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Speranza ne trova un’altra per rovinarci la vita

Speranza ne trova un’altra per rovinarci la vita
Roberto Speranza (Ansa)

Prendo a caso l'incipit di un articolo di Repubblica di due giorni fa: «Ancora in netto aumento la curva epidemica in Italia. I nuovi casi sono 2.153, mai così tanti dal 6 giugno. […]. I decessi sono 23 (ieri 20), per un totale di 127.831 vittime dall'inizio dell'epidemia». Dopo aver letto queste righe, un lettore che cosa può pensare? Che ci risiamo, ovvero che la pandemia sta rialzando la testa e noi, invece di usarla, stiamo facendo gli stessi errori che abbiamo fatto la scorsa estate.

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Record di nomination per chi s’è inventato un mondo di bianchi vampiri suprematisti
Una scena tratta dal film «I peccatori» (Warner Bros)
Nell’horror «I peccatori», un manipolo di succhiasangue del Kkk dà la caccia ai neri. Ha più candidature agli Oscar di «Ben-Hur».

Qualche sera fa, senza saperne niente, ho visto su Sky cinema I peccatori, Sinners in originale, «un film scritto diretto e coprodotto da Ryan Coogler», autore di cui ignoravo la precedente produzione (Prossima fermata Fruitvale station, sulla storia di un ragazzo ucciso dalla polizia a Oakland a Capodanno 2009, Creed - Nato per uccidere, uno spin off di Rocky e Black panther I e II).

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I vaccini anti Covid mRna causano «più danni di quanto la gente pensi»
(iStock)
Per Robert R. Redfield, ex direttore dei Cdc Usa, la rappresentazione della crisi come «pandemia di non vaccinati» è stata deliberatamente fuorviante. Il siero «non previene l’infezione». Il contrario dei diktat di Mario Draghi.
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L’esperienza diventa business: i senior tornano al centro delle imprese
Dalle ricerche sul peso dell’esperienza nel valore aziendale al modello di 50yet, che punta sui senior expert: in un’economia in trasformazione, la competenza accumulata nel tempo si conferma una risorsa chiave.
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Il Papa ribadisce la difesa della vita: «L’aborto è il distruttore della pace»
Leone XIV (Ansa)
Leone XIV lancia un monito sulla responsabilità morale delle società contemporanee.

Sarà anche «voce di uno che grida nel deserto», ma papa Leone XIV, con illuminato coraggio al servizio della verità, in perfetta coerenza con i suoi predecessori, non perde occasione per ribadire con forza la condanna della più iniqua e immorale delle pratiche che i nostri giorni hanno drammaticamente «normalizzato»: l’aborto. Anche ieri, nel contesto degli appelli quotidiani e accorati lanciati al mondo intero perché cessino le guerre, il Santo Padre ha voluto riprendere il «grido» d’allarme di suor Teresa di Calcutta: non ci sarà mai pace in un mondo che sostiene e promuove l’aborto.

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