«Le Olimpiadi una promozione incredibile che vedremo per anni». Lo ha dichiarato in un'intervista il presidente del Gruppo FS Tommaso Tanzilli.
L’amministratore delegato di Fs Stefano Donnarumma (Ansa)
L’amministratore delegato di Fs, Stefano Donnarumma: «Con l’ingresso nel mercato tedesco potremmo proporci come leader per creare una rete tra metropoli europee».
La prossima sfida tra Italia e Germania si giocherà sui binari dei super treni. L’amministratore delegato di Fs, Stefano Donnarumma, lo dice al quotidiano Handelsblatt: «Stiamo pensando di ampliare la nostra attività in Germania al settore redditizio dei treni ad alta velocità». Nei progetti almeno 50 Frecciarossa 1000 potrebbero presto sfrecciare tra Berlino e Monaco, tra Francoforte e Colonia, portando un po’ di «dolce vita» nei binari teutonici. Proprio così: l’Italia entra nella terra dell’efficienza per dare qualche lezione. I treni tedeschi, infatti, non sono sempre all’altezza. Avendo privilegiato il trasporto su gomma quello su ferro è stato trascurato. I risultati si vedono: rete usurata, binari vecchi, ritardi cronici.
In Germania, sembrano aver preso con ironia l’annuncio di Donnarumma: «La concorrenza vivacizza il mercato. Siamo certi che i nostri ICE all’avanguardia continueranno a convincere i viaggiatori». Traduzione non ufficiale: «Arrivano gli italiani? Pazienza». Certo per il mito della perfezione meccanica tedesca non sono giornate tranquille. Saranno costretti a subire l’offensiva commerciale degli italiani con il Frecciarossa costruito dalla francese Alstom. E qui si può proprio sorridere: la narrazione prevalente parla dell’arte di arrangiarsi degli italiani trasformando le sfide in creatività. Viceversa i tedeschi sono precisi, puntuali, impeccabili. Il Frecciarossa racconta un’altra storia: l’eleganza con un pizzico di fantasia. Donnarumma sottolinea anche il clima collaborativo con i colleghi tedeschi: «Lavoriamo molto bene con Deutsche Bahn, siamo insieme ai tavoli europei su regolamentazione e tecnologia». Insomma, niente concorrenza appuntita, più una sfida di stile: chi ha la migliore combinazione tra comfort, velocità e charme in corsa tra le capitali europee? E se guardiamo al passato recente, Fs non è nuova a questo gioco europeo. In Spagna, i 20 Frecciarossa 1000 hanno trasportato 17,5 milioni di passeggeri in meno di due anni, conquistando una quota di mercato del 25%. In Francia, Trenitalia France ha già mosso i primi tre milioni di passeggeri, sfidando lo strapotere di Sncf che per prima in Europa ha lanciato l’Alta Velocità ferroviara con il Tgv. Certo, nel Regno Unito la strada è stata più accidentata – tra gare perse e rinazionalizzazioni – ma persino lì Fs non si arrende: il Frecciarossa 1000 potrebbe arrivare sull’isola entro il 2029, se tutto va secondo i piani. Ma l’ambizione italiana non si ferma ai numeri: c’è il progetto europeo di una rete ad alta velocità tra metropoli continentali, scherzosamente definita da Donnarumma «la metropolitana europea». Se Fs entrerà in Germania, potrebbe diventare leader di questo progetto, realizzando un network realmente europeo, con treni, tecnologia e know-how condivisi tra più nazioni. Un po’ come dire: «Guardate, non solo possiamo correre, ma possiamo anche insegnarvi a farlo insieme». E allora, tra un espresso e indici di puntualità ultimamente un po’ appannati, l’Italia mostra per una volta che il binomio efficienza-creatività non è un mito: è realtà. Non è un miracolo, ma un risultato di visione, investimenti e, perché no, un pizzico di spavalderia. Perché diciamolo: i tedeschi amano i loro orari, le loro precisioni e i loro treni perfetti. Ma ogni tanto serve che arrivi un Frecciarossa 1000 a ricordare che anche la puntualità può correre con stile, eleganza e un po’ di brio mediterraneo. Fs pronta a entrare nell’alta velocità della Germania? Per una volta, possiamo dirlo con orgoglio: avanti così, e lasciamo che Deutsche Bahn ci osservi un po’ stupita, un po’ invidiosa per essere partita in ritardo.
