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2024-12-18
Il bello dell'Italia si scopre in treno
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(Istock)
Partiamo dai tre collegamenti di Fs treni turistici italiani. Il 21 dicembre partirà da Torino il Sicilia express, un charter notturno nato dalla collaborazione con la Regione che raggiungerà Palermo e Siracusa e ripartirà il 5 gennaio dalla Sicilia verso Nord. Un’esperienza unica e low cost che celebrerà la cultura enogastronomica dell’isola anche grazie alla presenza a bordo di prodotti tipici con servizio di carrozza ristorante. Il giorno dell'Epifania sarà la volta del “Treno della Befana", un treno storico con locomotiva a vapore che da Firenze Santa Maria Novella attraverserà il Mugello fino a San Piero A Sieve. Mentre nella seconda metà di gennaio arriverà il "Treno delle terme euganee", con materiale storico, tra Milano e Abano-Montegrotto Terme. Sempre a gennaio un collegamento notturno internazionale da Roma varcherà le Alpi giungendo a Innsbruck e Monaco di Baviera. A inizio 2025, poi, Fs Tti proporrà - grazie a partnership consolidate con tour operator - anche i treni turistici con carrozze storiche, come la Transiberiana d’Italia in Abruzzo o il Treno del mandorlo in fiore nel mese di marzo in Sicilia.
Per sfruttare al meglio la vocazione turistica del nostro Paese, centrale anche il ruolo di Busitalia che offre numerose combinazioni per raggiungere la meta scelta per le vacanze. Dai servizi treno+bus, come Assisi link, Spoleto link e Narni link, a quelli treno+funicolare con Orvieto link, fino ai collegamenti dedicati a luoghi naturalistici come Marmore link e Piediluco link, senza dimenticare la navigazione sul Lago Trasimeno e le sue isole. Busitalia non solo abbraccia il turismo, ma risponde anche alle esigenze di mobilità urbana e intermodale con collegamenti diretti verso i principali aeroporti italiani, come il recente Padova-Venezia aeroporto Marco Polo, l’Orio al Serio airlink, il Salerno airlink e l’Umbria airlink.
Non si può poi dimenticare il fiore all’occhiello rappresentato dall’alta velocità, con oltre 270 collegamenti, più di 130 destinazioni raggiunte e circa 130.000 posti offerti al giorno dalle Frecce.
In vista del Natale, rafforzati anche i collegamenti con le località ad alta quota. Dal venerdì alla domenica fino a fine marzo è possibile viaggiare con Frecciarossa per Oulx e Bardonecchia da Roma, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Milano e Torino. Due nuovi collegamenti Frecciarossa, sabato e domenica fino a inizio gennaio, per Trento, Ora, Rovereto e Bolzano da Milano, Brescia e Verona per raggiungere i mercatini di Natale e le località montane. Confermati i collegamenti giornalieri tra Torino e le piste di risalita di Bardonecchia, tra Ventimiglia e le piste di Limone e fino Torino e Oulx con il regionale. Per chi vuole raggiungere il Marché de Noël di Aosta, fino al 5 gennaio sono state potenziate le 14 corse bus del fine settimana tra Aosta e Ivrea con ulteriori 7 mezzi al giorno.
I Freccialink completano l’offerta, permettendo di raggiungere, durante le festività natalizie e nei fine settimana fino a fine marzo, alcune delle località montane più amate: Aosta, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Madonna di Campiglio, Pinzolo Val Gardena, Val di Fassa e Val di Fiemme. Nel fine settimana è confermato il prolungamento con Intercity da Genova e Torino a Bardonecchia, con fermate intermedie a Bussoleno e Oulx. In più è previsto un nuovo collegamento Intercity tutti i giorni da Bari/Lecce verso Bolzano.
Tornano, poi, i collegamenti Intercity notte con il Trentino-Alto Adige, nella tratta Roma-Bolzano che verrà prolungata anche alle stazioni di Ponte Gardena, Chiusa, Bressanone, Fortezza e Vipiteno, fino a Brennero.
