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Lite Washington-Parigi sui farmaci. «Macron alza i prezzi». «Una balla»
Emmanuel Macron (Ansa)
L’Eliseo accusa l’inquilino della Casa Bianca di fake: «Valori stabili». Farage lo appoggia sulla Groenlandia. Gentiloni: «Torniamo a parlare di Ucraina». Il governatore della California, Newsom: «Un discorso noioso».

Le parole del presidente americano, Donald Trump, al World economic forum non hanno allentato le tensioni con gli alleati del Vecchio continente, anzi. La Francia si è risentita per i commenti del tycoon, che ha dipinto il leader francese come una personalità incline a cedere se messa alle strette. Ha infatti affermato di aver costretto il presidente transalpino, Emmanuel Macron, ad aumentare i prezzi dei farmaci per diminuire le sovvenzioni statunitensi. «Ho visto Macron con i suoi bei occhiali da sole. Gli ho detto: Emmanuel devi raddoppiare il prezzo dei vostri medicinali, ma forse triplicare. Perché ci avete sfruttato per 30 anni. E lui mi ha detto: “no, no, non lo faccio”». Ma, sotto la minaccia dei dazi, il leader francese avrebbe ceduto «in tre minuti». L’Eliseo ha quindi risposto in maniera piccata, accusando il tycoon di diffondere «fake news». «Sembra che il presidente Macron abbia aumentato i prezzi dei medicinali. Non li fissa lui. Sono regolati dalla previdenza sociale. Sono del resto rimasti stabili», ha scritto su X l’Eliseo.

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Hanno preso miliardi per i vaccini. Adesso Pfizer & C. ci alzano i prezzi
Albert Bourla, ceo di Pfizer (Ansa)
  • L’amministrazione Usa ha imposto un taglio ai costi dei medicinali salvavita. Così Bourla, capo del colosso, si è messo alla guida della cordata intenzionata a rifarsi aumentando le tariffe in Europa. Che stavolta tace...
  • L’ex direttore generale dell’Agenzia delle dogane nega violazioni sull’import di mascherine nel 2020. Ma in Aula narra di aver dovuto bloccare gli scali: gli «amici» ci fregavano i dispositivi.

Lo speciale contiene due articoli.

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La vera prevenzione al di là di Big Pharma
iStock

Quattro esperti indicano la via per aggiustare le derive nefaste della medicina: si è ridotto tutto a farmaci ed esami strumentali (spesso sbagliati o inutili), dicono, ignorando fattori decisivi come lo stile di vita, l’alimentazione e l’infiammazione cronica.

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I giudici: no ai figli nel bosco, sì al cambio di sesso a 13 anni
(IStock)

Mentre la famiglia Trevallion rischia di trascorrere il Natale divisa perché aveva il «difetto» di vivere in un casolare isolato con i servizi igienici all’esterno, a una ragazzina è consentita la transizione di genere. Per le toghe il percorso è «consapevole».

Anni fa Vanity Fair, settimanale radical chic che si occupa di moda e celebrity, dedicò la copertina agli adolescenti italiani in attesa di cambiare sesso. La redazione fotografò ragazzini e ragazzine vestendoli con capi firmati: pantaloni di Dolce&Gabbana, abito e maglia Germanier, gioielli Glenda López e Pintrill. Secondo la rivista, quei giovani trattati con la triptorelina, il farmaco che blocca la pubertà, impedendo la produzione di ormoni sessuali, erano eroi. A me quelle immagini posate, scattate in uno studio fotografico di grido, misero solo tristezza, perché i bambini con il volto truccato mi parvero subito vittime di una moda.

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Per imporci i vaccini a mRna Speranza & C. violarono anche le norme sui farmaci
Vaccini Covid (Ansa)
Secondo le schede, i preparati evitavano la malattia, non anche il contagio da virus. Ma l’utilizzo di prodotti off-label segue regole infrante dall’allora ministro e da Aifa.

Non solo i cittadini, ma anche medici e farmacisti ingannati. Perché i vaccini Covid somministrati a carico del Sistema sanitario nazionale (Ssn) non sono stati mai approvati per la prevenzione dell’infezione dell’agente Sars-Cov-2 e mai inseriti da Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, nell’apposito elenco previsto dalla legge 648/1996 per quanto riguarda le indicazioni fuori scheda tecnica. È stata violata la norma del farmaco, con un grave danno pure erariale che qualche giudice contabile dovrebbe finalmente degnarsi di prendere in considerazione. «Abbiamo mandato segnalazioni al ministero della Salute, agli Ordini professionali, a Procure, Guardia di finanza ma tutto viene silenziato da anni», denuncia il dirigente di una farmacia ospedaliera del Nord Italia.

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