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Forti acquisti su Bpm, Mps e Generali. Per la Borsa il risiko non è finito
Ansa
Il «colpo di Siena» messo a segno da Luigi Lovaglio è un segnale per il mercato, che scommette su altri movimenti. Delfin protagonista per le scelte lungimiranti di Leonardo Maria Del Vecchio che valgono 10 miliardi di plusvalenze.

Comincia un’altra mano del risiko bancario. Ad aprire i giochi il sorprendente finale dell’assemblea di Mps che ha rimesso in sella Luigi Lovaglio. Un fatto senza precedenti. Non si era mai visto un amministratore delegato sfiduciato dal consiglio tornare in pista e vincere. Una vendetta consumata con il vassoio ancora bollente davanti a commensali che si contendono i piatti migliori cercando di non rovesciare il vino. I numeri, come sempre, fanno da colonna sonora.

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Colpo di scena a Mps: torna Lovaglio. In sella grazie ai Del Vecchio e a Bpm
Luigi Lovaglio (Ansa)

L’ad del risanamento rientra al suo posto con il blitz di Delfin, che vota con Blackrocke Banco. Sconfitta la lista di Fabrizio Palermo sostenuta da Caltagirone. Governo spettatore.

Certe assemblee degli azionisti iniziano come una messa cantata e finiscono come una corrida. A Siena, ieri, si è passati dall’incenso al confronto nel giro di poche ore, con il Monte dei Paschi che ha fatto quello che gli riesce meglio da secoli: sorprendere tutti, soprattutto chi era convinto di aver già vinto.

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Nel primo pomeriggio sul sito del «Corriere» esce la notizia che Caltagirone, il numero uno di Delfin e l’ad del Monte sono indagati per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza per l’Opa su Mediobanca. Scattano forti vendite in Borsa. Uno sgambetto anche al Tesoro.

In Italia c’è sempre un istante preciso in cui la giustizia decide di scendere in campo con un provvedimento a orologeria. Non è mai un caso, mai un incidente: è una coreografia. E così, nel giorno in cui Mps perde il 4,56%, Mediobanca scivola di un altro -1,9%, e il mercato si chiede cosa stia succedendo, arriva il colpo di teatro: la Procura di Milano notifica avvisi di garanzia a Borsa aperta, come se si trattasse di un profit warning. Tempismo chirurgico. L’effetto è devastante: Mps affonda a 8,330 euro, Mediobanca scivola a 16,750. E tutto perché la notizia - trapelata prima da Corriere.it e poi confermata da un comunicato di Rocca Salimbeni - corre come una scintilla tra gli operatori: Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e il ceo Luigi Lovaglio sono indagati nell’inchiesta sulla scalata che ha portato l’istituto senese a conquistare l’86,3% di Mediobanca.

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Mps-Mediobanca, si muove la procura tra esposti e querele
Alberto Nagel (Ansa)

Entrano in campo i pm e mirano al cuore della finanza italiana: Delfin, Caltagirone e ora anche Unicredit (che avrebbe fatto un esposto) al centro di una battaglia per il risiko bancario italiano. Arriva anche un'interrogazione parlamentare di Fdi per fare chiarezza sulle «illazioni» di Report sulla scalata della banca senese.

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Piazzetta Cuccia difende l’Ops: «Crea valore per gli azionisti» Il Mef: «Sul golden power per Unicredit non si torna indietro».
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