critiche

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«La Verità» non ha padroni né padrini. Perciò non fa sconti nemmeno agli amici
Alessandro Giuli (Ansa)
Stupiscono le critiche di Alessandro Giuli a Marcello Veneziani. Aderire a un’area culturale non impedisce di biasimare il governo quando sbaglia.

Sono trascorsi quasi dieci anni da quando insieme con un pugno di giornalisti ho dato vita alla Verità. Allora a spingerci a fondare un nuovo quotidiano, mentre gran parte della stampa incontrava difficoltà a far quadrare i bilanci, fu la voglia di indipendenza. Molti di noi avevano un posto di lavoro sicuro, mentre altri non avrebbero fatto fatica a trovarlo se appena avessero avuto intenzione di cercarlo. Invece scelsero di partecipare a un’avventura, con uno spirito pionieristico, per non avere né padroni né padrini, per non dover rendere conto a nessuno se non ai lettori, pochi o tanti che fossero. Credo di poter dire che in quasi dieci anni, ovvero nelle oltre 3.300 edizioni della Verità, non siamo mai venuti meno ai propositi dei primi giorni.

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Il tennista è solitario e non batte bandiera
Jannik Sinner (Ansa)
Sinner dipinto come un traditore della patria per il no alla Coppa Davis con la Nazionale. Ma l’italiano medio non capisce che, in questo sport, l’atleta va in missione per se stesso. E, come il ceo di un’azienda, investe le energie sugli obiettivi più prestigiosi.
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Matteo Salvini (Ansa)

Li vedo un po' troppo nervosi a Parigi, a parlare troppo spesso di armi, di eserciti europei, di bombe, di nucleare e militare, convocano ambasciatori, attaccano governi». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a Todi. «Li invito alla serenità, al lavoro e alla tranquillità e che abbassino anche loro le tasse come stiamo facendo noi. Ci contestano che abbiamo abbassato le tasse. È un torto abbassare le tasse per fare venire le imprese in Italia? Ci sono dei paradisi fiscali in Europa, pensiamo al Lussemburgo e all'Irlanda, che fanno esattamente lo stesso. Penso che facciano così perché hanno una crisi politica e sociale pesante, ma non devono tirare in ballo noi».

Per Vannacci va bene la censura. Sulla Mira, invece, vietata pure la critica
Roberto Vannacci ad una presentazione del suo libro Il coraggio vince (Imagoeconomica)
Gli organizzatori delle presentazioni del libro del generale subiscono pressioni da chi plaude al testo su Acca Larentia.
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Denunciare il voto farsa non indebolirà lo zar
Vladimir Putin (Ansa)
L’Occidente si indigna per le elezioni taroccate in Russia. Dovrebbe però farsi delle domande su un leader che è sempre più forte e gode comunque di un consenso nella popolazione, pur con sacche di ribellione. La sterile condanna morale non ci aiuta a reagire.
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