Da Milano, Venezia, Bologna e Genova, a bordo degli Eurocity, i collegamenti effettuati in cooperazione tra Trenitalia e le Ferrovie Federali Svizzere (Sbb), si possono raggiungere la Svizzera e i caratteristici mercatini di Natale di Zurigo, Berna, Basilea, Montreux, Losanna e Ginevra. Ogni giorno, inoltre, un collegamento diretto Eurocity, in cooperazione con le Ferrovie federali svizzere e con le Ferrovie tedesche (Db) porta da Milano a Francoforte.
Collegamenti con i regionali anche con il Christkindlmarkt di Bolzano, il Mercato di Natale di Asti, l’evento Natale ad Assisi e i mercatini di Natale di Pietrarsa.
In questo panorama si inserisce anche il rilancio degli Intercity notte, con un aumento della domanda del 7% rispetto al 2023 e del 30% rispetto al 2022. Questa crescita è trainata dalla sensibilità verso la sostenibilità e dalla convenienza del viaggio notturno, che collega oltre 150 stazioni, incluse 17 in Sicilia, tra Nord e Sud Italia. Ideali per vacanze e lunghi spostamenti, i treni offrono diverse soluzioni di comfort, dalle cuccette alle cabine letto con servizi come la colazione. Competitivi rispetto all’aereo, consentono di raggiungere mete turistiche come Taormina con il 70% in meno di emissioni di CO2. Sul fronte europeo, il collegamento Euronight/Nightjet effettuato in cooperazione tra Trenitalia e le ferrovie austriache Oebb, collega ogni giorno La Spezia con Vienna e Roma con Vienna e amplia l’offerta transfrontaliera.
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Il turismo slow, un mezzo per scoprire il territorio in modo diverso, piace sempre di più. E il treno è il protagonista di questa rivoluzione che ha preso piede anche in Italia. Un settore di cui è protagonista Fs, grazie a un’offerta variegata che fa dell’intermodalità, ovvero dei collegamenti con bus, aeroporti e porti, uno dei suoi punti di forza.Partiamo dai tre collegamenti di Fs treni turistici italiani. Il 21 dicembre partirà da Torino il Sicilia express, un charter notturno nato dalla collaborazione con la Regione che raggiungerà Palermo e Siracusa e ripartirà il 5 gennaio dalla Sicilia verso Nord. Un’esperienza unica e low cost che celebrerà la cultura enogastronomica dell’isola anche grazie alla presenza a bordo di prodotti tipici con servizio di carrozza ristorante. Il giorno dell'Epifania sarà la volta del “Treno della Befana", un treno storico con locomotiva a vapore che da Firenze Santa Maria Novella attraverserà il Mugello fino a San Piero A Sieve. Mentre nella seconda metà di gennaio arriverà il "Treno delle terme euganee", con materiale storico, tra Milano e Abano-Montegrotto Terme. Sempre a gennaio un collegamento notturno internazionale da Roma varcherà le Alpi giungendo a Innsbruck e Monaco di Baviera. A inizio 2025, poi, Fs Tti proporrà - grazie a partnership consolidate con tour operator - anche i treni turistici con carrozze storiche, come la Transiberiana d’Italia in Abruzzo o il Treno del mandorlo in fiore nel mese di marzo in Sicilia.Per sfruttare al meglio la vocazione turistica del nostro Paese, centrale anche il ruolo di Busitalia che offre numerose combinazioni per raggiungere la meta scelta per le vacanze. Dai servizi treno+bus, come Assisi link, Spoleto link e Narni link, a quelli treno+funicolare con Orvieto link, fino ai collegamenti dedicati a luoghi naturalistici come Marmore link e Piediluco link, senza dimenticare la navigazione sul Lago Trasimeno e le sue isole. Busitalia non solo abbraccia il turismo, ma risponde anche alle esigenze di mobilità urbana e intermodale con collegamenti diretti verso i principali aeroporti italiani, come il recente Padova-Venezia aeroporto Marco Polo, l’Orio al Serio airlink, il Salerno airlink e l’Umbria airlink.Non si può poi dimenticare il fiore all’occhiello rappresentato dall’alta velocità, con oltre 270 collegamenti, più di 130 destinazioni raggiunte