Cucina italiana: «Il cibo è espressione culturale e identitaria»
Lo ha dichiarato Alfonso Santagata, Manager di Enit-Italian National Tourist Board Brussels, durante l'evento sulla settimana della Cucina italiana nel mondo.
Lo ha dichiarato Alfonso Santagata, Manager di Enit-Italian National Tourist Board Brussels, durante l'evento sulla settimana della Cucina italiana nel mondo.
Lo ha dichiarato l'europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo al Parlamento europeo di Bruxelles, in occasione della mostra fotografica, «Paesaggio, Natura e Lavoro Agreste».
Nel 1963, il pensatore francese pubblicava Che cos’è il nazionalismo?, un pamphlet che intendeva dare una dottrina organica e un metodo al mondo identitario transalpino.
A causa della sua capacità di immaginare altri mondi, la fantascienza non si è mai presentata come innocente. Essa, anzi, ha sempre avuto un segreto portato politico, nella misura in cui gli universi immaginati possono gettare una luce critica su…
A Berlino c’è stato il raduno di quanti si percepiscono cani o gatti. L’identità non conta più: così l’uomo annulla il concetto di natura.
Il tecnico ingaggiato da una primaria azienda italiana ha gettato la spugna: è impossibile meccanizzare la produzione dei filindeu. Che con malloreddus, culurgiones e lorighittas sono la pasta identitaria dell'isola.
Il concetto di «trasparenza» è stato stravolto nel giro di pochi anni: da strumento con cui la stampa e i cittadini potevano vigilare sull’operato di governi e funzionari pubblici, verificando come venissero spesi i soldi dei contribuenti, è diventato l’arma…
Raccolti in volume gli scritti del filosofo Tullio Gregory dedicati alla cucina: un manuale di resistenza alla globalizzazione.
In Francia un gruppo di studenti viene chiamato a riproporre il celebre discorso «I have a dream» del leader nero assassinato. Ma, poiché i ragazzi sono tutti bianchi, il ministero è costretto a ritirarlo.
Breve storia dell'identificazione personale, dalle tavolette assire al lasciapassare di Marco Polo. Fino all'odierno chip.Il «calco» del dito è un obbligo all'anagrafe, ma non è affatto esente dai falsi positivi. Con buona pace dell'Fbi (e di Mark Twain).
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