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Da sinistra: Federico Vecchioni, Roberto Alesse e Stefano Antonio Donnarumma (Cristian Castelnuovo)
Tra gli ospiti de Il Giorno de La Verità, fra gli altri, i manager di Eni, Enel, Acea, Fs, A2A. Vecchioni (Bf): «L’Africa ha un valore strategico per l’Italia».
La sfida dell’autosufficienza energetica, le fonti alternative tra opportunità e limiti, le frontiere delle nuove tecnologie dal digitale all’Ia, il ruolo dell’Europa e dell’Italia sullo scacchiere della geopolitica, compressa tra le due potenze Stati Uniti e Cina e infine, ma non ultima, la proiezione verso l’Africa. Il Giorno de la Verità ha riunito in una serie di panel, i più autorevoli esponenti dell’industria italiana e ne è venuto fuori un laboratorio di idee e sollecitazioni sui temi più sensibili per l’economia. Centrale il problema energetico. Il presidente di A2A, Roberto Tasca, ha sottolineato che la domanda di energia in crescita esponenziale e l’obiettivo del Green deal di rinuncia ai combustibili fossili, incluso il gas, impongono la sostituzione con fonti alternative come l’idroelettrico, l’eolico, il sole, il biogas. «Ed è quello che stiamo facendo. Di qui al 2030 è previsto il raddoppio della produzione fotovoltaica, dell’energia da eolico». Quanto al nucleare, «la prospettiva nel medio termine ci deve essere, ma non si può pensare che sia fattibile entro il 2030».
Nicolò Mardegan, heads of external relations di Enel, ha posto come priorità la definizione di un piano energetico. Il manager ha ribadito che servono un «mix energetico» e misure per rendere accettabili le fonti alternative. «La pala eolica non piace, ma se dove viene installata l’energia si paga meno, allora diventa possibile». Mardegan ha sottolineato il ruolo dell’idroelettrico «che è il nostro oro blu ma necessita di un ammodernamento».
Anche per Annalisa Muccioli, responsabile R&D & facilities technical authority di Eni, «non c’è un’unica soluzione che risponda a tutte le esigenze. Il nostro impegno è sull’efficientamento della produzione di energia e su nuovi fronti». Un esempio? «Noi stiamo lavorando su pannelli solari realizzati con materiali che potrebbero limitare la dipendenza da alcune materie prime cinesi». Poi ci sono i biocarburanti «dove siamo molto attivi». La transizione richiede competenze: «Abbiamo più di mille persone che lavorano in ricerca e sviluppo».
Quando si parla di transizione eco spesso ci si dimentica che riguarda anche l’acqua. «Solo che all’acqua non ci sono alternative» ha detto Enrico Resmini, chief non regulated business officer di Acea. Una delle soluzioni allo stress idrico è il «riuso ma oggi meno del 5% delle risorse idriche è riutilizzata». Resmini ha ricordato il problema dell’ammodernamento della rete. «Il 30% ha più di 60 anni».
Quando si parla di infrastrutture non si può non palare dei treni. L’ad e dg del gruppo Fs, Stefano Antonio Donnarumma, ha spiegato che «l’estate scorsa è stata particolarmente critica. Il 74% dell’Alta velocità è arrivata all’interno dei 10 minuti dell’orario previsto». Fs è ente attuatore del Pnrr. «Ci sono 1.200 cantieri aperti al giorno. Il traffico regionale ha una puntualità del 90% ma è un campionato diverso». «Quando finiranno i cantieri?», lo incalza il direttore Maurizio Belpietro. «Il Pnrr si completerà al 2026 ma alcune opere scavalcheranno il 2027, il termine ultimo è il 2028».
Lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale avrà un impatto anche sull’attività svolta dalle dogane. Roberto Alesse, direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha sottolineato che l’Ia «aiuterà ad aumentare i controlli». Le dogane risentono anche degli equilibri geopolitici. «Stiamo andando verso un’unica autorità doganale europea e un’unica centrale dei rischi».
