Quel «dovere» di colpire Buttafuoco
Da tempo strutture sovranazionali sentono la necessità di attaccare il nemico in guerra. Come l’Europa, che tira dritto e conferma il taglio dei fondi alla Biennale di Venezia.
Da tempo strutture sovranazionali sentono la necessità di attaccare il nemico in guerra. Come l’Europa, che tira dritto e conferma il taglio dei fondi alla Biennale di Venezia.
Alla festa del Redentore, Buttafuoco difende la Biennale e non piagnucola per la sua striscia in radio
Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Zaia, invita il governo a reagire alla censura di Bruxelles. Ma contro il taglio dei fondi ci sono pure M5s e Calenda.
Borgonzoni (Lega) attacca Bruxelles che vuole togliere i fondi all’istituzione veneziana dopo l’ok al padiglione russo: «L’arte è libera». Edizione da record, +20% di visitatori
Boom di visitatori ieri all’esposizione internazionale, in crescita del 10% rispetto al 2024. Proteste pro Kiev organizzate da +Europa all’ingresso e davanti al padiglione russo. Presenti pure Magi e l’ex ministro Kyenge.
Il critico, arrivato a Venezia, non ha dubbi sulla polemica che ha investito il padiglione di Mosca: «Deve riaprire, la creatività non va vincolata al potere e agli Stati». Intanto, nello spazio giapponese spuntano delle bambole per celebrare la pratica dell’utero in affitto.
Ormai è chiaro e evidente a tutti, o quasi. Più passano i giorni e più ci si rende conto che l’azione repressiva dell’Unione europea contro la Biennale di Venezia è stata un autogol. Un boomerang, un atto masochistico. La raffica…
Le autorità di Mosca, ufficialmente mai invitata all’evento, stanno organizzando un party privato così da acuire le polemiche tra Giuli e Buttafuoco. Gli ispettori del Mic inviano la relazione a Palazzo Chigi: smontato il caso delle dimissioni in blocco della giuria.
Le opposizioni si stracciano le vesti per i casi Biennale, Beatrice Venezi e Nicole Minetti. L’esecutivo parla con i fatti, tipo il decreto Lavoro. Perché agli italiani interessa di più l’economia.
Appello ai ministri degli Esteri: «Serve una posizione comune». Matteo Salvini: «Basta con le minacce, chi odia i popoli mi preoccupa».
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.