«Con il suicidio assistito agevolato la società eliminerà chi è “inutile”»
Alla Consulta, l’allarme dei malati incurabili che si ribellano alla morte programmata.
Alla Consulta, l’allarme dei malati incurabili che si ribellano alla morte programmata.
Il 23 aprile 1956 si riuniva per la prima volta in seduta pubblica la Corte Costituzionale, supremo organo di garanzia dell’ordinamento italiano che domani compie quindi settant’anni. La sua istituzione, prevista dalla Costituzione approvata il primo gennaio del 1948, rimase…
Il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, torna a chiedere una legge sul suicidio assistito. E sulla Carta afferma: «Tutta la prima parte resta intoccabile».
Dubbi di costituzionalità sul pignoramento al gioielliere che sparò ai rapinatori.
La decisione sul caso Toscana: no al ruolo del sistema sanitario, sì al «federalismo».
Altro scudo della Corte costituzionale su obbligo vaccinale e certificato verde: le due misure «anti Covid» erano legittime. E i licenziamenti? «Frutto di scelte individuali».
La Corte costituzionale invita lo Stato a essere meno rigido con le Regioni in deficit: «Si usi parte del contributo dovuto a Roma in investimenti». Beffa per gli enti virtuosi.
L’ultima sentenza sul tema, pur apparentemente frenando sulla somministrazione da parte di terzi del farmaco letale, trasforma la non punibilità (a certe condizioni) dell’aiuto a morire in un obbligo della sanità. Il medico competente dovrà garantire la pratica.
La Corte boccia il ricorso sulla paziente paralizzata che chiedeva di essere uccisa, senza entrare nel merito dell’ammissibilità della pratica. Però tira in ballo il Servizio sanitario nazionale. E i dem ci si aggrappano.
Una sentenza della Corte costituzionale ha stabilito che le «madri intenzionali» delle coppie composte da due donne devono avere il congedo di paternità come gli uomini: «Sono una figura equiparabile».
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