e circa 130.000 posti offerti al giorno dalle Frecce.In vista del Natale, rafforzati anche i collegamenti con le località ad alta quota. Dal venerdì alla domenica fino a fine marzo è possibile viaggiare con Frecciarossa per Oulx e Bardonecchia da Roma, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Milano e Torino. Due nuovi collegamenti Frecciarossa, sabato e domenica fino a inizio gennaio, per Trento, Ora, Rovereto e Bolzano da Milano, Brescia e Verona per raggiungere i mercatini di Natale e le località montane. Confermati i collegamenti giornalieri tra Torino e le piste di risalita di Bardonecchia, tra Ventimiglia e le piste di Limone e fino Torino e Oulx con il regionale. Per chi vuole raggiungere il Marché de Noël di Aosta, fino al 5 gennaio sono state potenziate le 14 corse bus del fine settimana tra Aosta e Ivrea con ulteriori 7 mezzi al giorno.I Freccialink completano l’offerta, permettendo di raggiungere, durante le festività natalizie e nei fine settimana fino a fine marzo, alcune delle località montane più amate: Aosta, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Madonna di Campiglio, Pinzolo Val Gardena, Val di Fassa e Val di Fiemme. Nel fine settimana è confermato il prolungamento con Intercity da Genova e Torino a Bardonecchia, con fermate intermedie a Bussoleno e Oulx. In più è previsto un nuovo collegamento Intercity tutti i giorni da Bari/Lecce verso Bolzano.Tornano, poi, i collegamenti Intercity notte con il Trentino-Alto Adige, nella tratta Roma-Bolzano che verrà prolungata anche alle stazioni di Ponte Gardena, Chiusa, Bressanone, Fortezza e Vipiteno, fino a Brennero.Da Milano, Venezia, Bologna e Genova, a bordo degli Eurocity, i collegamenti effettuati in cooperazione tra Trenitalia e le Ferrovie Federali Svizzere (Sbb), si possono raggiungere la Svizzera e i caratteristici mercatini di Natale di Zurigo, Berna, Basilea, Montreux, Losanna e Ginevra. Ogni giorno, inoltre, un collegamento diretto Eurocity, in cooperazione con le Ferrovie federali svizzere e con le Ferrovie tedesche (Db) porta da Milano a Francoforte.Collegamenti con i regionali anche con il Christkindlmarkt di Bolzano, il Mercato di Natale di Asti, l’evento Natale ad Assisi e i mercatini di Natale di Pietrarsa. In questo panorama si inserisce anche il rilancio degli Intercity notte, con un aumento della domanda del 7% rispetto al 2023 e del 30% rispetto al 2022. Questa crescita è trainata dalla sensibilità verso la sostenibilità e dalla convenienza del viaggio notturno, che collega oltre 150 stazioni, incluse 17 in Sicilia, tra Nord e Sud Italia. Ideali per vacanze e lunghi spostamenti, i treni offrono diverse soluzioni di comfort, dalle cuccette alle cabine letto con servizi come la colazione. Competitivi rispetto all’aereo, consentono di raggiungere mete turistiche come Taormina con il 70% in meno di emissioni di CO2. Sul fronte europeo, il collegamento Euronight/Nightjet effettuato in cooperazione tra Trenitalia e le ferrovie austriache Oebb, collega ogni giorno La Spezia con Vienna e Roma con Vienna e amplia l’offerta transfrontaliera.
Nel riquadro il manifesto di Pro vita & famiglia (iStock)
Il Comune di Reggio Calabria ha fatto bene censurare i manifesti antiabortisti di Pro vita e famiglia: così ha stabilito il Tar della Calabria, con una sentenza emessa martedì contro la quale l’associazione pro life guidata da Toni Brandi e Jacopo Coghe intende ricorrere e che, a ben vedere, presenta dei profili paradossali. Ma facciamo un passo indietro, riepilogando brevemente la vicenda. Il 10 febbraio 2021 Pro vita inoltrava al Servizio affissioni del Comune di Reggio Calabria la richiesta di affissione di 100 manifesti, - raffiguranti l’attivista pro life Anna Bonetti con un cartello - specificando come in essi fosse contenuta la seguente frase: «Il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta #stop aborto».