Pasquale Frega, presidente e ad di Philip Morris Italia, ha sottolineato i limiti di un’Europa che «svolge un ruolo contrario alle motivazioni per cui è nata, cioè creare mercato unico, con regole comuni per favorire la competitività. Oggi assistiamo a interventi normativi che non aiutano».
Molto critico anche Giuliano Noci, prorettore del Politecnico Milano. «L’Europa essendo in mezzo a Cina e Usa avrebbe la grande opportunità di diventare attrattiva per gli investitori internazionali. Ma non siamo credibili se ci muoviamo come Stati singoli». Intervento anche del professore dell’Università di Pisa Pierluigi Consorti e del Giornalista Gianluigi Nuzzi nel panel «Tasse e trasparenza».
Nello scenario geopolitico, l’Africa ha assunto un ruolo nevralgico. «È un continente che può dare risposte significative all’Italia che con il Piano Mattei ha compreso questa importanza», ha affermato il ceo di Bf spa, Federico Vecchioni. «Non era scontato che una realtà italiana come la nostra fosse pronta alla fine del 2023 a misurarsi nel Mediterraneo, replicando quello che abbiamo realizzato in Italia con un’infrastruttura che rappresenta una straordinaria opportunità». Un esempio pratico? «La realizzazione di una model farm, dove produciamo per i Paesi e per i mercati locali, non c’è trading. Trasferiamo know how in modo vincente con gli attori locali sempre presenti».
In tema di infrastrutture c’è l’esperienza di Mundys, che tramite la controllata Adr gestisce l’Aeroporto di Fiumicino e Ciampino. Elisabetta De Bernardi, chief asset management Officer Mundys, ha messo l’accento sulla qualità dell’hub della Capitale, «entrato nella top ten internazionale» e diventato «un modello da esportare» anche dal punto di vista della sostenibilità. «Abbiamo anticipato al 2030 il net zero ottimizzando tutti i processi».
Benedetto Levi, ad di Iliad, ha messo in evidenza il ruolo sensibile delle infrastrutture delle Tlc nella sicurezza del Paese poiché sono «la spina dorsale per numerosi settori».
Andrea Stanzi, senior advisor strategy and external affairs Multiversity, ha sottolineato invece l’importanza delle competenze. «Solo il 46% degli italiani ha competenze digitali di base. C’è anche diffidenza verso l’intelligenza artificiale. Il 17% non vorrebbe che fosse introdotta nel proprio posto di lavoro».
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(Istock)
Il turismo slow, un mezzo per scoprire il territorio in modo diverso, piace sempre di più. E il treno è il protagonista di questa rivoluzione che ha preso piede anche in Italia. Un settore di cui è protagonista Fs, grazie a un’offerta variegata che fa dell’intermodalità, ovvero dei collegamenti con bus, aeroporti e porti, uno dei suoi punti di forza.
Partiamo dai tre collegamenti di Fs treni turistici italiani. Il 21 dicembre partirà da Torino il Sicilia express, un charter notturno nato dalla collaborazione con la Regione che raggiungerà Palermo e Siracusa e ripartirà il 5 gennaio dalla Sicilia verso Nord. Un’esperienza unica e low cost che celebrerà la cultura enogastronomica dell’isola anche grazie alla presenza a bordo di prodotti tipici con servizio di carrozza ristorante. Il giorno dell'Epifania sarà la volta del “Treno della Befana", un treno storico con locomotiva a vapore che da Firenze Santa Maria Novella attraverserà il Mugello fino a San Piero A Sieve. Mentre nella seconda metà di gennaio arriverà il "Treno delle terme euganee", con materiale storico, tra Milano e Abano-Montegrotto Terme. Sempre a gennaio un collegamento notturno internazionale da Roma varcherà le Alpi giungendo a Innsbruck e Monaco di Baviera. A inizio 2025, poi, Fs Tti proporrà - grazie a partnership consolidate con tour operator - anche i treni turistici con carrozze storiche, come la Transiberiana d’Italia in Abruzzo o il Treno del mandorlo in fiore nel mese di marzo in Sicilia.
