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La coop di famiglia del deputato eletto coi dem non paga i dipendenti

La coop di famiglia del deputato eletto coi dem non paga i dipendenti
Aboubakar Soumahoro (Ansa)
  • Fondata dalla suocera e guidata dalla moglie di Soumahoro, entrato in Parlamento con Verdi e Sinistra, ha accumulato debiti per 2 milioni di euro. Il paradosso: lavora nel programma di contrasto del caporalato.
  • Kanye West, il discusso rapper che nel 2020 si è candidato alla presidenza Usa, vuole «assicurare il diritto di potersi esprimere liberamente». Acquisirà Parler, caro agli ultrà.

Lo speciale contiene due articoli.

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Gli Usa bloccano Hormuz. Ursula vuole bloccare noi
Le navi americane a Hormuz (US Navy)
  • In vigore dalle 16 di ieri lo stop alla navigazione nello Stretto. Trump: «La Marina iraniana giace sul fondo del mare». Poi apre uno spiraglio al nemico: «Ci hanno contattato, vogliono un accordo». Ma il nodo da sciogliere resta quello del nucleare.
  • Il viceministro Leo avverte: sforzi notevoli sulle accise, copriamo fino alla fine del mese, poi tocca all’Europa. Intanto la Von der Leyen rimanda tutto a maggio, ma il 22 presenta le misure per contenere consumi e viaggi.
  • Teheran insorge: «Atto di pirateria, gli statunitensi se ne pentiranno». Ghalibaf: «L’America rimpiangerà molto presto la benzina a 4-5 dollari al gallone».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Chiesto il rinvio a giudizio per John Elkann
John Elkann (Imagoeconomica)
La decisione in seguito al rifiuto della proposta di archiviazione in uno dei filoni dell’inchiesta sulla residenza di Marella Caracciolo. Oltre al presidente di Stellantis, i pm tirano in ballo pure il suo commercialista, Gianluca Ferrero. I legali: «Passaggio atteso».
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Salvini prepara il raduno dei Patrioti e attacca le «assurde regole dell’Ue»
Matteo Salvini (Anssa)
Il leader del Carroccio serra i ranghi. Su Trump: «Folli accuse al Papa, tutela la pace».

Caos internazionale, un anno circa alle elezioni e c’è fermento in tutti i partiti. Anche la Lega, infatti, ieri si è riunita in un consiglio federale a Milano nella sede di via Bellerio. Una riunione di due ore in vista del raduno dei Patrioti previsto per sabato prossimo.

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Il dopo Orbán è meglio di Orbán
Péter Magyar e Viktor Orbán (EP Photo)
La sinistra, priva di rappresentanti nel Parlamento di Budapest, e la Ue hanno fatto festa per la vittoria di Péter Magyar. Però lui chiede di levare le sanzioni alla Russia e stoppa l’allargamento dell’Unione all’Ucraina, alla quale non darà soldi. Che sberla ai compagni.

Péter Magyar meglio di Viktor Orbán? Forse, ma a quanto pare non nel senso auspicato dai tanti che ieri si sono spellati le mani per la caduta di colui che ha guidato l’Ungheria per 16 anni. Se si leggono i commenti di queste ore, pare che a Budapest sia finito un regime totalitario, ma le cose non stanno esattamente così. Premesso che non ho grandi ricordi di dittatori cacciati a furor di voti: Ceausescu, tanto per rimanere in area, fu liquidato da una rivolta popolare e fucilato subito dopo, e così pure è capitato a Gheddafi.

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