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La difesa comune sta facendo cilecca ma ci spingono a indebitarci con l’Ue
Ansa
Bruxelles pressa gli Stati affinché accedano ai prestiti Safe, eppure i progetti militari condivisi non decollano. Dopo le tensioni sui droni e il flop del super caccia, le beghe franco-tedesche ora minacciano anche i tank.

L’Europa vuole che prendiamo i prestiti Safe, ma la difesa comune sta già facendo cilecca. Il riarmo di Ursula von der Leyen è un inferno lastricato di buone intenzioni, come dimostrano le zuffe tra Parigi e Berlino: dopo l’uscita definitiva dei tedeschi dal progetto Fcas per il caccia di sesta generazione, in polemica con il protagonismo del ramo transalpino di Airbus, adesso rischia di saltare anche il super tank, il Main ground combat system (Mgcs).

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Droni e tanta IA. Esposte a Bucarest le armi del futuro
Fiera di armi a Bucarest, Romania
Viaggio tra gli stand della grande fiera militare appena chiusa nella capitale rumena: «Facili da usare, sembrano Playstation».

Si è chiusa ufficialmente ieri, 15 maggio 2026, l’edizione più imponente e carica di tensione della storia della Black sea defense aerospace and security (Bsda). Nata nel 2007, la fiera ha celebrato i suoi vent’anni trasformando l’area di Romaero Băneasa in un gigantesco catalogo a cielo aperto della distruzione e della Difesa, in un momento storico in cui il confine tra esposizione tecnologica e necessità del fronte non è mai stato così sottile.

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Le guerre moltiplicano le spese di riarmo: ogni persona sul pianeta versa 300 euro per mantenere gli apparati bellici. Tra i gruppi che hanno visto esplodere utili e valori in Borsa pure Rheinmetall, Rtx e la nostra Leonardo.

Mentre l’economia zoppica e famiglie e imprese sono alle prese con il rincaro dell’energia, le aziende del comparto della difesa fanno affari d’oro. I clienti, naturalmente, sono soprattutto i governi. Stimolati dalla nuova situazione internazionale, in particolare dopo l’invasione dell’Ucraina, gli Stati hanno innescato una forte domanda di armamenti e le aziende del comparto sono sommerse di ordinativi. La guerra in Iran sta spingendo ulteriormente la domanda di armamenti e sistemi di difesa.

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Armi «fai da te» con le stampanti 3D. La nuova frontiera del crimine giovanile
iStock
  • Superati limiti tecnologici che si consideravano strutturali, la cosiddetta «manifattura additiva» viene sempre più utilizzata nei teatri di guerra (per esempio in Ucraina). Ma lo è anche da terroristi e delinquenti comuni: bastano poche centinaia di euro e materiali facilmente reperibili.
  • Scaricare un manuale online è un gioco da ragazzi. A Verona tre minorenni avevano costruito un «laboratorio domestico» con l’intento di vendere i loro «prodotti».
  • TikTok funge da vetrina. Mentre su canali criptati come Telegram e (soprattutto) Odysee alcuni collettivi postano aggiornamenti su test balistici e nuovi file messi in rete.

Lo speciale contiene tre articoli.

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La Meloni avverte: «Questa guerra può coinvolgerci»
Giorgia Meloni (Ansa)
  • Il premier: «Crisi figlia del conflitto in Ucraina. Usa e Israele non hanno coinvolto gli europei. Teheran fermi gli attacchi».
  • Crosetto: sulle armi ai Paesi del Golfo decide il Parlamento. Polemica per il viaggio a Dubai con un imprenditore.

Lo speciale contiene due articoli.

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