Per sfruttare al meglio la vocazione turistica del nostro Paese, centrale anche il ruolo di Busitalia che offre numerose combinazioni per raggiungere la meta scelta per le vacanze. Dai servizi treno+bus, come Assisi link, Spoleto link e Narni link, a quelli treno+funicolare con Orvieto link, fino ai collegamenti dedicati a luoghi naturalistici come Marmore link e Piediluco link, senza dimenticare la navigazione sul Lago Trasimeno e le sue isole. Busitalia non solo abbraccia il turismo, ma risponde anche alle esigenze di mobilità urbana e intermodale con collegamenti diretti verso i principali aeroporti italiani, come il recente Padova-Venezia aeroporto Marco Polo, l’Orio al Serio airlink, il Salerno airlink e l’Umbria airlink.
Non si può poi dimenticare il fiore all’occhiello rappresentato dall’alta velocità, con oltre 270 collegamenti, più di 130 destinazioni raggiunte e circa 130.000 posti offerti al giorno dalle Frecce.
In vista del Natale, rafforzati anche i collegamenti con le località ad alta quota. Dal venerdì alla domenica fino a fine marzo è possibile viaggiare con Frecciarossa per Oulx e Bardonecchia da Roma, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Milano e Torino. Due nuovi collegamenti Frecciarossa, sabato e domenica fino a inizio gennaio, per Trento, Ora, Rovereto e Bolzano da Milano, Brescia e Verona per raggiungere i mercatini di Natale e le località montane. Confermati i collegamenti giornalieri tra Torino e le piste di risalita di Bardonecchia, tra Ventimiglia e le piste di Limone e fino Torino e Oulx con il regionale. Per chi vuole raggiungere il Marché de Noël di Aosta, fino al 5 gennaio sono state potenziate le 14 corse bus del fine settimana tra Aosta e Ivrea con ulteriori 7 mezzi al giorno.
I Freccialink completano l’offerta, permettendo di raggiungere, durante le festività natalizie e nei fine settimana fino a fine marzo, alcune delle località montane più amate: Aosta, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Madonna di Campiglio, Pinzolo Val Gardena, Val di Fassa e Val di Fiemme. Nel fine settimana è confermato il prolungamento con Intercity da Genova e Torino a Bardonecchia, con fermate intermedie a Bussoleno e Oulx. In più è previsto un nuovo collegamento Intercity tutti i giorni da Bari/Lecce verso Bolzano.
Tornano, poi, i collegamenti Intercity notte con il Trentino-Alto Adige, nella tratta Roma-Bolzano che verrà prolungata anche alle stazioni di Ponte Gardena, Chiusa, Bressanone, Fortezza e Vipiteno, fino a Brennero.
Da Milano, Venezia, Bologna e Genova, a bordo degli Eurocity, i collegamenti effettuati in cooperazione tra Trenitalia e le Ferrovie Federali Svizzere (Sbb), si possono raggiungere la Svizzera e i caratteristici mercatini di Natale di Zurigo, Berna, Basilea, Montreux, Losanna e Ginevra. Ogni giorno, inoltre, un collegamento diretto Eurocity, in cooperazione con le Ferrovie federali svizzere e con le Ferrovie tedesche (Db) porta da Milano a Francoforte.
Collegamenti con i regionali anche con il Christkindlmarkt di Bolzano, il Mercato di Natale di Asti, l’evento Natale ad Assisi e i mercatini di Natale di Pietrarsa.
In questo panorama si inserisce anche il rilancio degli Intercity notte, con un aumento della domanda del 7% rispetto al 2023 e del 30% rispetto al 2022. Questa crescita è trainata dalla sensibilità verso la sostenibilità e dalla convenienza del viaggio notturno, che collega oltre 150 stazioni, incluse 17 in Sicilia, tra Nord e Sud Italia. Ideali per vacanze e lunghi spostamenti, i treni offrono diverse soluzioni di comfort, dalle cuccette alle cabine letto con servizi come la colazione. Competitivi rispetto all’aereo, consentono di raggiungere mete turistiche come Taormina con il 70% in meno di emissioni di CO2. Sul fronte europeo, il collegamento Euronight/Nightjet effettuato in cooperazione tra Trenitalia e le ferrovie austriache Oebb, collega ogni giorno La Spezia con Vienna e Roma con Vienna e amplia l’offerta transfrontaliera.
