Basta litanie sul voto. Ci vuole un governo di salvezza nazionale
Giuseppe Conte & C. sono una sciagura, però nulla garantisce che con Ue, giudici e media contro, i sovranisti ci tirerebbero fuori dai guai
Giuseppe Conte & C. sono una sciagura, però nulla garantisce che con Ue, giudici e media contro, i sovranisti ci tirerebbero fuori dai guai
Il leader di Forza Italia: «Questa crisi è pericolosa e va risolta in fretta con un altro esecutivo o con il voto. Non entreremo mai in maggioranza e non vedo la disponibilità dei partiti per un'ipotesi Draghi. Chi di noi…
Giuseppe Conte martedì sera in Senato ha portato a casa la battaglia contro Matteo Renzi, ma la guerra per salvarsi la poltrona non l'ha ancora vinta. È vero, il suo governo ha ottenuto la fiducia, ma si è trattato di…
La partita che si è giocata in Aula non chiude quella sulle poltrone. In ballo i vertici di Cdp, Fs e Rai. I centristi sono in prima fila e il capo di Iv e non rinuncia alle sue mire.
Dopo la delusione dell'ex governatrice laziale, pure l'ex assistente di Silvio Berlusconi dà una mano ai giallorossi. Antonio Tajani costretto a cacciarli dal partito. Idea, Cambiamo e Udc tengono. Paola Binetti rimane vaga sul futuro.
Dalla sanità all'economia, il leader di Iv inchioda il premier ai suoi flop. Salvo poi risparmiarlo per continuare a trattare.
Cari lettori, sono convinto che ieri molti di voi abbiano sperato in un regalo e cioè che Giuseppe Conte in Senato non riuscisse a raggiungere i numeri necessari a conservare la poltrona. Purtroppo, com'era ampiamente prevedibile, almeno per noi, il…
Giuseppe Conte sterza su legge elettorale e ossequi alla Cina, poi raduna voltagabbana e «volenterosi» e passa a Palazzo Madama anche grazie ai senatori a vita: 156 i sì. Rissa e «Var» sui voti di Lello Ciampolillo e Riccardo Nencini.
Il leader leghista attacca a testa bassa Giuseppe Conte, chiamato con il titolo di studio, e i tentativi del governo di trovare i numeri al Senato. Cita Beppe Grillo: «I senatori a vita non muoiono mai». Scoppia la bagarre, interviene…
Dopo aver aperto la crisi, Italia viva manda segnali di fumo all'esecutivo: «Creiamo un governo migliore, non abbiamo pregiudizi sui nomi del presidente». Ma la rottura definitiva resta sempre dietro l'angolo.
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