La richiesta è stata approvata e così i cartelloni sono stati subito affissi dalla società gestrice del relativo servizio. Tuttavia, già il giorno dopo i manifesti sono stati rimossi dalla società stessa. Il motivo? Con una semplice email – senza cioè alcun confronto né controllo preventivo - l’Assessore comunale alle Pari opportunità e Politiche di genere aveva richiesto al gestore del Servizio di affissioni pubbliche l’oscuramento dei manifesti «perché in contrasto con quanto contenuto nel regolamento comunale».
Pro vita ha così fatto ricorso al Tar e, nelle scorse ore, è arrivata una sentenza che ha dato ragione al Comune; e lo ha fatto in modo assai singolare, cioè appoggiandosi all’articolo 23 comma 4 bis del Codice della strada, introdotto dal decreto legge 10 settembre 2021, n. 121, entrato in vigore l'11 settembre 2021, e successivamente convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2021, n. 15. Ora, come si può giustificare una censura con una norma che nel febbraio 2021 non c’era? Se lo chiede Pro vita, che se da un lato studia delle contromisure – già nel dicembre 2025 sono ricorsi alla Corte europea dei diritti umani contro due sentenze simili del Consiglio di Stato -, dall’altro richama l’attenzione del Parlamento e del centrodestra sulla citata normativa del Codice della strada, ritenuta un ddl Zan mascherato e da modificare.
In effetti, il citato articolo 23, vietando messaggi contrari agli «stereotipi di genere», ai «messaggi sessisti» e «all’identità di genere», offre la sponda a tanti bavagli. «Con la scusa di combattere sessismo e violenza, si apre la porta alla censura ideologica e a un pericoloso arbitrio amministrativo», ha dichiarato Toni Brandi alla Verità, aggiungendo che «formule come “stereotipi di genere offensivi” e “identità di genere” peccano di una grave indeterminatezza precettiva: sono concetti vaghi e soggettivi che permettono di colpire chiunque difenda la famiglia, la maternità e la realtà biologica». Di conseguenza, secondo il presidente di Pro vita e famiglia è «inaccettabile che sulle strade si vietino messaggi legittimi e pacifici in nome del politicamente corretto
«La sicurezza stradale, che dovrebbe occuparsi di incolumità e circolazione», ha altresì evidenziato Brandi, «è stata trasformata in un cavallo di Troia per zittire chi non si allinea al pensiero unico, come dimostrato dai numerosi casi di affissioni di Pro vita & famiglia rimosse o silenziate da amministrazioni di centrosinistra». Grazie anche al solito aiutino della magistratura.
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Francesca Pascale e Simone Pillon si confrontano sui temi cari alla coalizione di governo prendendo le mosse dall'uscita del generale Vannacci dal partito di Matteo Salvini.
Il presidente della Polonia Karol Nawrocki (Ansa)
Il presidente ha colto l’occasione della visita nella storica università per presentare una proposta di programma per l’Unione europea. Nawrocki ha cominciato parlando della situazione attuale dell’Ue dove agiscono forze che spingono per «creare un’Unione europea più centralizzata, usando la federalizzazione come camuffamento per nascondere questo processo. L’essenza di questo processo è privare gli Stati membri, a eccezione dei due Stati più grandi, della loro sovranità; indebolire le loro democrazie nazionali consentendo loro di essere messi in minoranza nell’Ue, privandoli così del loro ruolo di «padroni dei Trattati»; abolire il principio secondo cui l’Ue possiede solo le competenze che le sono conferite dagli Stati membri nei trattati; riconoscere che l’Ue può attribuirsi competenze e affermare la supremazia della sovranità delle istituzioni dell’Ue su quella degli Stati membri». Tutto questo non era previsto nei Trattati fondanti dell’Unione. Secondo Nawrocki la più grande minaccia per l’Ue è «la volontà del più forte di dominare i partner più deboli. Pertanto, rifiutiamo il progetto di centralizzazione dell’Ue». Perciò delle questioni che riguardano il sistema politico e il futuro dell’Europa dovrebbero decidere «i presidenti, i governi e i parlamenti» che hanno il vero mandato democratico» e «non la Commissione europea e le sue istituzioni subordinate, che non sono rappresentative della diversità delle correnti politiche europee e sono composte secondo criteri ideologici».
