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Taroccati i dati Istat sulla violenza di genere
(IStock)

Maxi multa dell’istituto di statistica alla società che deve raccogliere le informazioni: una sua rilevatrice avrebbe falsificato i questionari. Così è passato il concetto che il «patriarcato» sia un costume italiano.

«Se torturi i dati abbastanza a lungo confesseranno ogni cosa». La citazione di Ronald Coase, vecchio premio Nobel per l’Economia, rimane un baluardo contro la pretesa infallibilità del «data journalism», totem fideistico già messo a dura prova da certi deliri durante la pandemia, determinati da committenti interessati (case farmaceutiche), forzature sociologiche, condizionamento delle masse. Ma non avremmo mai immaginato di doverla aggiornare aggiungendo un quarto elemento di diffidenza: la falsificazione dei dati.

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L’atelier delle donne vittime di violenza. Dove gli abiti «feriti» avvolgono la dignità
Kulsum Shadab Wahab, fondatrice di Ara Lumiere, tra i capi della collezione «Wounds of Gold»
Il brand Ara Lumiere presenta la collezione «Wounds of Gold». Ogni capo è un racconto di rinascita e di ritrovata indipendenza.

Per la stagione Fall/Winter 2026-2027, il brand di moda sostenibile Ara Lumiere presenta «Wounds of Gold», una collezione che esplora il potere trasformativo dell’abbigliamento e restituisce al corpo il suo valore simbolico, estetico e identitario. Più che una semplice proposta stagionale, il progetto si configura come una dichiarazione culturale: un racconto di resilienza, memoria e rinascita che prende forma attraverso la sartorialità. Alla guida del marchio c’è Kulsum Shadab Wahab, filantropa ed executive director della Hothur Foundation.

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Lo ha detto all’Ansa Shervin Haravi, avvocata e attivista iraniana, parlando anche delle giocatrici della nazionale femminile di calcio dell’Iran che si sono rifiutate di cantare l’inno della Repubblica islamica.

«Questo rifiuto e questa presa di posizione dimostrano una delle più importanti forme di disobbedienza civile portate avanti dalle donne iraniane che vivono delle preoccupazioni continue e sono tristi per tutto quello che sta accadendo nel loro Paese, perché non è possibile pensare che qualcuno sia felice della guerra.Nessuno è felice della guerra, anche se una parte degli iraniani sta accettando anche l’intervento militare, ma perché ha quel minimo di speranza che il regime possa cadere. Si deve cercare di porre fine a questo conflitto il prima possibile e procedere con una via che porti alla fine di questo regime e l’inizio di un processo di democratizzazione dell’Iran. Il coraggio è la forma di disobbedienza più forte delle iraniane».

I giudici premiano persino il clandestino stupratore
Il Cpr di Gjader (Albania), dal quale è stato riportato in Italia Fathallah Ouardi (Ansa)
Le toghe fanno rientrare dal Cpr in Albania un marocchino condannato per violenza di gruppo e spaccio: secondo loro non può essere espulso perché ha chiesto la protezione internazionale. Il premier Meloni: «Ma come si fa? E dove sono le femministe?».
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Ddl Stupri, tanto rumore per nulla: era meglio lasciare la legge com’era
Giulia Bongiorno (Imagoeconomica)
  • L’ira delle opposizioni per la scomparsa della parola «consenso» nella norma è insensata. L’onere della prova non ricade comunque sulla vittima, ma sempre sull’accusa. Piuttosto, il concetto di «freezing» è da rivedere.
  • Via libera dalla commissione al Senato alle modifiche redatte dalla Bongiorno (Lega) Sanzioni alzate, però la sinistra delira. Di Biase (Pd): «Espressione del patriarcato».

Lo speciale contiene due articoli.

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