Il vero Far West non c’entra con Hollywood
Tutti lo evocano come termine di paragone. Nella realtà non c’erano sceriffi senza macchia e senza paura
Tutti lo evocano come termine di paragone. Nella realtà non c’erano sceriffi senza macchia e senza paura
L’attore Rob Schneider denuncia il «marciume» del mondo dello spettacolo progressista: «Chi ha idee conservatrici viene boicottato. Quando ho detto come la pensavo è stata la fine della mia carriera».
Incastrato nel ruolo del «bellone», Robert Redford si è progressivamente distaccato da Hollywood e dai suoi conformismi. Grazie al suo festival indipendente abbiamo Tarantino.
L’attore e la moglie scoperti senza vita, defunto anche il cane. Indaga la polizia, il decesso qualificato come «sospetto».
Trump rinfaccia al dem la mala gestione. Mel Gibson caustico: «I soldi delle tasse spesi per il gel di Gavin».
Scatta la gara a finanziare la vicepresidente: con lei l’ala liberal della Silicon Valley e i vecchi amici della Open society.
Dagli «Acchiappafantasmi» a «Karate Kid» fino a «Mad Max». Hollywood gioca sul sicuro e ripropone storie (e star) rodate.
Il colosso vuole un piano per usare le macchine; a Hollywood prosegue la protesta.
Dopo la protesta degli sceneggiatori, anche il sindacato degli attori va verso lo sciopero più imponente degli ultimi 60 anni. Nel mirino le derive dell’intelligenza artificiale e l’impatto dello streaming, che minacciano le loro tutele erodendo i compensi.
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