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Una sentenza ripristina il buonsenso: no ai trans negli spogliatoi femminili
(IStock)
La decisione di un tribunale britannico mette fine a un incubo per sette infermiere.

«La dignità delle ricorrenti è stata violata, creando un ambiente ostile, umiliante e degradante». Più che parole sono pietre, quelle di un tribunale britannico che ha definito «illegale» la presenza di uomini trans negli spogliatoi delle infermiere di un ospedale. Per capire meglio come si è giunti a tale sentenza - da alcuni già definita «storica» -, occorre riavvolgere il nastro degli eventi, riepilogandoli dal principio. La vicenda risale al 2023, quando alcune infermiere del Darlington Memorial Hospital hanno iniziato a manifestare disagio poché il loro spogliatoio era utilizzato anche da Rose Henderson, un uomo transgender. Decine di dipendenti hanno sollevato lamentele, segnalando come Henderson - per sua stessa ammissione - avesse una fidanzata e come, con lei, progettasse di concepire un figlio, a riprova del fatto che si tratta di «un maschio biologico sessualmente attivo».

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Laura Ravetto: «Solo donne negli sport femminili»
Laura Ravetto (Ansa)
La deputata leghista: «Con una proposta di legge chiedo al Coni di impegnarsi a bandire dalle competizioni chi è nato uomo. Il reato di femminicidio? Vedo possibili obiezioni di costituzionalità, ma andava introdotto».
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Droga e porno dietro la violenza di genere
(Ansa)
Considerare tutti gli uomini colpevoli a prescindere significa rifiutarsi di combattere i veri responsabili. L’utilizzo di sostanze stupefacenti aumenta l’aggressività. E la fruizione di video erotici dove abbonda il sadismo porta a disprezzare i corpi femminili.
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A medaglia l’altra pugile «mascolina». La sconfitta fa la XX: io sono femmina
Svetlana Kamenova Staneva fa il segno della doppia X dopo la sconfitta contro Lin Yu Ting (Ansa)
La taiwanese Lin Yu Ting, anche lei esclusa dai mondiali, batte ai punti la Kamenova. La boxer bulgara le dà la mano ma poi fa il segno del cromosoma al pubblico. È ormai un’escalation di proteste che non si fermerà.
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Basta dire «sindaca» o «avvocata». La Lega vuol multare chi lo fa
Mateo Salvini (Ansa)
Disegno di legge per la tutela della lingua italiana: previste sanzioni fino a 5.000 euro.
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