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Stefano Donnarumma (Ansa)
Rinnovo in Fs. Scannapieco verso la conferma. Da definire l’ingresso nel cda del dg Mef.
Stefano Donnarumma torna in pista. L’assemblea di Fs ieri si è riunita e oltre ad approvare il bilancio con oltre 14 miliardi di ricavi, 2,2 miliardi di margine operativo lordo e circa 100 milioni di utile netto, ha nominato i nuovi vertici e il nuovo consiglio di amministrazione. Uscito da Terna, dopo un ottimo lavoro, Donnarumma viene richiamato in qualità di amministratore delegato. Assieme al manager anche Tommaso Tanzilli, Caterina Belletti, Franco Fenoglio, Loredana Ricciotti, Tiziana De Luca, Pietro Bracco. Tanzilli come da indiscrezioni sarà presidente del gruppo. A loro il compito di portare avanti un’azienda che è il pilastro del Pnrr e del sistema infrastrutturale italiano. Sul fronte politico la prima reazione è arrivata dalla Lega, il cui segretario è titolare proprio del dicastero dei Trasporti. A parlare però è il viceministro Edoardo Rixi. «Auguri di buon lavoro al nuovo amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e al presidente», ha scritto ieri pomeriggio scrive in una nota il deputato, «Una squadra che saprà affrontare le sfide verso nuovi traguardi di eccellenza, innovazione e sostenibilità. Un impegno necessario per continuare a migliorare la qualità dei servizi offerti a milioni di viaggiatori che ogni giorno scelgono le nostre ferrovie». Insomma, la quadra dentro la maggioranza di governo sui temi delle rotaie non è stata complicata. Tanto più che l’ad uscente Luigi Ferraris dovrebbe a brevissimo approdare su un’altra rete, quella delle Tlc. Assieme a Massimo Sarmi dovrebbe ricoprire il ruolo di ad delle Netco, la società nata dallo scorporo della rete Tim. Più lenta di quanto poteva sembrare invece si sta rivelando la conferma di Dario Scannapieco in via Goito, sede di Cdp. Cassa depositi e prestiti conferma l’anticipazione sul nuovo rinvio dell’assemblea della società controllata dal Tesoro e partecipata dalle fondazioni di origine bancaria. Se ne riparlerà il prossimo 2 luglio. Secondo le indiscrezioni il nodo starebbe nelle nomine che spettano al Tesoro mentre le fondazioni azioniste di minoranza hanno già designato i loro tre candidati, tra i quali il presidente uscente, Giovanni Gorno Tempini, che guida la società di via Goito assieme all’amministratore delegato Dario Scannapieco su cui non ci sono dubbi sulla riconferma. Pochi giorni fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva detto che «con tranquillità andremo a rinnovo delle cariche» e «non ci saranno stravolgimenti».
Alla vigilia, per Cdp si era ipotizzato che la definizione avrebbe riguardato solo la parte del cda «principale» - vale a dire Gorno Tempini e Scannapieco - e che solo in un secondo momento potessero essere definiti i nomi dei membri del cda della cosiddetta «gestione separata», nella quale siedono alcune istituzioni pubbliche. Fra essi, i rappresentati degli enti locali e anche delle due più importanti direzioni generali del ministero dell’Economia, quella del Tesoro e la Ragioneria generale dello Stato, ruoli ricoperti da Riccardo Barbieri Hermitte e da Biagio Mazzotta, che per la Ragioneria ha lasciato la delega a Pier Paolo Italia. Si era parlato, inoltre, anche dell’ingresso nel board Cdp del capo delle partecipate, Marcello Sala. L’esito delle negoziazioni non sarebbe dunque stato dei migliori. In realtà la nomina del rappresentante del Tesoro e quella del delegato alle partecipate non sono assolutamente né in conflitto né alternative. Il rappresentante del Tesoro siede di diritto nel cda relativo alla gestione separata. Nell’altro pezzo di cda il Mef ha tutti i margini per nominare Sala, il quale ha un dialogo privilegiato con le fondazioni e con l’avvocato Giuseppe Guzzetti. Il ritardo non è dunque da imputare a temi tecnici, ma a scelte politiche. Vedremo che succederà.
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