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La Corte costituzionale frena Giani sulla legge regionale per il fine vita
La decisione sul caso Toscana: no al ruolo del sistema sanitario, sì al «federalismo».

La Consulta frena la corsa della Toscana verso la liberalizzazione del suicidio assistito. Ieri, la Corte ha stabilito che la legge non è illegittima nella sua interezza, ma in diverse disposizioni viola competenze statali esclusive. E benché i rilievi non riguardino il merito - il collegio, che d’altronde aveva già indicato i principi generali in base ai quali bisognerebbe permettere l’accesso alla procedura, non si oppone certo al suicidio assistito in sé - essi, tuttavia, colpiscono alcuni aspetti essenziali della legge. Si tratta di dettagli con cui Eugenio Giani sperava di mettere il turbo all’agenda radicale e progressista sul fine vita. Un obiettivo che si allontana, anche se il governatore a caldo esulta.

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La Consulta soccorre il green pass
Toghe (Ansa)
Altro scudo della Corte costituzionale su obbligo vaccinale e certificato verde: le due misure «anti Covid» erano legittime. E i licenziamenti? «Frutto di scelte individuali».

Può essere che i giudici della Corte costituzionale, il cui compito è di verificare la conformità delle leggi alla Costituzione, si siano rifatti a loro stessi, o meglio, alla sentenza del 30 novembre 2022 con la quale la Consulta, per la prima volta nella storia, aveva stabilito che fosse «legittimo» l’obbligo vaccinale e relative sanzioni (sospensione dal lavoro e dallo stipendio per i non vaccinati), rendendo di fatto diritti fondamentali, come quello al lavoro, «disponibili» anziché «intangibili».

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Regalone della Consulta a De Luca
Vincenzo De Luca (Ansa)
La Corte costituzionale invita lo Stato a essere meno rigido con le Regioni in deficit: «Si usi parte del contributo dovuto a Roma in investimenti». Beffa per gli enti virtuosi.
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La Consulta inventa il diritto di essere uccisi
iStock
L’ultima sentenza sul tema, pur apparentemente frenando sulla somministrazione da parte di terzi del farmaco letale, trasforma la non punibilità (a certe condizioni) dell’aiuto a morire in un obbligo della sanità. Il medico competente dovrà garantire la pratica.
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La Consulta frena sull’eutanasia. Ma il Pd pensa già al medico-killer
(iStock)
La Corte boccia il ricorso sulla paziente paralizzata che chiedeva di essere uccisa, senza entrare nel merito dell’ammissibilità della pratica. Però tira in ballo il Servizio sanitario nazionale. E i dem ci si aggrappano.
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