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«Sono un sacerdote ma sparo ai ladri. Difendersi è giusto»

«Sono un sacerdote ma sparo ai ladri. Difendersi è giusto»
Don Antonio Mandrelli, parroco perugino [Amedeo Pisciolini]
Parroco perugino tiene in casa fucili e pistola: «Simpatizzo per Matteo Salvini, ma la politica non c'entra. E la gente sta con me».

«La legittima difesa? È un diritto naturale. Solo che adesso mi hanno portato via anche i fucili...». Don Antonio Mandrelli, 73 anni, parroco di Santa Maria delle Grazie di Castelfranco a Pietralunga, in provincia di Perugia, la pensa così. È un parroco di campagna, uno di quelli pratici, di una volta. Vive solo, nella casa accanto alla chiesa, in cima a un crinale appenninico, lungo (...) una strada frequentata solo da pellegrini. La prima forma di vita, un ristorante, dista più di 100 metri e solo molto più in là c'è il paese, che conta meno di 1.200 anime. La sua è una voce fuori dal coro nella chiesa, soprattutto oggi che a dettar legge c'è il partito dei vescovi. Ma per don Antonio, non si tratta di politica.

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La Ue non sa come sono spesi i soldi del Pnrr
(Eu Photo)
La Corte dei Conti europea: non tutti gli Stati mandano rendiconti, solo i principali 100 progetti sono dettagliati sui costi reali. D’altronde, i 577 miliardi prestati da Bruxelles erano legati a voci di spesa incontrollabili o inutili.

L’Europa ha stanziato circa 577 miliardi di euro per la ripresa post Covid, facendo quindi lievitare il proprio debito, ma non è in grado di monitorare come vengono spesi.

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Sul ruolo della sanità resta il muro Fdi-Lega
Stefania Craxi (Ansa)
Craxi si appella a Zaia. Senza larghe intese, il 3 giugno si parte dal testo della sinistra già passato alla Camera.

Non si vuole farla diventare una battaglia tra bande, ma la legge sul fine vita sembra aver schierati due fronti opposti all’interno del centrodestra. Da un lato chi si oppone con forza all’idea di un possibile coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale nel percorso del suicidio assistito, dall’altro chi invece si colloca in una posizione più laica e si dice aperto anche a questa ipotesi.

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Il grande critico musicale Ashley Kahn, firma di Downbeat, premiata con due Grammy Awards per i suoi lavori su Miles Davis e John Coltrane, descrive la traiettoria dei due giganti del jazz che nel 2026 avrebbe compiuto 100 anni.

Già si parla di obiezione di coscienza, ma in Italia non c’è il diritto a morire
(iStock)
  • In campo etico, la facoltà di sottrarsi a pratiche incompatibili con le proprie convinzioni è un valore gigante, come con l’aborto. Per la dolce morte, però, non c’è un obbligo giuridico: viene eseguita su base volontaria.
  • Il capo dell’Ordine regionale Francesco Noce: «Dal suicidio assistito all’eutanasia il passo è breve». Oggi l’intervento della Pontificia accademia sul rispetto della dignità della persona.

Lo speciale contiene due articoli.

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