Mentre la riapertura del canale di Hormuz potrebbe davvero rappresentare una svolta nel conflitto in Iran, con il rientro del pericolo di uno choc energetico prolungato, Bruxelles, invece, scommette sul prolungamento dell’emergenza, al punto che ha stilato un decalogo da Stato di crisi con tanto di ritorno dello smart working, case fredde o senza condizionamento, auto a passo d’uomo, giornate a piedi e incentivi all’uso delle biciclette. Pessimismo o mancanza di sincronia con gli eventi, Bruxelles dimostra ancora una volta di non riuscire a stare sul pezzo.
Ecco quindi che sforna un mix di raccomandazioni agli Stati membri per indurre i cittadini a non mettere il naso fuori casa. Una via di mezzo tra l’austerity anni Settanta con le storiche domeniche a piedi e il lockdown del Covid. È il piano Save energy Eu, che la Commissione presenterà il 22 aprile come parte delle misure contro il caro energia ma di cui ieri sono emersi ampi stralci. Tra le misure suggerite, c’è l’aumento del telelavoro, con almeno un giorno a settimana di smart working e l’obbligo nel settore pubblico, ove possibile; per le auto e i veicoli commerciali, limiti di velocità più bassi; poi la promozione del trasporto pubblico e dei treni (con riduzione o azzeramento dei prezzi per categorie vulnerabili e incentivi per i biglietti ferroviari) e altre alternative all’auto (dagli incentivi all’acquisto delle biciclette al bike sharing gratuito). C’è da chiedersi: torneranno anche i monopattini, messi fuori legge da tante città europee perché considerati pericolosi per la viabilità?
Non poteva mancare il suggerimento di limitare l’utilizzo dell’auto in città, con zone o giornate a piedi, parcheggi e pedaggi ridotti per il car sharing. Giro di vite sui viaggi di lavoro in aereo. La Commissione vorrebbe anche che fosse ridotto l’uso di caldaie per il riscaldamento e dei condizionatori, evitando consumi in stanze inutilizzate o mantenendo la temperatura degli impianti a condensazione sotto i 60 gradi. Andrebbe regolata la temperatura e l’illuminazione negli edifici e negli spazi pubblici (suggerito il passaggio al Led e ai sistemi intelligenti).
Per evitare interruzioni della fornitura si propone un divieto temporaneo di distacco. Sono inoltre previsti incentivi per sostituire motori elettrici inefficienti e sistemi basati su combustibili fossili con soluzioni rinnovabili.
Per far digerire l’austerità, la Commissione lancerà una campagna informativa su larga scala, simile a «Playing my part» del 2022.
Il piano di Bruxelles prevede anche voucher energetici, schemi di leasing sociale e finanziamenti agevolati per tecnologie pulite destinati a famiglie disagiate, fermo restando che «le regolazioni dei prezzi dovrebbero essere temporanee per evitare costi elevati per le finanze pubbliche», si legge nel documento della Commissione. Inoltre, gli Stati possono «introdurre o estendere tariffe regolamentate temporanee (tariffe sociali); premiare chi partecipa alla flessibilità sulla domanda; e ridurre (parzialmente o totalmente) le accise sull’elettricità per i più vulnerabili».
Le risorse per fare tutto questo? La Ue suggerisce di attingere ai fondi di coesione mentre una task force specifica, la Eu save energy now task force, servirà a coordinare l’attuazione del piano. Non compare nessuna tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche che era stata chiesta da Italia, Germania, Spagna, Austria e Portogallo.
«In pratica ci vogliono mettere in casa al freddo», è stato il commento immediato del senatore della Lega, Claudio Borghi.
Intanto si rincorrono le stime sul rischio di carenze di carburanti nel trasporto aereo. Mentre il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), Fatih Birol, rilancia l’allarme sulle scorte di cherosene che sarebbero sufficienti solo per circa sei settimane, con la conseguenza di disagi fino alla cancellazione di voli, il commissario europeo per i Trasporti, Apostolos Tzitzikōotas, contesta questo catastrofismo. «Negli ultimi due giorni sono circolate alcune notizie secondo cui l’Europa potrebbe essere vicina all’esaurimento delle scorte di carburante per aerei. Ciò non riflette accuratamente la situazione», ha detto. Riconosce comunque che «i prezzi del jet fuel sono raddoppiati nelle ultime settimane. Questo comporterà un aumento del prezzo dei biglietti e ridurrà l’interesse dei passeggeri a volare».
L’allarme dell’Aie è condiviso dalla Iata: «La valutazione dell’Aie sulle possibili carenze di carburante per aerei è preoccupante. Abbiamo stimato che entro la fine di maggio si potrebbero iniziare a vedere cancellazioni in Europa per mancanza di jet fuel. In alcune parti dell’Asia questo sta già accadendo», ha dichiarato il direttore generale Willie Walsh. Si moltiplicano le compagnie che decidono di ridimensionare i voli. Lufthansa chiude con effetto immediato Lufthansa CityLine, la controllata regionale che operava su nove aeroporti tedeschi. Da oggi tutti e 27 aerei resteranno a terra.






