antisemitismo

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Gli attivisti rossi ritornano in piazza: cortei e post per «free Mohammad»
Ansa
Ieri a Genova il corteo di collettivi e Si Cobas contro l’arresto dell’architetto al centro dell’inchiesta «Domino» che oggi rilascerà dichiarazioni spontanee al gip. A Thiene un consigliere comunale parla di «repressione».

Prima contro la guerra. Poi contro il piano di pace. Ora contro le indagini della procura di Genova. C’è sempre un buon motivo per scendere in piazza. Anche ora che la magistratura sta cercando di fare luce su alcuni dei tanti «perché» uno dei luoghi più finanziati del pianeta resti irrimediabilmente anche uno dei più poveri. Anche ora che si sta passando al setaccio il meccanismo in base al quale, il 71% degli oltre 7 milioni di euro raccolti da Mohammad Hannoun, sarebbe stato dirottato nelle casse di Hamas anziché in quelle della popolazione civile.

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La strage di Sydney è un avviso per noi
Il tributo alle vittime della strage di Bondi beach a Sydney (Ansa)
L’antisemitismo esploso dopo il 7 ottobre 2023 comincia a dare i suoi frutti. Chi liscia il pelo ai terroristi e grida lo slogan «globalizzare l’intifada» sta invocando ancora più morti. E nel mirino non ci sono soltanto gli ebrei, ma anche i cristiani.

Vaso di Pandora. Nella mitologia greca è il contenitore di tutti i mali del mondo. Una volta che la signora Pandora, piena di buone intenzioni, l’ha aperto, nugoli di spiriti maligni, come micidiali vespe e invincibili tafani, hanno sommerso l’umanità. Una volta scoperchiato il vaso di Pandora, il danno è fatto e irreversibile.

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Strage di ebrei a Sydney, accuse al governo
Ansa
Due islamici fanno fuoco alla celebrazione dell’Hanukkah in Australia: almeno 16 morti. Polemiche per la linea dell’esecutivo Albanese: non ha smantellato i centri radicali. Dubbi sulla polizia: ci ha pensato un fruttivendolo a disarmare un attentatore.

Una celebrazione religiosa si è trasformata in una strage nel cuore di Sydney. Almeno 16 persone sono morte, tra cui uno degli assalitori, e più di 30 sono rimaste ferite in una sparatoria di massa avvenuta ieri mattina durante un evento pubblico dedicato alla festività ebraica di Hanukkah. Tra i deceduti c’è anche il rabbino Eli Schlanger, 40 anni, esponente di spicco della comunità ebraica di Sydney e un bambino. L’attacco si è verificato a Bondi Beach, una delle spiagge più famose d’Australia, dove circa 2.000 persone stavano partecipando a una manifestazione all’aperto. L’iniziativa, intitolata «Chanukkah in riva al mare», era stata concepita come un momento di festa e condivisione per famiglie e partecipanti di ogni età, nei pressi di un parco giochi.

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«Punito chi critica l’occupazione pro Pal»
Il liceo classico Berchet di Milano. Nel riquadro, il prof Antonino Orlando Lodi (Ansa)
Il prof. Orlando Lodi: «Dopo il presidio al liceo Berchet ho spedito una email agli studenti per spiegare loro la gravità di quel gesto. La preside mi ha sottoposto a un provvedimento disciplinare per aver inviato scritti “non inerenti all’attività didattica”».

Il 9 e il 10 ottobre scorsi, un gruppo di studenti pro Pal ha occupato il liceo classico Giovanni Berchet di Milano. Antonino Orlando Lodi, professore di filosofia dell’istituto, ha voluto avviare un dibattito su quanto accaduto. Per farlo, si è avvalso dell’indirizzo di posta istituzionale della scuola per muovere rilievi critici sull’occupazione. Il preside, Clara Atorino, tuttavia, non ha gradito il gesto e il 31 ottobre ha aperto una procedura disciplinare nei confronti del docente, per aver spedito, senza la sua autorizzazione, «comunicazioni non riconducibili a finalità didattiche». Lodi, però, si difende e dice che il suo scritto tratta «il tema della violenza, della congruità dei mezzi ai fini, delle procedure della democrazia, del valore del pluralismo delle informazioni, oggetto di riflessione nel dialogo educativo. Lo abbiamo intervistato, per sentire che cosa avesse da raccontare.

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Orchestra israeliana messa a tacere
La Philarmonie (Getty). Nel riquadro, l'assalto dei pro Pal
A Parigi i pro Pal interrompono con i fumogeni il concerto alla Philarmonie e creano il caos. Boicottato un cantante pop per lo stesso motivo. E l’estrema sinistra applaude.

In Francia l’avanzata dell’antisemitismo non si ferma. Giovedì sera un concerto di musica classica è stato interrotto da militanti pro Pal e, quasi nello stesso momento, un altro concerto, quello di un celebre cantante di origine ebraica, è stato minacciato di boicottaggio. In entrambi i casi, il partito di estrema sinistra La France Insoumise (Lfi) ha svolto un ruolo non indifferente.

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Le Firme

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