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Anche il Csm ammette il problema del cortocircuito media-giustizia
Ansa
L’organo di autogoverno dei giudici discute su una direttiva europea. È un passo avanti.

Da alcune settimane il Consiglio superiore della magistratura sta discutendo nuove linee guida sulla comunicazione giudiziaria destinate a incidere profondamente sul rapporto tra Procure, mezzi di informazione e opinione pubblica. Il confronto nasce dall’esigenza di adeguare la prassi degli uffici giudiziari ai principi introdotti dalla Direttiva (Ue) 2016/343 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016, relativa al rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali, ma si è rapidamente trasformato in un dibattito molto più ampio sul ruolo assunto negli anni dalla comunicazione delle indagini penali.

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Il Consiglio superiore si comporta come un sindacato forzando la Carta
Ansa
Il magistrato penale Giuseppe Bianco: «L’apertura sempre più diffusa di "pratiche a tutela" serve solo a coprirsi a vicenda. E il magistrato che sbaglia resta impunito».

Ultime (o penultime) notizie: un gruppo di consiglieri Csm (una ventina, da quel che si legge) ha preso posizione sul caso Gratteri, stilando una nota che stigmatizza il fatto che si sarebbe «costruita una polemica su singole frasi del procuratore di Napoli». Non è la prima volta che il Csm scende direttamente nell’arena. Appena una settimana fa i consiglieri avevano chiesto l’apertura di una pratica a tutela di un magistrato della Cassazione, contestato per avere partecipato alla decisione sulla data del referendum nonostante fosse impegnato sul fronte del No. Una «pratica a tutela». Parole che ormai si leggono spesso. Fermiamoci qui.

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«Pm, giornali, 007 e Quirinale. Così la morsa mi ha fatto fuori»
Alberto Cisterna (Imagoeconomica)
Parla l’ex numero 2 dell’antimafia Alberto Cisterna. La toga racconta di come sia finita stritolata per aver osato candidarsi in una Procura già assegnata dalle correnti: «Un pentito mi accusa e le carte dell’inchiesta finiscono al Colle». Il giorno dell’interrogatorio un articolo in prima sul «Corriere» spiattella tutto. «Dal circuito media-servizi-giudici non si può uscire».
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Annunci disattesi, incarichi contestati, conflitto di interessi. Ecco il vice del Csm
Fabio Pinelli (Ansa)
Si è preso la poltrona di numero due del Consiglio superiore approfittando dei guai giudiziari del rivale. Ha inanellato incarichi bipartisan. Assist a Matteo Renzi sulla Procura di Firenze (dopo l’annuncio dell’astensione).
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Il gup di Roma: «Congiura di Palazzo». E mette nei guai due consiglieri Csm
Piercamillo Davigo (Imagoeconomica)
Giuseppe Cascini e Giuseppe Marra sono accusati dal magistrato romano di aver ricevuto i verbali di Piero Amara sulla loggia Ungheria, coperti da segreto, e di non aver denunciato l’illecita diffusione da parte di Piercamillo Davigo, collega a Palazzo Marescialli.
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