{{ subpage.title }}

True

Governo rachitico, però il Colle si scorda dei paletti

Governo rachitico, però il Colle si scorda dei paletti
Sergio Mattarella (Ansa)

Giuseppe Conte martedì sera in Senato ha portato a casa la battaglia contro Matteo Renzi, ma la guerra per salvarsi la poltrona non l'ha ancora vinta. È vero, il suo governo ha ottenuto la fiducia, ma si è trattato di una fiducia sul filo del rasoio, con soli 156 voti, quando per avere una maggioranza che gli consenta di navigare a Palazzo Madama ne sono necessari almeno 161.

Continua a leggereRiduci
Edicola Verità | la rassegna stampa del 19 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 19 giugno con Carlo Cambi

Vance striglia Israele: «Dovete svegliarvi». Gli ayatollah firmano ma sono ormai divisi
JD Vance (Ansa)
  • Nessuna cerimonia per l’accordo. Usa e Iran hanno 60 giorni, a partire da ieri, per trovare la soluzione al nucleare di Teheran.
  • Hegseth batte cassa per la Nato. Per il capo del Pentagono è stata vergognosa l’inattività degli alleati contro i pasdaran. Crosetto: «Rispettiamo gli impegni».

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a leggereRiduci
Pioggia di fuoco colpisce Mosca: è il più grande attacco di Zelensky
La capitale russa avvolta dal fumo dopo il raid ucraino (Ansa)
Raffica di droni, raffineria colpita: il fumo nero avvolge parti della capitale russa. Putin costretto a chiudere gli aeroporti. Il ministro Lavrov annuncia: «Reagiremo con azioni massicce, le parole ora non bastano più».

Ucraina e Unione europea tentano di spingere la Russia a un cessate il fuoco, da un lato con le incursioni di droni, dall’altro inasprendo le sanzioni e aumentando il sostegno militare a Kiev. Ma contro un colosso come la Russia, abituata storicamente a guerre lunghe e perdite altissime, tale strategia può essere illusoria, tanto più che a decidere l’andamento del conflitto è, in ultima analisi, il fronte terrestre.

Continua a leggereRiduci
Processo Eni, ribaltone in Cassazione. Dopo le due condanne, assolti De Pasquale e Spadaro
A sinistra Sergio Spadaro, a destra Fabio De Pasquale (Imagoeconomica)
Incredibile epilogo: primo grado e appello avevano ritenuto i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro rei di omissione di prove a favore della difesa. Ieri l’assoluzione: «Il fatto non sussiste».

Dopo due condanne consecutive e una vicenda che negli ultimi anni ha alimentato il dibattito sulla responsabilità dei magistrati, la Corte di Cassazione ha ieri assolto con formula piena «perché il fatto non sussiste» i pubblici ministeri Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro dall’accusa di rifiuto di atti d’ufficio. La decisione della sesta sezione penale della Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza pronunciata nell’ottobre scorso dalla Corte d’Appello di Brescia, che aveva confermato la condanna a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, già inflitta in primo grado.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy