe e irresponsabile. Così Céline ammaliò la generazione Beat
Burroughs e Ginsberg lo omaggiarono nella sua casa vicino a Parigi. Non furono i soli insospettabili a subirne il fascino...
Burroughs e Ginsberg lo omaggiarono nella sua casa vicino a Parigi. Non furono i soli insospettabili a subirne il fascino...
Non lamentiamoci dei comizi di Robertaccio: si costruiscano alternative di qualità. Non ci si può accontentare della corsa alle poltrone e di un Sanremo spoliticizzato.
Quasi sconosciuto in Italia, il discepolo di Sorel è stato oggetto negli ultimi anni di alcune pubblicazioni che l’hanno riportato in auge.
Media progressisti e politici lo avevano adottato con accenti pasoliniani: «Ostenta? È riscatto sociale». Ora, dopo il presunto pestaggio per cui il rapper è indagato per rissa e lesioni, c’è la corsa a mollarlo.
La sinistra esalta lo psichiatra per la riforma dei manicomi. Ma il suo più grande, e attuale, lascito è la disamina degli specialisti-funzionari: una casta dedita a validare il pensiero dominante. Che abbiamo rivisto con il Covid.
Sulla «Stampa», l’editore Giuseppe Laterza lamenta la scomparsa di voci culturali autorevoli nei dibattiti più rilevanti. Fa finta tuttavia di non sapere che, quando si fanno vivi, artisti e scrittori sposano solo battaglie corporative o faziose. Come sul Teatro di…
I professori universitari che con un appello invocano da Israele il cessate il fuoco si dimenticano di chiedere ad Hamas il rilascio dei rapiti. Un doppio standard che li ha portati, tra l’altro, a chiudere gli occhi sulle recenti violenze…
Fascisti convinti fino al 25 luglio 1943, nel dopoguerra molti intellettuali di primo piano seppero rifarsi una verginità politica. La lunga lista dei voltagabbana è stata compilata da Nino Tripodi in un libro ristampato da poco. E le sorprese non…
Giornali e politica hanno deformato le parole del conduttore e demonizzato il generale. Ma la maggioranza condivide quel che hanno detto. Il vero dato choc: per un interpellato su due c’è scarsa libertà d’espressione.
In un saggio del 1962 appena tradotto, il sociologo Jacques Ellul spiega perché, contrariamente a quanto si crede, siano gli intellettuali a essere le prime vittime del lavaggio del cervello. Una lezione quanto mai attuale.
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