Ma il presidente non si è limitato alla critica ma ha lanciato un programma polacco per il futuro dell’Unione europea, che parte da un presupposto fondamentale: «I padroni dei trattati e i sovrani che decidono la forma dell’integrazione europea sono, e devono rimanere, gli Stati membri, in quanto uniche democrazie europee funzionanti». Successivamente Nawrocki fa una premessa riguardante la concezione del popolo in Europa: «Non esiste un demos (popolo) europeo; la sua esistenza non può essere decretata, e senza un demos non c’è democrazia. Nella visione polacca dell’Ue, gli unici sovrani rimangono le nazioni […] Tentare di eliminarle - come vorrebbero i centralisti europei - porterà solo a conflitti e disgrazie».
Per questo motivo bisogna arrestare e invertire lo sfavorevole processo di centralizzazione dell’Ue. Per farlo Nawrocki propone in primo luogo, «il mantenimento del principio dell’unanimità in quegli ambiti del processo decisionale dell’Ue in cui è attualmente applicato». In secondo luogo, bisognerebbe «mantenere il principio «uno Stato - un commissario» nella struttura della Commissione europea, secondo il quale ogni Paese dell’Unione europea, anche il più piccolo, deve avere un proprio commissario designato nel massimo organo amministrativo dell’Ue, vietando al contempo la nomina di individui alle più alte cariche dell’Ue senza la raccomandazione del governo del Paese d’origine».
In terzo luogo, «la Polonia sostiene il ripristino della presidenza al capo dell’esecutivo dello Stato membro che attualmente detiene la presidenza dell’Ue, riportandola così alla natura pre-Lisbona. Pertanto, la Polonia propone anche di abolire la carica di presidente del Consiglio europeo. Il presidente del Consiglio deve, come in precedenza, essere il presidente, il primo ministro o il cancelliere del proprio Paese: un politico con un mandato democratico e una propria base politica, non un funzionario burocratico dipendente dal sostegno delle maggiori potenze dell’Ue. Mentre la natura rotazionale di questa carica conferiva a ciascun Stato membro un’influenza dominante periodica sul funzionamento del Consiglio europeo, il sistema attuale garantisce il predominio permanente delle “potenze centrali” dell’Ue e marginalizza le altre. Lo stesso vale per il Consiglio di politica estera dell’Ue, presieduto da un funzionario dipendente dalle maggiori potenze che non ha un mandato democratico, anziché dal ministro degli Esteri del Paese che detiene la presidenza». Il quarto punto: «la Polonia sostiene l’adeguamento del sistema di voto nel Consiglio dell’Ue per eliminare l’eccessiva predominanza dei grandi Stati dell’unione. Per mantenere il sostegno delle nazioni più piccole al processo di integrazione europea, queste nazioni devono avere una reale influenza sulle decisioni». Finalmente Nawrocki propone di «basare il funzionamento dell’Ue su principi pragmatici - senza pressioni ideologiche - limitando le competenze delle istituzioni dell’Ue a specifiche aree o sfide non ideologiche, come lo sviluppo economico o il declino demografico; limitando così gli ambiti di competenza delle istituzioni europee a quelli in cui le possibilità di efficacia sono significative. Ciò richiede l’abbandono di ambizioni eccessive di regolamentare l’intera vita degli Stati membri e dei loro cittadini e l’abbandono dell’intenzione di plasmare tutti gli aspetti della politica, talvolta aggirando o violando la volontà dei cittadini».
Nawrocki ha sottolineato anche una cosa fondamentale, cioè che «la Polonia ha una propria visione dell’Ue e ne ha diritto. Ha il diritto di promuovere la diffusione e l’adozione di questa visione. Questa è la natura della democrazia».
Leggendo il programma del presidente polacco per la riforma dell’Unione mi chiedo perché le sue proposte non vengono discusse nell’ambito europeo, perché non vengono condivise dai politici conservatori, dai partiti di destra, dagli ambienti che si dichiarano patriottici in altri Paesi dell’Europa?
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Ecco #DimmiLaVerità del 5 febbraio 2026. L'esperto di geopolitica Daniele Ruvinetti ci spiega i rischi di una escalation tra Usa e Iran.